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8.0/10

Se pensavate che la bella Kate Beckinsale fosse sprecata per i ruoli da action girl alla "Underground", dopo che l'avrete vista nel ruolo di Lady Susan Vernon in "Amore e inganni" di Whit Stillman, capirete che avevate ragione. Una parte del merito ovviamente spetta allo stesso Stillman, regista poco prolifico ma che già nei primi anni Novanta si era affermato come una delle voci più interessanti della scena indie americana. Il regista di "Metropolitan" e "Barcelona" riprende la novella epistolare di Jane Austen "Lady Susan" e ne ricava una spassosa commedia satirica ambientata alla fine del Settecento. Non stupisce affatto che il film stia riscuotendo un grande successo, visto che garantisce novanta minuti di brioso divertimento, cosa che, diciamolo, non sempre succede con le commedie, anche se fortunate al botteghino.

Più che con le memorabili eroine austeniane (Anne Elliot, Emma Woodhouse e, soprattutto, Lizzie Bennet), Lady Susan ha molto in comune con la Marchesa di Meurteuil e altre campionesse della letteratura libertina. Donna di genuina perfidia, quindi, ma anche arguta e adorabile come poche, la protagonista, vedova ancor giovane e bella, porta scompiglio ovunque vada. A Langford manda alle ortiche il matrimonio dei coniugi Manwaring e a Churchill si invaghisce del giovane Reginald De Courcy, fratello di sua cognata Catherine, donna amabile ma che non ha dimenticato i passati maneggi della Lady. A complicare la situazione ci si mettono Frederica, figlia poco amata della protagonista, e Sir James Martin, gentiluomo le cui ricchezze sono direttamente proporzionali alla sua notevolissima idiozia. Susan per fortuna può contare sulla sua scaltrezza e sulla complicità dell'amica americana Alicia (licenza poetica che permette a Stilman di affiancare Chloe Sevigny alla Beckinsale, ricomponendo così la coppia di "The Last Days of Disco"), disposta ad aiutarla anche a costo di essere rimandata in Connecticut dall'intransigente, almeno a parole, marito. Forse non tutti i piani andranno come previsto, ma non si spoilera più di tanto se si dice che la signora riuscirà a cadere più che in piedi.

Coi film precedenti Stillman si era già dimostrato abile nelle commedie di costume e, anche se fin qui le sue ambientazioni sono state più contemporanee, il mondo dell'autrice di "Orgoglio e pregiudizio" non gli è assolutamente lontano. Lo si comprende anche da come ha lavorato sul testo originale, con la struttura epistolare (simpaticamente omaggiata da una sequenza in cui i coniugi DeCourcy, genitori di Catherine e Reginald, leggono una lettera ad alta voce con le parole in sovrimpressione) sostituita da un intreccio scoppiettante. La sceneggiatura amplia il plot dell'opera letteraria (in questo lavorare su racconti e novelle risulta più agevole rispetto ai romanzi) e tutto ciò ha comportato l'aggiunta di dialoghi da parte del regista/sceneggiatore perfettamente in tono con quelli della Austen, già di per sé un risultato straordinario.
Al momento è troppo presto per sapere se Stillman sarà nominato all'Oscar grazie al suo adattamento, ma anche non dovesse accadere, si può già pensare che difficilmente le sceneggiature prese in considerazione saranno, come qualità di scrittura, altrettanto valide. Un film così deve senza dubbio poter contare su un cast di attori all'altezza per quanto riguarda i tempi comici e in effetti Stillman ha saputo ben scegliere. Naturalmente a primeggiare, non poteva essere altrimenti, è Kate Beckinsale, che regala fascino ed energia alla sua incantevole manipolatrice. Non resta che augurarci che una prova così felice possa aiutare l'attrice a trovare in seguito ruoli altrettanto validi; immaginiamo che sarà una cosa tutt'altro che facile, però l'imminente uscita di un nuovo episodio della saga di Selene forse non è proprio il migliore dei segnali.
Anche il resto della compagnia si abbina al registro con una certa disinvoltura, però dei vari personaggi, fra i quali significativamente l'affascinante Manwaring (l'irlandese Lochlann O'Mearain) resta una presenza muta dall'inizo alla fine, quello di supporto più riuscito è decisamente il ricco stolto affidato al bravo Tom Bennett, anche perché il buon Stephen Fry risulta tutto sommato sottoutilizzato nei panni del maturo marito di Alicia.

Probabilmente i dialoghi di questo film sono talmente godibili che il film si apprezzerebbe anche se la forma fosse più sciatta di quella che il regista è riuscito a garantire, ma "Amore e inganni" (chissà perché non è stato mantenuto l'originale "Amore e amicizia"?), grazie al lavoro del direttore della fotografia Richard Van Oosterhout, della scenografa Anna Rackard e soprattutto della costumista Eimer Ni Mhaoldomhnaigh (da premio), finisce per essere oltre che per le orecchie una gioia per gli occhi.



Cast e credits

cast:
Kate Beckinsale, Justin Edwards, Jemma Redgrave, James Fleet, Morfydd Clark, Emma Greenwell, Stephen Fry, Xavier Samuel, Chloë Sevigny, Jenn Murray


regia:
Whit Stillman


distribuzione:
Academy Two


durata:
93'


produzione:
Blinder Films


sceneggiatura:
Whit Stillman


fotografia:
Richard Van Oosterhout


scenografie:
Anna Rackard


montaggio:
Sophie Corra


costumi:
Eimer Ni Mhaoldomhnaigh


musiche:
Benjamin Esdraffo


Trama
La bella e spregiudicata Lady Susan Vernon, approfittando dell'ospitalità dei suoi parenti, tenta di combinare un matrimonio alla figlia tenendo nel frattempo testa a due corteggiatori
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