Ondacinema

5.0/10
Alla Blumhouse (casa di produzione che sta dietro al successo di "Insidious") e alla Dimension dei fratelli Weinstein deve essere sembrata una buona idea riproporre un nuovo capitolo della serie di "Amityville" a circa quarant'anni dal massacro della famiglia De Feo, avvenuto in una villetta di Long Island nel 1974, omicidio di massa (del quale fu accusato il figlio maggiore) destinato a impressionare molto l'America del periodo e, tempo qualche anno, a ispirare una delle serie ad oggi più note del cinema horror. Persino il fatto che una dozzina di anni fa fosse uscito già un remake con protagonista Ryan Reynolds non è stato considerato un problema; d'altronde ormai siamo tutti abbastanza abituati a remake/reboot di titoli di successo, e dal lontano 1979, quando uscì il primo "Amityville Horror" diretto da Stuart Rosenberg, fra sequel, prequel e nuove interpretazioni, la storia della casa in Ocean Avenue che invita gli inquilini a far fuori i propri cari, sarà stata raccontata (tenendo in conto oltre ai film usciti in sala anche quelli realizzati per la tv o per il mercato home video) quasi una ventina di volte (al secondo capitolo avevano pure preso parte i nostri Damiano Damiani e Dardano Sacchetti).

"Amityville: il risveglio" tuttavia rischia di essere ricordato come l'episodio del ciclo dalla lavorazione più complicata. Diretto dal francese Franck Khalfoun (già noto per il remake di un altro cult horror di quel periodo: "Maniac" di William Lustig), il progetto era partito da un soggetto (firmato dai co-produttori Casey La Scala e Daniel Ferrands) abbastanza simile a quello di titoli che tanto successo stanno avendo in questi anni come "The Conjuring" e il già citato "Insidious": un team di giornalisti ed esperti di paranormale decisi a vederci chiaro nella più famosa "casa infestata" dell'America contemporanea. Qualcosa però deve essere andato storto e quindi il regista si è trovato a lavorare su un soggetto completamente diverso. Infatti, nella versione definitiva una famiglia piuttosto sventurata (quindi non il classico quadretto da fare invidia) si trasferisce nella famigerata casa a seguito di eventi luttuosi (il padre è morto e l'unico figlio maschio è da tempo in coma profondo). Anche per loro naturalmente si annunciano settimane poco piacevoli. La pellicola non è stata più fortunata dei suoi protagonisti: a seguito di proiezioni prova che hanno un esito piuttosto negativo, il regista è stato costretto a girare nuove scene e a rimontare tutto, col risultato di far slittare l'uscita per più di due anni (al momento, pur essendo uscito, oltre che in Italia, in alcuni paesi europei, asiatici e sudamericani, non è stato ancora proiettato nelle sale statunitensi dove è annunciato da tempo), creando intorno al prodotto una fama piuttosto negativa (tra l'altro non è la prima volta che i Weinstein si comportano in questo modo, finendo per inficiare le prospettive commerciali dei lavori nei quali sono coinvolti). Si può comprendere che i distributori non avessero troppa fiducia nel risultato (probabilmente più vicino ai sequel televisivi che non agli altri successi cinematografici) ma ha davvero senso temporeggiare continuamente quando hai un film già pronto, soprattutto di questo genere?

Al centro della storia stavolta c'è Belle (la cantante Bella Thorne in versione scream queen), studentessa liceale con vaga attitudine da bad girl che sembra essere l'unica a non sapere niente della storia di Amityville. La mamma ha scelto di trasferirsi per poter assicurare cure migliori al gemello della protagonista, James, finito in coma dopo aver tentato di aiutare la sorella. Della partita fanno parte anche una sorellina più piccola e un pastore tedesco. Non si rischiano accuse di spoileraggio se si dice che non tutti arriveranno sani e salvi ai titoli di coda. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il soggiorno nella spettrale magione si rivela positivo per la salute del povero James anche se le sue parenti forse non hanno da esserne poi così felici. Khalfoun si diverte un po' a giocare col mito della serie e non manca qualche riferimento metareferenziale, come quando Belle e i suoi amici decidono di rivedere il primo film proprio nel luogo dei delitti. Al di là di questi spunti però il problema di "Amityville: il risveglio" è che non risulta molto efficace proprio nello spaventare lo spettatore. Anche perché in effetti, alla faccia del politicamente corretto, qualunque cosa si possa pensare sulla scelta di una persona ridotta allo stato vegetativo come villain, il James interpretato da Cameron Monaghan è efficace solo finché la sua presenza è accennata ma non quando il personaggio entra veramente in azione. Visto che gli attori migliori (Jennifer Jason Leigh e Thomas Mann) sono sottoutilizzati, il peso della storia poggia quasi tutto sulle spalle di Bella Thorne che però, almeno per il momento, funziona meglio nei ruoli di supporto.


Cast e credits

cast:
Bella Thorne, Cameron Monaghan, Jennifer Jason Leigh, Thomas Mann, Jennifer Morrison, Kurtwood Smith


regia:
Franck Khalfoun


distribuzione:
NOTORIOUS PICTURES


durata:
87'


produzione:
Blumhouse Productions


sceneggiatura:
Franck Khalfoun


fotografia:
Steven Poster


scenografie:
David Lazan


montaggio:
Patrick McMahon


costumi:
Steven Poster


musiche:
Mairi Chisholm


Trama
Belle e la sua famiglia si trasferiscono nella casa dove sono avvenuti gli orrori di Amityville. Ben presto cominceranno a verificarsi fenomeni inquietanti