CAST & CREDITS

cast:
Keri Russell, J.J. Feild, Bret McKenzie, Jennifer Coolidge, Georgia King

regia:
Jerusha Hess

distribuzione:
Warner Bros.

durata:
96'

produzione:
Fickle Fish Films, Moxie Pictures

sceneggiatura:
Shannon Hale, Jerusha Hess

fotografia:
Larry Smith

scenografie:
James Merifield

montaggio:
Nick Fenton

costumi:
Annie Hardinge

musiche:
Ilan Eshkeri

Alla ricerca di Jane | Recensione | Ondacinema

Alla ricerca di Jane

di Jerusha Hess

commedia romantica, Gb/Usa (2013)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 6.0

"Sono single perché gli unici uomini decenti non esistono per davvero". Ognuno ha i fan che si merita. Anche Jane Austin. Dopo decenni di favole romantiche travestite da letteratura di genere, e dopo centinaia di fan al seguito, "Alla ricerca di Jane" cerca di affrontare in quasi leggerezza l'insoddisfazione e l'incapacità post-adolescenziale di gestire le aspettative verso l'altro sesso e i rapporti di coppia.

Diretto da Jerusha Hess, e co-sceneggiato dal marito Jared ("Napoleone Dynamite", "Nacho Libre"), la pellicola prende anche qui le mosse da un personaggio ai limiti della sociopatia, per costruirgli una strada di soddisfazione e compimento. La protagonista è Jean (Keri Russell), un'idealista appassionata dei romanzi della Austen, così tanto da essere ossessionata dalla ricerca di un suo Mister Darcy, per poi perdere di vista tutte le occasioni di avere una storia concreta.

Dopo l'ennesima delusione, Jane si imbarca per Austenland, un vero e proprio parco di divertimenti in Inghilterra che, in una sorta di "gioco di ruolo", permette ai partecipanti di vivere la loro storia d'amore perfetta e fittizia con gli altri ospiti. Ma le cose si fanno un po' più concrete quando, nel corso del corteggiamento del suo Darcy personale, Henry (J.J. Feild), Jane conosca il domestico Martin (Bret McKenzie), con cui comincia a nascere qualcosa che le farà mettere in discussione le sue aspettative in fatto di cuore.

Jerusha Hess intesse con un mezzo sorriso una favola morale onestamente rinfrescante, in odore di politico, visti i tempi. Ma qui, la mise en abyme sul nulla non trova una traduzione efficace. Certo, la critica fondamentale è abbastanza palese, i ritratti impietosi e squallidi di tipi umani non mancano, e anche il finale riesce a far tirare il sospiro di sollievo. Ma le parodie sono perfette quando cambiano le lame in manici: qui il gioco delle parti si perde e contraddice in più punti un'idea interessante. Ne esce sacrificato un cast brillante ma non sfruttato a dovere, e una consapevolezza di regia da tener d'occhio. Speriamo di non dover imparare a gestire anche queste aspettative.