CAST & CREDITS

cast:
Yvan Attal, Sergi López, Kristin Scott Thomas

regia:
Catherine Corsini

distribuzione:
Teodora Film

durata:
85'

produzione:
Pyramide Productions, Caméra One, VMP, Solaire Production

sceneggiatura:
Catherine Corsini, Gaëlle Macé

fotografia:
Agnès Godard

montaggio:
Simon Jacquet

costumi:
Anne Schotte

L'amante inglese | Recensione | Ondacinema

L'amante inglese

di Catherine Corsini

drammatico, Francia (2009)

di Claudio Zito

Voto: 5.5
Ivan è spagnolo, Suzanne è inglese. Si innamorano in Francia. Chissà il motivo, per cui Catherine Corsini sceglie due immigrati, rigorosamente europei, come protagonisti del suo calcolato melodramma. Lei è una donna borghese, ricca e annoiata, lui è un operaio. Le differenze di classe sono, ovviamente, un grosso ostacolo per la loro relazione. Mai quanto il marito di Suzanne, comunque. Tradito e abbandonato senza apparente motivo (non che portasse la moglie su un palmo di mano, tendeva anzi a comandarla a bacchetta...), poteva risultare una simpatica vittima. Invece si rivela praticamente un cattivo cattivissimo stile favola Disney.

La struttura circolare del film gli riserva, ormai inaspettata, la giusta punizione finale. Aspetto che forse non sarebbe da svelare, visto che si tratta di una delle rare sorprese di un'opera alquanto ben fatta, dichiaratamente truffautiana (al maestro ruba anche le musiche), ma del tutto fredda e pervasa da un leggero senso di sostanziale inutilità. Come lo stesso finale: un tentativo posticcio di concludere con un approdo dignitosamente femminista una traiettoria contraddistinta da un moralismo strisciante.

Qualche buona sequenza, su tutte Suzanne che si dimena - perché un insetto le si è insinuato nei vestiti - palesando la propria repressione. Altrettanti schematismi, come lo schierarsi con la madre del figlio maschio e col padre della femmina, come da bignami di psicologia. Soprattutto, un'ottima Kristin Scott Thomas, fascio di nervi perfetto per la parte. E un sano e crudo realismo nelle scene di sesso  (vero motore di tutta la vicenda). In Francia i loro prodotti sanno venderli bene e "Partir" ha avuto un notevole successo. Da noi, poteva anche non uscire.