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Balada Triste de Trompeta

di Álex de la Iglesia

commedia, drammatico, guerra, Spagna/Francia (2010)

di Claudio Zito

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Dalla Guerra civile spagnola al tramonto del franchismo: cos'è la Storia per Álex de la Iglesia? Nella peggiore delle ipotesi un modo per darsi una patina intellettuale, nella migliore uno sfondo come un altro su cui accumulare inseguimenti, morte, sangue. Azzardare una riflessione? Manco a parlarne. Specie se lo sceneggiatore (sempre de la Iglesia) non considera nemmeno gli spunti più interessanti (il circo come microcosmo in cui si riproducono rapporti di potere, l'influenza sul carattere della persona e sull'artista della violenza nella società), si concentra sui più stupidi (l'uomo cannone che può volare e salvare la bella in difficoltà, per dirne uno) e si premura di spiegare l'Operación Ogro a un pubblico che, forse non a torto, presume ignorante. Almeno in Bastardi senza gloria, evidente riferimento dell'autore, si respirava una passione antifascista abbastanza autentica.

Nessuno sconto a un'estetica senza eleganza (figuriamoci...) e senza forza fatta unicamente di sfoggio di mezzi (sei le società di produzione coinvolte), a una regia dalla mano pesantissima degna del peggior Rodríguez (cui si aggiungono imbarazzanti virate melò alla Almodóvar) e che si crede autoironica essendo al contrario tremendamente seriosa. A un cinema che non solo è vuoto e reazionario, ma che è anche ormai vecchio di quindici anni. Il Leone d'argento per la miglior regia e l'Osella per la sceneggiatura rappresentano il coerente approdo (nonché il punto più basso) di due decadi di revisionismo e sdoganamento del trash attuati da critici e operatori del cinema. Abbiamo toccato il fondo: risaliremo o inizieremo a scavare?
Voto: 3.0
Balada Triste de Trompeta

cast: Carolina Bang, Santiago Segura, Antonio de la Torre

regia: Álex de la Iglesia

durata: 107'

produzione: Motion Investment Group, Canal+ España, Castafiore Films, Televisión Española (TVE)

sceneggiatura: Álex de la Iglesia

fotografia: Kiko de la Rica

montaggio: Alejandro Lázaro

musiche: Roque Baños