CAST & CREDITS

cast:
Channing Tatum, Jonah Hill, Peter Stormare, Ice Cube, Amber Stevens, Wyatt Russell, Jillian Bell, Jimmy Tatro, Dave Franco

regia:
Phil Lord, Chris Miller

distribuzione:
Waner Bros.

durata:
112'

produzione:
Columbia

sceneggiatura:
Michael Bacall, Oren Uziel, Rodney Rothman

fotografia:
Barry Peterson

scenografie:
Steve Saklad

montaggio:
David Rennie

costumi:
Leesa Evans

musiche:
Mark Mothersbaugh

22 Jump Street | Recensione | Ondacinema

22 Jump Street

di Phil Lord, Chris Miller

commedia, azione, Usa (2014)

di Mirko Salvini

Voto: 8.0
A pochi mesi dall'uscita di "Lego Movie" (finora il maggiore incasso del 2014), i registi Phil Lord e Christopher Miller fanno nuovamente centro con le avventure dei due giovani (e non particolarmente capaci) poliziotti sotto copertura, ispirate alla serie televisiva anni ottanta che ebbe il merito di scoprire Johnny Depp prima che sfondasse sul grande schermo, qui al secondo capitolo. Successi su tutta la linea, visto che mettono d'accordo pubblico e critica, quindi se ancora non vi siete segnati i nomi di questi due registi, conviene rimediare quanto prima.

In "22 Jump Street" non si va più a scuola ma al college, si indaga su un giro di sostanze stupefacenti alquanto micidiali che circolano fra gli studenti e il "gran finale" si svolge durante i giorni dello Spring Break (usanza tipicamente americana sulla quale adesso sappiamo molto anche grazie al cult di Harmony Korine dello scorso anno) ma soprattutto è l'occasione per proseguire un discorso metareferenziale che stavolta prende in considerazione la pratica fondamentale (non solo nel cinema americano) del sequel, fortunatamente senza mai dimenticare l'autoironia (la seconda puntata è inutilmente più costosa e vi succedono cose peggiori rispetto alla prima...) che è davvero l'ingrediente X di questo genere di operazioni. Onore quindi anche agli sceneggiatori Michael Bacall, Oren Uziel e Rodney Rothman, il cui contributo risulta ancora più meritevole se si paragona questo film ad altri blockbuster contemporanei...
 
In attesa di vederlo partecipare alla stagione dei premi con la sua ammirata prova drammatica in "Foxcatcher" (film di Bennett Miller già premiato a Cannes), Channing Tatum torna nei panni di Jenko, un ruolo che gli permette di sfruttare al meglio il suo lato comico. Ritrova Jonah Hill (che continuo a preferire qui o in "Facciamola finita" rispetto a quando fa da spalla in film candidati agli Oscar) nei panni di Schmidt e i due danno vita ad una bromance che farebbe invidia alla coppia Franco-Rogen (il secondo si concede spiritosamente nei titoli di coda) e che permette alla serie di lanciare un messaggio antiomofobia molto ammirevole e niente affatto scontato in film destinati al grande pubblico, spesso invece tristemente ambigui a tal proposito.
 
Dopo un prologo in cui si fa la conoscenza del cattivo (Peter Stormare) e si omaggiano Harold Lloyd e Jackie Chan, il film entra nel vivo con l'arrivo del "dinamico duo" al college per scoprire cosa ci sia dietro al suicidio di una studentessa, apparentemente legato ad una droga performativa piuttosto diffusa fra gli studenti. Se nel primo episodio Jenko aveva avuto qualche problema, soprattutto perché i suoi modi da macho erano ritenuti fuori moda o comunque politicamente scorretti, adesso invece grazie alle sue doti atletiche entra a far parte della squadra di rugby, viene accolto a braccia aperte in una confraternita e fa amicizia con Zook (Wyatt Russell, figlio di Kurt e Goldie Hawn, e quasi un novello Owen Wilson), uno dei ragazzi più popolari dell'istituto. Schmidt, che incontra invece diversi problemi d'inserimento, si sente trascurato dal compagno e la "coppia" rischia di scoppiare. Scopre poi che la ragazza con cui sta filando, Maya (Amber Stevens), è la figlia del Capitano Dickson (Ice Cube), che non prenderà troppo bene la cosa...
 
Capaci di mettere in scena gag comiche in maniera decisamente migliore di molti loro colleghi (merito che forse devono alla loro esperienza nel campo dell'animazione), Lord e Miller non mancano di citare il cinema di Michael Bay, vero campione dell'intrattenimento pensato per gli adolescenti (e al quale non farebbe male collaborare con sceneggiatori così brillanti), anche se da De Palma al mitico Richard Lester, tanti gli autori di cui i due registi cinefili si ricordano. Oltre che col ritorno di alcuni personaggi dell'episodio precedente magari per una partecipazione (molto divertente quella di Dave Franco e Rob Riggle nella sequenza della prigione), la storia è arricchita con new entries piuttosto spassose, come i gemelli afrocinesi Yang incarnati dai Lukas Brothers (che sembrano usciti direttamente da un film della ditta Zucker-Abrahams-Zucker) o Mercedes, la caustica e pestifera compagna di stanza di Maya, interpretata in maniera travolgente da Jillian Bell, attrice molto promettente. Ma la responsabilità maggiore naturalmente poggia sulle spalle della coppia Tatum-Hill, i quali si dimostrano all'altezza del compito assegnato, efficaci sia nelle scene comiche più fisiche che in quelle affidate all'improvvisazione; particolarmente degni di nota Hill che recita una poesia alquanto dadaista e tutta l'ultima parte ambientata a Puerto Mexico. Nonostante il brillante risultato al momento non è prevista una terza puntata, speriamo comunque di poter rivedere i due presto insieme.