CAST & CREDITS

cast:
Virginie Efira, Pierre Niney, Charles Berling, Gilles Cohen

regia:
David Moreau

distribuzione:
Good Films

durata:
92'

produzione:
Echo Films, Europacorp

sceneggiatura:
Amro Hamzawi, David Moreau

fotografia:
Laurent Tangy

scenografie:
Jean Rabasse

montaggio:
Cyril Besnard

costumi:
Isabelle Pannetier

musiche:
Guillaume Roussel

20 anni di meno | Recensione | Ondacinema

20 anni di meno

di David Moreau

commedia, Francia (2013)

di Carlo Cerofolini

Voto: 6.5
Il cinema ha dimostrato nel corso del tempo di intercettare con largo anticipo mode, tendenze e cambiamenti sociali che in campo sentimentale hanno aiutato l'amore a svincolarsi da tutte quelle remore, soprattutto di natura morale, che gli impedivano la piena manifestazione. In questo processo di trasformazione lo schermo è diventato luogo privilegiato di relazioni "straordinarie" e di famiglie allargate, di passioni nascoste e tenerezze esibite, dove, seppur con notevole ritardo rispetto alla controparte maschile, anche il fascino femminile più maturo ha trovato il modo di farsi apprezzare da uno stuolo di giovanissimi ammiratori, senza sentire il bisogno di reprimenda e giustificazioni. Da "Il laureato" (1967), con la mitica Anne Bancroft capace di irretire un giovanissimo Dustin Hoffman a "The Rebound-Ricomincio dall'amore " (2010) in cui Catherine Zeta Jones flirta con il ragazzo delle porta accanto, la vertigine anagrafica tra uomo e donna ha progressivamente perso il suo carattere rivoluzionario, per assumere caratteristiche di normalizzazione che un film come "American Pie" (1999) ha codificato attraverso un acronimo (Milf) in grado di certificare il gradiente seduttivo delle potenziali Mrs Robinson.

A spingere l'accelleratore sulla frontiera di una raggiunta normalità ci pensa David Moreau, già autore di horror movie ("Them", 2006 e "The Eye", 2008) e qui, non senza sorpresa, alla prese con le vicissitudini "rosa" di una borghese complessata (Alice), impegnata a salvare la propria egemonia dalle insidie di una giovane ed ambiziosa collega, entrata nelle grazie del boss della rivista di moda in cui entrambe lavorano. Per dimostrare di essere all'altezza del compito e di avere ancora lo smalto dei giorni migliori Alice, single convinta e madre di una figlia, decide di corteggiare il giovane Balthazar, uno studente incontrato per caso sull'aereo che la sta riportando a Parigi. La sua frequentazione sbandierata ai quattro venti e messa in vetrina ad ogni occasione diventa lo strumento per certificare la rinascita. Quando il piano di Alice incomincia a funzionare la donna dovrà fare i conti con i sentimenti del ragazzo, nel frattempo innamoratosi di lei.

Se il rapporto tra Alice e Balthazar - costruito con un mix di charme ed impaccio simpaticamente seducente - rimane il motivo d'interesse principale, come d'altronde dichiarato fin dal titolo, "Vent'anni di meno" ha il pregio di non strafare nel presentare un confronto di personalità e situazioni in cui ad emergere è la natura "americana" di un prodotto che mette insieme clichè e stilemi di matrice hollywoodiana, con i due protagonisti a far da sponda con i rispettivi ambienti, la scuola e la compagine studentesca contrapposte alla professionalità cinica ed arrivista della redazione del giornale, ad una fusione di generi che vede teen movie e commedia sofisticata uniti alla pari in un concorso di forze esplicitamente citato nella scena in cui Alice, vestita come una star delle passerelle si presenta per la prima volta nella scuola di Balthazar, ed in cui doti fisiche e feroce determinazione vengono enfatizzate dal rallentì che insiste sul fondoschiena della donna e contemporaneamente sullo stupore dei presenti ; oppure in una delle battute finali, quando la dimensione pubblica e quella privata coincidono nella scena della conferenza in cui Alice prende il posto del relatore per una dichiarazione d'amore approvata, (e quindi normalizzata) dagli applausi degli altri studenti, ed ancora nei vari inserti che riproducono una redazione pettegola e stravagante, più simile ad una corte dei miracoli che ad un ambiente di lavoro. In subordine c'è pure spazio per una critica alla società dello spettacolo, vacua e umorale come Vincent, il capo di Alice, pronto a tutto pur di salvaguardare la sua creatura, o in alternativa maleducata e spocchiosa come Patrick, regista di spot pubblicitari capace di far arrabbiare persino un tipo paziente come Balthazar, convinto a posare nella campagna pubblicitaria organizzata da Alice , ed ancora superficiale come le modelle che non fanno distinzione tra un invito a cena ed una performance sessuale. A David Moreau che filma con fluidità, valorizzando le caratterizzazioni di una coppia di attori ottimamente amalgamata, va riconosciuto un uso corretto dei tempi comici ed un senso dello spettacolo capace di intrattenere riuscendo a non far pesare l'ovvietà dell'intera operazione. Per chi invece non riesce a fare a meno della stretta attualità "Vent'anni di meno" trova il modo di occuparsi anche di quella con una boutade veramente divertente in cui Balthazar alla prima notte d'amore con la bella Alice, evoca due politici come la Merkel ed Hollande, utilizzati come bromuro psicologico per allungare i tempi di una prestazione messa a rischio da eccessiva eccitazione. Basterà sapere che gli amanti rimarranno soddisfatti per affermare che la politica neanche in quest'occasione riesce a farla franca.