Scream 4

SCHEDA DEL FILM

Scream 4

di Wes Craven

Torna la saga horror di Wes Craven e Kevin Williamson. Spaventi e parodia in un gioco al massacro in cui l'unica regola è "l'assurdo"

TRACKLIST

1 The Sounds - Something to Die For
2 Ida Maria - Bad Karma
3 The Novocaines - Cup Of Coffee
4 The Chain Gang of 1974 - Make My Body
5 Marco Beltrami - Don't Mess With The Original
6 The Sounds - Yeah Yeah Yeah
7 6 Day Riot - Run For Your Life
8 Raney Shockne - Axel F
9 Locksley - On Fire
10 Say Hi - Devils
11 Stereo Black - Denial
12 Marco Beltrami - Jill's America

Artisti Vari

Scream 4

(Lakeshore Records) 2011

alt-rock

di Alex Poltronieri

Sempre sensibile agli spostamenti di gusto e tendenza del giovane pubblico, la colonna sonora dei film della saga horror firmata Craven-Williamson ha cambiato più volte faccia nel corso degli anni. Gli esordi low budget con il primo episodio potevano concedere qualche band di rock alternativo dell'epoca (Catherine, Birdbrain, The Connells, un ancora non celebre Moby) con l'aggiunta vincente di "Red Right Hand" di Nick Cave & The Bad Seeds, poi diventato il vero e proprio leit motiv del franchise (al punto che lo stesso Nick Cave ne ha registrata una versione "N° 2" per la colonna sonora del terzo film, e poi inclusa solo nella sua tripla raccolta di rarità e b-sides). Il successo inaspettato del primo film permise finanziamenti più alti per l'immediato sequel e di conseguenza Craven e l'allora "music producer" Ed Gerrard riuscirono a coinvolgere nomi più importanti, e rappresentativi dell'alt-rock della seconda metà dei '90: ecco allora Foo Fighters, D'Angelo, Dave Matthews Band, Everclear, Eels, Collective Soul. Altro discorso ancora per la soundtrack del terzo capitolo, la prima composta perlopiù da canzoni "ispirate" al film, che nella pellicola nemmeno si sentono. Per l'occasione la raccolta è assemblata dal gruppo rock del momento, gli ultra tamarri Creed, che oltre a contribuire con due brani inediti, scelgono brani di loro colleghi come Incubus, System of a Down, Slipknot, Staind, Static X. Il risultato è ancora una volta rappresentativo dell'humus culturale di dieci anni fa, in cui nelle radio fm impazzavano decine di band post grunge e nu metal indistinguibili l'una dall'altra, ma salutate da un grande successo popolare.

Nel quarto film della serie, a undici anni dall'ultimo episodio, le cose sono cambiate. Il budget è tornato ad essere ristretto come agli esordi, e i gusti del pubblico giovanile sono indecifrabili come non mai. Così come nel film si riflette sul presente e il futuro del genere horror, nella colonna sonora si cerca di tirare le somme di un decennio musicalmente squilibrato, trascorso senza l'affermarsi di veri divi rock, dominato da file sharing, peer to peer, band derivative, one hit wonder. Le band che compongono la colonna sonora del quarto "Scream" potrebbero essere state scelte così, girovagando sul web, ascoltando le canzoni sulla pagina myspace, scaricando quelle che sembrava più interessante. La colonna sonora di "Scream 4" non conta su nomi affermati del cosiddetto "indie rock" ma è un interessante specchio dei mille rivoli in cui va frammentandosi la cultura musicale contemporanea. Ci sono quindi i The Sounds (con due pezzi), che con la loro wave danzereccia e melodica non possono che ricordare i Blondie (o una versione edulcorata degli Yeah Yeah Yeahs), ci sono i Novocaines, inglesi fautori di un aggressivo e divertente garage rock, che pennellano con "Cup of Coffee" un incisivo singolo di nemmeno due minuti che pare sbucato dagli anni '70. Ci sono i Chain Gang Of 1974, che per molti sono la next big thing da tenere d'occhio: creatura del dj Katmin Mohager, i Chain Gang Of 1974 ambirebbero a prendere il posto degli Lcd Soundsystem nel cuore degli appassionati di questo genere, e con brani come "You Make My Body" potrebbero pure farcela, visto che il brano sembra un outtake del progetto firmato James Murphy conclusosi l'anno scorso.

Ida Maria è una vecchia conoscenza, si fa per dire: questa giovane e agguerrita svedese sembrava sul punto di diventare una star un paio di anni fa, con un album d'esordio con ottime recensioni e un paio di singoli programmatissimi (e pure una collaborazione con Iggy Pop). Un sogno che pare essersi già infranto con il sophomore uscito lo scorso anno e ignorato da tutti. Comunque. La bella Ida Maria è qui presente con il blues tosto e orecchiabile di "Bad Karma", imparentato da vicino con la produzione della prima PJ Harvey. Nel film si può sentire nei titoli di coda, così come "On Fire" dei newyorchesi Locksley, adorabile band power pop cult per una cerchia di pochi appassionati. Con questo scatenato rockabilly (tratto dal loro secondo lavoro "Be In Love") i Locksley si confermano una delle realtà più interessanti della scena indipendente americana. Sempre sui titoli finali si possono ascoltare anche i 6 Day Riot con il loro eclettico mix di ritmi latini, folk e melodie pop ("Run For Your Life" piacerà di certo a Stuart Murdoch) e i Say Hi (progetto musicale dell'introverso nerd Eric Elbogen), che con la macabra filastrocca "Devils" riportano alla mente i Death Cab For Cutie (la loro etichetta e difatti la Barsuk, quella dei primi album del gruppo di Ben Gibbard). Non poteva mancare il compositore di fiducia della serie, Marco Beltrami, che soprattutto in "Don't Mess With The Original" da prova del suo talento in ogni registro, passando dall'incipit elettronico "carpenteriano" al delirante finale cacofonico à la Bernard Herrmann. C'è spazio pure per una nuova versione del tema di "Beverly Hills Cop", "Axel F". Ma se vi chiedete che centri il celebre motivetto dei film con Eddie Murphy con la saga del killer mascherato vi togliamo subito ogni dubbio: è la suoneria nel cellulare dell'imbranato agente Linus.