CAST & CREDITS

cast:
Steve Carell, Anne Hathaway, Alan Arkin, Dwayne Johnson, Terence Stamp, James Caan

regia:
Peter Segal

durata:
110'

produzione:
Warner Bros

sceneggiatura:
Tom J. Astle, Matt Ember

fotografia:
Dean Semler

musiche:
Trevor Rabin

Agente Smart - Casino totale | Recensione | Ondacinema

Agente Smart - Casino totale

di Peter Segal

comico, Usa (2008)

di Alex Poltronieri

Voto: 6.0
La vera missione impossibile dell'agente Maxwell Smart sarà sdoganare la comicità del comico Usa Steve Carell anche alle platee d'oltreoceano. Il bravo attore americano le ha provate un po' tutte per sfondare pure al di fuori dei confini nazionali, tentando la carta del demenziale ("40 anni vergine", "Un'impresa da Dio") come anche quella drammatica ("Little Miss Sunshine", "La vita secondo Dan"), e sempre con risultati convincenti.

Ma a nulla sono serviti questi forzi. Carell in Europa, e soprattutto in Italia, resta un emerito sconosciuto, come molti altri comici usciti dal Saturday Night Live, da Will Ferrell a Mike Myers, sino a Jack Black. Invece, in patria, ogni film con Carell è un grande successo al box office, e pure questo "Get Smart" ha raggranellato in meno di un mese, quasi 120 milioni di dollari.

Probabilmente non porterà maggiore notorietà all'attore americano, ed è un peccato, perché in mezzo a tanti comici caciaroni e volgarotti, Carell brilla per misura e classe, con quella mimica facciale tutta giocata sull'understatement, sul non detto. Fatta questa premessa mettiamo subito in chiaro che "Agente Smart: Casino Totale" (complimenti al titolo nostrano) non è un film trascendentale, tutt'altro, ma riesce comunque a strappare qualche risata.

Il film è ispirato alla serie tv "Get Smart", divertente parodia dei film d'azione alla James Bond, creata da Mel Brooks e Buck Henry, andata in onda negli Usa dal 1965 al 1970 e diventata poi vero oggetto di culto per molti appassionati. Meno popolare da noi, la serie interpretata da Don Adams e Barbara Feldon (il cui ruolo nel film è ripreso dalla bella Anne Hathaway) ottenne un suo lungometraggio già nel 1989, interpretato dagli stessi attori. Ma questa è la prima volta in assoluto sul grande schermo. La pellicola, per nostra fortuna, non percorre né la strada della comicità di grana grossa (come "Austin Powers") né quella, ancora più sterile, della parodia di precedenti pellicole di fama popolare (vedi "Spia e lascia spiare" con Leslie Nielsen), ma mira, con risultati soddisfacenti, a mescolare humour di stampo britannico e scene d'azione spettacolari ed elaborate (il budget elevato le consente), sullo sfondo di un plot, per quanto esile, comunque originale, creato ex novo per l'occasione (la vicenda è una sorta di prequel della serie tv, in cui assistiamo alla prima vera missione degli agenti Smart e 99).

Ci sono una ventina di minuti in eccesso, e la sceneggiatura è piuttosto macchinosa quando tenta di dispiegarsi all'interno del complesso intreccio spionistico, ma è un po' come cercare il pelo nell'uovo. "Agente Smart" è un film senza pretese, che non si prefigge alcun obiettivo se non quello di divertire il pubblico. E da questo punto di vista si sorride e ride parecchio, e i momenti esilaranti sono vari: la danza tra l'agente Smart e una donzella extra large; il protagonista che tenta di liberarsi dalle manette nella toilette di un aereo di linea; il finale sulle note dell'"Inno alla gioia" di Beethoven, senza dimenticare alcune (inaspettate) stoccate all'attuale governo Usa, con il presidente degli Stati Uniti (lo interpreta un James Caan in gran forma) rappresentato come un emerito scemo (invece di badare agli affari di stato legge favolette ai bambini, si addormenta in teatro).

E se non tutte le gag vanno a segno (in particolare quelle verbali, che, forse, perdono forza con il doppiaggio), l'ironia è ben miscelata con l'azione a rotta di collo (il regista ha diretto un episodio de "La pallottola spuntata" e vari film con Adam Sandler), e il cast di comprimari è di gran classe (Alan Arkin è il capo dell'organizzazione spionistica "Control", Terence Stamp il "cattivo", Dwayne Johnson - sempre più convincente nel versante brillante - è l'imponente agente 23, e c'è pure Bill Murray in uno spassoso cameo).

Insomma, Carell & Co. meritano una chance.