Inside Llewyn Davis

SCHEDA DEL FILM

A proposito di Davis

di Joel & Ethan Coen

Vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria a Cannes, il nuovo film dei fratelli di Minneapolis esplora la scena folk del Greenwich…

TRACKLIST

1. Oscar Isaac - Hang Me, Oh Hang Me
2. Oscar Isaac & Marcus Mumford - Fare Thee Well (Dink's Song)
3. Stark Sands & Punch Brothers - The Last Thing on My Mind
4. Stark Sands, Justin Timberlake, Carey Mulligan - Five Hundred Miles
5. Justin Timberlake, Oscar Isaac, Adam Driver - Please Mr. Kennedy
6. Oscar Isaac - Green, Green Rocky Road
7. Oscar Isaac - The Death of Queen Jane
8. The Down Hill Strugglers & John Cohen - The Roving Gambler
9. Oscar Isaac & Punch Brothers - The Shoals of Herring
10. Chris Thile, Chris Eldridge, Marcus Mumford, Justin Timberlake, Gabe Witcher - The Auld Triangle
11. Nancy Blake - The Storms Are on The Ocean
12. Oscar Isaac - Fare Thee Well (Dink's Song)
13. Bob Dylan - Farewell (unreleased studio version)
14. Dave Van Ronk - Green, Green Rocky Road

AA.VV.

Inside Llewyn Davis

(Nonesuch) 2014

Folk

di Matteo De Simei

Gaslight Cafè, 1961. Arpeggi di chitarra, un microfono in primissimo piano. Comincia così il viaggio dei fratelli Coen attraverso la malinconica meraviglia del folk. "Inside Llewyn Davis" è l'ennesima dimostrazione della potenza espressiva/emozionale del cinema dei fratelli del Minnesota, che questa volta decidono di focalizzare l'attenzione sulla musica, in particolare sul folk singer Llewyn Davis, alter ego del cantautore misconosciuto Dave Van Ronk, l'ennesimo loser coeniano che in quel periodo occupava la scena dei coffehouse del Greenwich Village newyorkese. Mentre il mito di Bob Dylan cominciava a prendere forma, il "sindaco di MacDougal Street" (questo l'appellativo dato a Van Ronk) viaggiava controcorrente, "in direzione ostinata e contraria", sfidando le regole e il conformismo della società capitalista americana.

Il film dei Coen lascia che sia la musica, ancor prima del racconto, ad aprire il cuore dello spettatore, a trasportarlo in quella desolata miriade di sogni ed emozioni che solo il folk può regalare. Il merito è da attribuire soprattutto all'esperto produttore T-Bone Burnett, già Premio Oscar per la soundtrack di "Crazy Heart" e alla quarta collaborazione coi Coen (memorabile la colonna sonora per "Fratello, dove sei?") grande amico e compagno di tournée di un certo Bob Dylan.
Le vicissitudini del protagonista, così come il film intero potrebbero essere compendiate sin dalle prime due ballate della soundtrack: "Hang Me, Oh Hang Me" e "Fare Thee Well (Dink's Song)". Nella prima è racchiuso il tema dell'incredibile viaggio ("Hang me oh hang me, and I'll be dead and gone / I wouldn't mind the hangin', just laying in this grave so long / Poor boy I've been all around the world" - "Impiccatemi, oh impiccatemi, e sarò morto e sepolto / Non mi dispiacerebbe tanto essere impiccato, quanto restare così a lungo nella tomba / Povero me, che sono stato ovunque in questo mondo"). In essa si riscontra anche il loop e il déjà vu di una vita che non riserva alcun bivio. La seconda è un commovente inno alla libertà, incarnata dal gatto Ulisse (i riferimenti all'Odissea omeriana sono molteplici e i Coen l'avevano già ampiamente tributata in "Fratello, dove sei?"). Entrambe le ballate sono magnificamente cantate dall'attore protagonista Oscar Isaac.

Dopo "The Last Thing on My Mind" cantata da Stark Sands e i Punch Brothers, tocca alla corale "Five Hundred Miles" scritta da Hedy West ed eseguita dalla coppia di attori Timberlake-Mulligan insieme a Sands. L'intermezzo scoppiettante e giocoso di "Please Mr. Kennedy" è un vero gioiello e costituisce l'unico contributo originale dell'album (firmato, tra glia altri, proprio dai fratelli registi). Isaac si esalta interpretando dapprima il classico di Van Ronk "Green, Green Rocky Road" e poi la tradizionale "The Death of Queen Jane" (uno dei momenti più alti del film). La fierezza del pescatore che sogna il branco di sardine in "The Shoals of Herring" (cantata  davanti al padre infermo) fa da preludio alla collaborazione con Marcus Mumford dei Mumford&Sons che si esibisce in "The Auld Triangle", rivisitando in chiave moderna quelle sonorità country e folk tipicamente statunitensi. Lo stesso Mumford è anche l'autore della versione inedita del brano "Fare Thee Well (Dink's Song)".

Infine c'è "Farewell", il brano di Bob Dylan presente nel film, in una versione inedita e risalente al periodo delle registrazioni del terzo album "The Times They Are A-Changin" (1964). Così, mentre all'esterno del locale Davis viene picchiato e lasciato a terra, sanguinante ai bordi del marciapiede, all'interno il destino, il più delle volte cinico e baro, consegna a un giovane riccioluto la storia della musica folk. Ma al di là della sconfitta dell'essere umano, così tanto cara alla coppia di registi, "Inside Llewyn Davis" rappresenta anche una magnifica cornice alla (ri)scoperta delle radici della musica. Anzi del folk. Perché lo sanno i Coen, lo sa Dave Van Ronk e lo sa anche Llewyn Davis, "se non è nuova e non invecchia mai allora è una canzone folk".