CAST & CREDITS

cast:
Jim Sturgess, Nicholas Lumley, Ellen Hornberger, Spencer Liff, Eddie Izzard, Joe Anderson, Evan Rachel Wood

regia:
Julie Taymor

durata:
130'

sceneggiatura:
Dick Clement, Ian La Frenais

fotografia:
Bruno Delbonnel

scenografie:
Mark Friedberg

montaggio:
Françoise Bonnot

costumi:
Albert Wolsky

musiche:
Elliot Goldenthal

Across the Universe | Recensione | Ondacinema

Across the Universe

di Julie Taymor

commedia, musical, Usa (2007)

di Giuseppe Vuolo

Voto: 7.0
30 canzoni (poco più o poco meno). 30 gemme che possono essere considerate dei classici della musica pop. 30 microstorie che scandiscono il ritmo narrativo della trama di un film brillante e roboante. 30 melodie e 30 liriche che attraversano l'universo delle vite di Jude, Lucy e Max. Una selezione di brani dei Beatles anima questa terza opera di Julie Taymor, ma non siamo di fronte a un semplice musical, nonostante la sceneggiatura di Dick Clement e Ian La Frenais ("The Commitments") e il superlativo lavoro coreografico di Daniel Ezralow. "Across The Universe" è un melting pot straripante, dal cui recipiente traboccano immagini surreali, una miriade di colori, vividi disegni, personaggi bizzarri e (naturalmente) tanta musica.

La storia d'amore di Jude e Lucy si svolge sullo sfondo del movimento della controcultura giovanile di fine anni 60 a New York e della guerra del Vietnam. Nulla di originale (anzi, addirittura scontato, e il parallelo Vietnam/Iraq è certamente retorico), ma non si tratta di mera rievocazione nostalgica di un periodo passato e l'arma vincente del film è la leggerezza con cui il tutto viene tratteggiato. I movimenti della mdp sono spesso circolari e ariosi; e così sono in grado sia di stordire piacevolmente (il viaggio psichedelico in compagnia del Dottor Robert e la visita al circo di Mr. Kite) sia di sollevare e di tenere sospesi da terra (Lucy che riceve la notizia del ritorno di Daniel in licenza e l'invito rivolto a Prudence a uscire dallo sgabuzzino in cui si è rintanata). La vicenda non ha alcuna importanza; sono il suo fluire tramite le canzoni e la resa visiva (a tratti straniante) che la rendono efficace. Persino nei momenti che possono apparire eccessivi e superficiali: la marcia di soldati giganti in mutande che trasportano la statua della libertà calpestando/schiacciando il suolo vietnamita (scena, tra l'altro, incastonata all'interno di una delle migliori sequenze della pellicola, ossia il reclutamento di Max - con inevitabile rimando al "The Wall" di Alan Parker). Niente può cambiare il mondo di Jude e così "Across The Universe" diventa un inno alla vita (l'arrivo in città di Jojo/Hendrix e la scintilla che scaturisce dall'incontro/scontro con Sadie/Joplin) in tutti i suoi contrasti e le sue contraddizioni (una fragola può essere una bomba sanguinante e un cuore pulsante), un messaggio di pace tanto ingenuo quanto genuino (Max è l'ideale riflesso di Jude e "richiama" l'amico in America).

Alla fine si può storcere il naso (in realtà è l'intera storia che può far storcere il naso), ma se tutto ciò di cui abbiamo bisogno è amore, be', allora, il finale non poteva essere diverso e il bersaglio è centrato in pieno.