Up in the Air

SCHEDA DEL FILM

Tra le nuvole

di Jason Reitman

Terza prova per Jason Reitman, nella prima commedia sulla crisi economica Usa: sorrisi amari e poche consolazioni

TRACKLIST

1. This Land Is Your Land - Sharon Jones and the Dap-Kings
2. Security Ballet - Rolfe Kent
3. Goin' Home - Dan Auerbach
4. Taken at All - Crosby, Stills & Nash
5. Angel in the Snow - Elliott Smith
6. Help Yourself - Sad Brad Smith
7. Genova - Charles Atlas
8. Lost in Detroit - Rolfe Kent
9. Thank You Lord - Roy Buchanan
10. Be Yourself [1971 Demo] - Graham Nash
11. Snow Before Us - Charles Atlas
12. Up in the Air - Kevin Renick

Artisti Vari

Up in the Air

(Rhino) 2010

folk

di Alex Poltronieri

Per la sua commedia che tratta di licenziamenti e solitudine, il regista Jason Reitman (che ha selezionato personalmente i brani che compongono la soundtrack) sceglie saggiamente di distaccarsi dal sound indie e popolare del suo precedente successo "Juno", e punta su atmosfere malinconiche e invernali che vanno a braccetto con il percorso morale e le scelte sentimentali del protagonista Ryan Bingham (George Clooney). E chi, se non Woody Guthrie, il nume tutelare dei cantautori folk di tutto il pianeta, poteva essere più indicato per aprire le danze? La sua celeberrima "This Land Is Your Land" è rivisitata in chiave funk da Sharon Jones & The Dap-Kings (recentemente ascoltati pure nella compilation "Dark Was The Night"), e si può ascoltare nei bei titoli di testa, in cui gli States ci vengono mostrati da ampie vedute aeree attraverso un concitato montaggio.

Questa divagazione funk non distrae troppo dal resto del disco, improntato su coordinate ben più malinconiche: si va da super classici come Crosby, Stills, Nash & Young a moderne icone come Elliott Smith (la sua bellissima "Angel in the Snow", dal postumo "New Moon", si addice perfettamente alla sequenza in cui Clooney torna a far visita al suo vecchio liceo). Perfino due irriducibili bluesman come Dan Auerbach dei Black Keys e il chitarrista Roy Buchanan sono presenti con selezioni inaspettatamente minimali e acustiche. In particolare il primo, con la sua "Goin' Home", regala il momento più toccante del disco, assieme alla title track di Kevin Renick ("Up in the Air", appunto), songwriter improvvisato, che ha mandato la sua canzone a Reitman dopo aver perso davvero il lavoro come i protagonisti del film. Piuttosto centrati pure i due brani strumentali del misconosciuto Charles Atlas, in particolare "Genova", che con i suoi quasi otto minuti sconfina in territori ambient e slow core vicini a Mogwai e Low.
 
Abbastanza ininfluenti i due brevi estratti dalle composizioni originali di Rolfe Kent, puro supporto alle immagini (in particolare l'etnica "Security Ballet" che commenta le rigide pratiche aeroportuali di Clooney). Consigliata, così come il film.