CAST & CREDITS

cast:
Valentino Picone, Ambra Angiolini, Diane Fleri, Sascha Zacharias, Salvo Ficarra

regia:
Valentino Picone, Salvo Ficarra

distribuzione:
Mesuda Film

durata:
96'

produzione:
Tramp Limited, Medusa Film, Sky Cinema

sceneggiatura:
Francesco Bruni, Fabrizio Testini, Salvatore Ficarra, Valentino Picone

fotografia:
Cesare Accetta

scenografie:
Paola Bizzarri

montaggio:
Claudio Di Mauro

costumi:
Cristina Francioni

musiche:
Paolo Buonvino

Anche se è amore non si vede | Recensione | Ondacinema

Anche se è amore non si vede

di Valentino Picone, Salvo Ficarra

commedia, Italia (2011)

di Carlo Cerofolini

Voto: 6.5
I film hanno vite precedenti. Esperienze vissute sotto mentite spoglie da emozioni che si rinnovano nel mestiere e nelle storie di chi il cinema lo fa o lo frequenta. Un'alleanza, quello tra lo spettatore e gli addetti ai lavori, che si esplica in un continuo scambio di informazioni destinate a ritrovarsi nel buio della sala, e poi nei meandri dei ragionamenti personali. Di queste corrispondenze si nutre a tutto tondo anche l'ultimo film di Ficarra e Picone, arrivati al loro quarto film da mattattori con l'intenzione di fare un passo avanti in direzione di un'avvenuta consapevolezza cinematografica. Dunque non solo attori ma addirittura registi della storia che li vede ancora con i loro nomi al centro di un tormentone in cui l'amore, vissuto e teorizzato a secondo del caso, fa e disfa le aspettative sentimentali di Salvo e Valentino, guide turistiche in una Torino eccezionalmente colorata e luminosa. Il primo è il marito fin troppo premuroso di Gisella, il secondo un latin lover impenitente impegnato nell'ennesima conquista. Due stili di vita opposti e destinati a deflagrare quando la donna stanca delle ossessive attenzioni del marito decide di lasciarlo, affidando all'amico e collega il compito di annunciargli la triste ambasciata. Una missione impossibile, complicata dall'arrivo di Sonia, stancamente fidanzata con un arrogante americano e segretamente innamorata di Salvo.

Pur non uscendo fuori da uno schema ormai collaudato in cui è la dialettica dei caratteri, uno timido ed impacciato, l'altro determinato ed estroverso, ad innescare una serie di situzioni paradossali e divertenti, che nel film in questione non si limitano solo alla proposta dello sketches televisivo, presente in alcuni momenti di pura sit-com quando i due comici si confrontano in uno scambio continuo di mimica e battute al limite del paradosso, concepite nel rispetto di un ritratto del maschio italico non diverso dallo stereotipo che lo vuole sciupafemmine oppure mammone, questa volta si assiste ad un tentativo di articolare la storia, aprendola ad una serie di intrecci - l'elemento femminile presente in maniera corposa è un contraltare pronto a complicarsi la vita ritornando continuamente sulle proprie decisioni - funzionali alla progressione della vicenda ed anche ad una riflessione, seppure stemperata nella continua ricerca del ritmo e della battuta, sull'inneffabilità dell'amore nella maniera in cui lo fece Massimo Troisi nel fin troppo sottovalutato "Pensavo fosse amore invece era un calesse"(1991).

Suggestioni che si posano su questo film con un respiro lieve, quasi il riflesso di un esistenza già vissuta ed ora riproposta nel ricordo di quella: non solo nelle assonanze del titolo, fondamentale anche nel delineare le differenze tra le due opere, più pensata e malinconica quella del regista napoletano, più visiva ed appariscente quella della coppia siciliana (i loro capelli tinti di biondo potrebbero essere il simbolo di questa caratteristica), nella coincidenza dell'incipit, in entrambe le storie i protagonisti vengono abbandonati dalla propria donna, ed in una coralità dov'è possibile ritrovare pezzi di un discorso (amoroso) destinato a non arrivare mai ad una conclusione - alla ricomposizione coniugale e sentimentale delle vicissitudini personali dei due uomini corrisponderà la rottura di un matrimonio che è stato appena celebrato -, ma soprattutto nel tracciare un consuntivo sulle relazioni uomo donna. Così mentre il climax della vicenda prende quota, con Valentino sull'orlo di un esaurimento nervoso e Salvo ansioso di arrivare al dunque con la ragazza dei suoi sogni, il film riesce a dare spazio ad altri esempi di incomprensione emotiva, mostrando con flash rapidissimi la volubilità di coppie in procinto di lasciarsi. Quasi l'emblema di un teorema, quello dell'amore, tormentato per natura, e verso il quale è possibile un' unica rivincità, quella del riso e dello sberleffo, allestita da Ficarra e Picone senza ricorrere alla scorciatoie della volgarità, ma utlizzando il mestiere di chi sà rimanere umile.