Ondacinema

6.5/10
Giunto alla sua ventesima produzione, l'universo cinematografico Marvel sembra ormai da tempo imperniato sull'alternanza tra opere che, pur rimanendo nella sfera del cinema d'intrattenimento e senza rinunciare ai toni pop che ne contraddistinguono lo stile, ambiscono a una certa drammaticità, a un certo impegno produttivo e a una certa importanza sul piano della storia orizzontale dell'universo supereroistico ("Captain America: Civil War", "Avengers: Infinity War") e altre pellicole minori, per lo più incentrate su di un singolo personaggio e sulla sua storia, sganciate dall'universo collettivo se non per alcuni rimandi interni, più divertenti e scanzonate, dai toni più leggeri, ma spesso altrettanto valide delle produzioni più importanti.
"Ant-Man and the Wasp", sequel della pellicola del 2015 sempre diretta da Peyton Reed, si pone, anche a livello narrativo, tra due opere miliari della filmografia Marvel: i già citati "Civil War" e "Infinity War". Dopo la rottura interna agli Avengers, che aveva visto contrapporsi Iron-Man e Captain America e che aveva portato al tremendo scontro tra i due relativi schieramenti, Scott Lang, abbandonata la carriera da supereroe, si ritrova agli arresti domiciliari e ha ormai tagliato i rapporti con il suo mentore di un tempo: lo scienziato Hank Pym. Ma quando quest'ultimo scopre che la moglie, creduta morta a seguito di una missione nella quale vestiva i panni di Wasp, è con tutta probabilità ancora viva e intrappolata in uno stato subatomico della materia, l'aiuto di Lang torna a farsi prezioso.

Dopo la guerra feroce di "Infinity War" e le sue drammatiche conseguenze, la Marvel torna a mostrarci il suo lato più leggero e brillante, caricando il film di gag divertenti, personaggi comici, umorismo e allentando di molto la tensione fino ad arrivare a soluzioni radicali quali l'assenza di un vero e proprio villain. Manca in effetti nella pellicola di Reed l'immancabile super-cattivo, l'alter-ego del protagonista: il pericolo imminente non è rappresentato da scienziati pazzi, né da divinità, da uomini o da super-uomini. Certo Ant-Man e Wasp (la bella figlia di Hank Pym) sono continuamente minacciati da nemici e incidenti - la difficoltà di insinuarsi negli stati subatomici della materia e di ritornarne vivi, la caccia all'uomo messa in piedi dall'FBI nei confronti di Lang... -, ma nessuno di questi pericoli si può identificare con un'entità maligna in sé e per sé. Persino Fantasma, una ragazza minacciata da una grave instabilità molecolare, non può essere additata come villain, perché la resistenza che essa rappresenta per i protagonisti è alla fine giustificata da una volontà di sopravvivenza e non da un desiderio di compiere il male per il male.
Questa assenza di antagonista non inficia tuttavia il prodotto finale anche se rischia talvolta di rendere poco lineare la trama, per via della sovrabbondanza di ostacoli che si interpongono tra i protagonisti e il loro scopo, che non vengono gestiti sempre in maniera completa e soddisfacente.

Supportati da disponibilità economiche elevate e da un pubblico affezionato, questi prodotti Marvel, pur restando secondari rispetto ad altri, posso avvalersi di cast stellari (abbiamo qui Michael Douglas, Michelle Pfeifer, Laurence Fishburne) che però rimangono per lo più sottotono, in una cinematografia che non gli appartiene più di tanto, rispetto agli interpreti più giovani, che risultano più inseriti nella parte e più a loro agio con questo tipo di cinema.
Ma soprattutto la relativa sicurezza al box-office permette a tali prodotti di sbizzarrirsi sul piano visivo e cinematografico, esplorando movimenti di macchina impossibili ed effetti speciali che accompagnano lo spettatore fin negli stati più profondi della materia. È proprio lì, nell'infinitamente piccolo, che "Ant-Man and the Wasp" può creare il suo mondo. In particolare la fotografia dai toni accesi e saturi del mondo sub-atomico (la stessa dello spazio interstellare di "Guardiani della galassia", ad esempio) contribuisce a inserire il film all'interno di un immaginario ormai consolidato e riconoscibile dallo spettatore, che lo faccia sentire a suo agio e che lo ricolleghi, indirettamente, agli altri prodotti della casa di Iron-Man: ormai colosso e protagonista della cinematografia contemporanea, che piaccia o meno.


Cast e credits

cast:
Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Michael Pena, Hannah John-Kamen, Laurence Fishburne, Randall Park


regia:
Peyton Reed


distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures


durata:
118'


produzione:
Marvel Sudios


sceneggiatura:
Chris McKenna, Eric Sommers, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari, Paul Rudd


fotografia:
Dante Spinotti


scenografie:
Shepherd Frankel


montaggio:
Dan Lebental, Craig Wood


costumi:
Louise Frogley


musiche:
Christophe Beck


Trama
Dopo i fatti di "Infinity War" Scott Lang alias Ant-Man è rinchiuso agli arresti domiciliari. Quando però lo scienziato e mentore di Scott, Hank Pym, scopre che sua moglie potrebbe essere ancora viva, ma intrappolata in uno stato subatomico della materia, l'aiuto del giovane supereroe potrebbe rivelarsi indispensabile.