CAST & CREDITS

cast:
Giuseppe Battiston, Claudio Bisio, Antonio Catania

regia:
Massimo Martelli

distribuzione:
01 Distribution

durata:
93'

produzione:
Aurora Film, Rai Cinema

sceneggiatura:
Nicola Alvau, Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli, Michele Pellegrini

fotografia:
Roberto Cimatti

montaggio:
Gianandrea Tintori

musiche:
Gatto Ciliegia contro Il Grande Freddo

Bar Sport | Recensione | Ondacinema

Bar Sport

di Massimo Martelli

commedia, Italia (2011)

di Carlo Cerofolini

Voto: 5.0
La bontà degli ingredienti non assicura la qualità del prodotto: è così per la cucina, non potrebbe esserlo di meno con il cinema, da sempre sottomesso alle variabili dell'alchimia umana. In questo senso "Bar Sport" offre motivi di riflessione per un equazione che non riesce a pareggiare i suoi fattori. Tale è infatti la sproporzione tra le risorse messe in campo ed i risultati raggiunti. Da una parte Stefano Benni ed il suo libro più osannato, un evergreen dell'umorismo italico, e con lui due degli attori più caldi del momento, ovvero Stefano Battiston, sdoganato da ruoli secondari e sempre più protagonista dei suoi film, e Claudio Bisio, assurto a campione della risata cinematografica dopo esserlo stato come gran cerimoniere in quella televisiva; dall'altra i limiti di un prodotto politicamente corretto, preoccupato di rispettare la sinossi con una rappresentazione incapace di diventare mondo. A farne le spese è soprattutto il fascino di un non luogo, il bar del titolo, simbolo di un Italia lontana nel tempo - siamo negli anni 70, riconoscibili più che altro dalle mise dei personaggi e per la presenza di oggetti di uso comune per l'epoca, come il flipper ed il telefono a gettoni - e nello spirito - un misto di ingenuità e leggerezza che và di pari passo con l'andamento lento della provincia emiliana dove il film è ambientato - ridotti a clichè da una sceneggiatura subordinata al one man show e poco disposta ad assecondare lo sviluppo della storia


In questo modo la filosofia degli allegri perdigiorno, capitanati dal gestore del locale, Onassis, imprenditore pigmalione con un occhio alla cassa l'altro agli avventori, di cui asseconda i tic e le manie, diventa l'occasione per una serie di aneddoti, a volte scherzosi, a volte malinconici, proposti dal personaggio di turno, all'interno di un contenitore che vorrebbe essere un microcosmo di variegata umanità ed invece è il palcoscenico di uno spettacolo affine al cabaret. Dal tuttologo sportivo, fantasioso e ciarliero, sempre pronto a raccontare le imprese di importabili campioni al playboy da strapazzo (Teo Teocoli) disposto ad inventarsi conquiste mai accadute pur di ottenere il plauso della platea, ed ancora con le due petulanti ed onnipresenti vecchiette (Finocchiaro e Savino) pronte a spettegolare su tutto e su tutti, "Bar Sport" procede per accumulo, ricorrendo i suoi miti con l'affanno di chi non si deve dimenticare nulla. La poetica del quotidiano diventa l'occasione per sciorinare un amarcord di simpatica nostalgia, continuamente asfissiata dalla necessità di intrattenere. Ed anche la mitica Luisona, la pasta alla crema destinata a vendicarsi di chi la mangia, diventa un divertissement risolto in un baleno dal gergo romanesco del personaggio interpretato da Claudio Amendola, ignaro avventore e vittima sacrificale di un tormentone, "la mangerà o non la mangerà", la cui banalizzazione, riassunta dal faccione dell'attore romano, riesce ad annullare la portata di una epilogo che ribadisce l'inviolabilità di un universo appena scalfito dagli eventi esterni, e destinato a rimanere uguale a se stesso, nonostante tutto.