CAST & CREDITS

cast:
Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James, Dolly Wells, David Sibley

regia:
Andrew Haigh

distribuzione:
Teodora Film

durata:
93'

produzione:
Film4, British Film Institute, The Bureau Film, Creative England

sceneggiatura:
Andrew Haigh

fotografia:
Lol Crawley

montaggio:
Jonathan Alberts

45 anni | Recensione | Ondacinema

45 anni

di Andrew Haigh

drammatico, Regno Unito (2015)

di Stefano Guerini Rocco

Voto: 9.0

Kate e Geoff Mercer conducono una vita tranquilla nella brumosa campagna inglese: le passeggiate col cane, le letture in poltrona, le cene con gli amici, gli acciacchi di salute. Questa placida, rassicurante routine è ravvivata gaiamente dai preparativi per la festa del quarantacinquesimo anniversario di nozze, fino a quando, una mattina, Geoff riceve una notizia inaspettata:  è stato ritrovato in un ghiacciaio il corpo di Katya, la sua prima fidanzata, dispersa durante un'escursione in Svizzera nel 1962.
Una rivelazione inattesa, un piccolo shock che appartiene a un passato ormai lontano e che pure si insinua silenziosamente nelle giornate di questa coppia rodata, ne altera gli umori e gli equilibri, portandola a vacillare e forse a rompersi irreparabilmente.

Dopo il piccolo cult "Weekend" e la serie televisiva "Looking", il britannico Andrew Haigh abbandona momentaneamente i lidi dell'amore gay ma non il suo terreno di indagine d'elezione: la coppia. Ispirato (molto) liberamente al racconto "In Another Country" di David Constantine, "45 anni" è infatti un film che scandaglia con acume e dolente puntualità la complessità delle relazioni sentimentali, le difficoltà di costruire una intimità condivisa e la volubilità di certezze che si credono acquisite. Un film sulla coppia e sulla memoria, dunque, come dichiarato fin dai titoli di testa che non a caso scorrono uno dopo l'altro accompagnati dal tipico rumore delle diapositive.
Al centro di questa analisi struggente e amarissima ci sono Kate e Geoff, amanti affiatati e compagni sodali, che, forse per la prima volta, si trovano costretti a confrontarsi con i ricordi e i non detti di una relazione apparentemente inossidabile.

Seguendo una scansione diaristica essenziale nella sua linearità, Andrew Haigh costruisce una sceneggiatura asciutta e solidissima che mette in scena con sguardo affettuoso ma rigoroso la quotidianità di una coppia ormai anziana in ogni suo aspetto: le abitudini domestiche, le piccole attenzioni, i gesti d'amore, i silenzi rancorosi, il sesso impacciato.

In questa quotidianità confortevole e pratica si introduce, impercettibile ma ineluttabile, il fantasma di Katya: una presenza-assenza che prende corpo con minacciosa gradualità tanto nei pensieri di Geoff, animato dai rimorsi di un passato mai dimenticato, quanto in quelli di Kate, assalita da paure e impulsi quasi irrazionali. Una tensione insostenibile, che deflagra nello straziante faccia a faccia tra le due donne, mai così materico, fisico, reale: un pugno in pieno volto.

L'idillio è spezzato. Smarriti e frastornati, Kate e Geoff non possono che cercare di comprendere e affrontare, segreto dopo segreto, ricordo dopo ricordo, la crisi che li investe, lacerante e crudele: il loro è il confronto di due persone che si amano profondamente e che, proprio per questo, sanno farsi male.

A differenza del precedente "Weekend", che faceva uso generoso di sfocature e macchina a mano, in "45 anni" la regia di Haigh si fa nitida e composta, tutta al servizio di una sceneggiatura impeccabile che trova felice compimento nei duetti emozionanti di due interpreti in stato di grazia, entrambi premiati a Berlino 65. Da una parte Tom Courtenay, icona del glorioso Free Cinema inglese, è toccante nell'incarnare la confusione, gli sbalzi d'umore e la sincera commozione del suo malfermo Geoff. Dall'altra Charlotte Rampling, diva dagli occhi penetranti, dona eleganza e vibrante intensità alla sua Kate, novella Signora Dalloway vittima di sentimenti contrastanti che forse non sa nemmeno riconoscere.
Andrew Haigh li guida con mano discreta e sensibile lungo questo percorso di penosa e inesorabile precisione, verso un finale che è un'esplosione di dolore e amarezza. E ti lascia così, col cuore spezzato.