CAST & CREDITS

cast:
Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Bianca A. Santos, Skyler Samuels, Romany Malco, Ken Jeong, Allison Janney

regia:
Ari Sandel

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
101'

produzione:
Vast Entertainment

sceneggiatura:
Josh A. Cagan

fotografia:
David Hennings

scenografie:
Aaron Osborne

montaggio:
Wendy Greene Bricmont

costumi:
Eric Daman

musiche:
Dominic Lewis

L'A.S.S.O. nella manica | Recensione | Ondacinema

L'A.S.S.O. nella manica

di Ari Sandel

commedia, Usa (2015)

di Mirko Salvini

Voto: 7.0

DUFF, acronimo che sta per designated ugly fat friend, è un'espressione gergale che indica l'elemento meno attraente di una compagnia di amici (ma più spesso di amiche). A rendere questo termine molto noto ci ha pensato nel 2011 la studentessa Kody Koplinger con un libro che ha incontrato una grande popolarità presso gli adolescenti. Molti di loro, probabilmente, si devono essere ritrovati nelle disavventure di una ragazzina alle prese con atti di cyberbullismo e appunto con l'etichetta poco simpatica di cui sopra. Di recente tanta popolarità si è riversata anche sul film ricavato dal romanzo, diretto da Ari Sandel (esordiente nel lungometraggio ma già vincitore di un Oscar grazie al corto del 2005 "West Bank Story") e prodotto tra gli altri da McG, che arriva adesso nelle nostre sale, anche se probabilmente un'uscita ad anno scolastico ripreso avrebbe se non altro favorito il passaparola tra quei giovanissimi, referente più immediato della pellicola (a meno che alla Eagle Pictures non confidino nel potere della rete, che nella storia ha un ruolo così importante).

La DUFF (in italiano resa come A.S.S.O., che sta per amica sfigata strategicamente oscena, mentre la Newton Compton, casa editrice che ha pubblicato il libro in Italia, aveva optato per un più generico "Quanto ti ho odiato" come titolo) al centro della trama risponde al nome di Bianca Piper (l'ex bambina attrice Mae Whitman, molto volenterosa anche nel rendere il lato comico del personaggio, peccato che i suoi ventisette anni siano troppi per interpretare un'adolescente) in effetti non se la passerebbe malissimo. E' vero che non è carina e corteggiata come le sue due amiche Jess e Casey (Skyler Samuels e Bianca A. Santos) ma è una studentessa brillante, scrive per il giornale del liceo, non segue le mode ed ha una vera passione per gli horror di culto (nella sua camera troneggiano i poster di "Zombie 2" e "Shock Waves"). L'unico cruccio è che, per quanto vivace e grintosa possa sembrare, coi ragazzi è una frana e non riesce neanche a spiccicare parola con Toby (Nick Eversman), il giovane chitarrista per il quale ha una cotta. Ma una sera ad una festa in casa di Madison, la bella della scuola (la stellina disney Bella Thorne, efficace nel ruolo di stronzetta anche se la Regina George/Rachel MacAdams resta un modello inarrivabile), grazie all'odiato (ma neanche poi tanto) vicino Wes (il canadese Robbie Amell, sorrisone a simpatica canaglia stile Tom Cruise, anche se pure lui con qualche anno di troppo rispetto al personaggio), Bianca scopre di essere una Duff, pardon, un A.S.S.O., e tutte le sue certezze vanno in crisi. Per questo prende la decisione drastica di allontanarsi dalle sue amiche, chiedendo proprio a Wes consigli su come migliorare il suo aspetto, in cambio di un aiuto in chimica. La novella "plain jane", che nel frattempo conoscerà anche l'esperienza del bullismo on line, presto scoprirà che accertarsi per come siamo è molto più utile che riconsiderare il proprio look. E chissà che anche Wes...

Sandel e lo sceneggiatore Josh A. Cagan (finora attivo in corti e serie tv) portano avanti la vicenda con freschezza, abilità ed evitando le soluzioni più scontate ( Bianca, ad esempio, non subirà la classica metamorfosi da brutto anatroccolo a cigno come succede abitualmente in questo tipo di storie), anche se il risultato finale è meno divertente e riuscito di "Mean Girls" di Mark Walters del 2004 (che a sua volta perdeva nel confronto con quel piccolo capolavoro di perfidia che era "Schegge di follia" di Michael Lehman del 1989). "The DUFF" ha comunque il grande pregio di portare l'attenzione sul fatto che nelle scuole (e non solo lì) il bullismo si eserciti spesso anche attraverso i famigerati social, ormai così "indispensabili" per i ragazzi, e nei quali le fragilità personali affiorano con grande facilità. Perciò il consiglio che parte dal film è quanto mai da sottoscrivere: ignorare, lasciar perdere e passare avanti, così facendo si toglie potere a chi vuole farci del male. Bianca, bella testa e grande sensibilità, impara questo insegnamento e di conseguenza Madison e le sue amiche non potranno più nulla con i loro video molesti e, come si dice oggi, virali. Bene inoltre che nei film si cominci a vedere come smartphone e dispositivi elettronici vari siano troppo presenti durante le ore a scuola, con conseguente calo di attenzione da parte di allievi prevedibilmente più interessati alle notifiche su facebook che alle spiegazioni degli insegnanti.

La plurivincitrice di Emmy Allison Janney interpreta la madre della protagonista, mentre il Ken Jeong di "Una notte da leoni" veste i panni di uno dei professori. Adulti apparentemente distaccati (e sciroccati) ma capaci di essere presenti nel momento del bisogno senza diventare invadenti.
In definitiva un film di cui è possibile capire i motivi del successo e che forse, se fosse uscito in altri momenti, anche da noi avrebbe potuto ottenere risultati migliori. Ma considerati i molti film mai distribuiti in Italia forse non è il caso di lamentarsi più di tanto.