CAST & CREDITS

cast:
Alden Ehrenreich, Alice Englert, Jeremy Irons, Emma Thompson, Viola Davis, Emmy Rossum, Thomas Mann

regia:
Richard LaGravenese

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
124'

produzione:
Warner Bros.

sceneggiatura:
Richard LaGravenese

fotografia:
Philippe Rousselot

scenografie:
Richard Sherman

montaggio:
David Moritz

costumi:
Jeffrey Kurland

musiche:
Thenewno2

Beautiful Creatures - La sedicesima luna | Recensione | Ondacinema

Beautiful Creatures - La sedicesima luna

di Richard LaGravenese

fantastico, Usa (2013)

di Mirko Salvini

Voto: 6.0

Per soddisfare tutti i prevalentemente giovani spettatori orfani di "Twilight", le varie case di produzione si sono messe a caccia di un'alternativa, cercando nel ricco calderone della narrativa per ragazzi e opzionando quanto più materiale possibile (preferibilmente in serie, i sequel sono fondamentali) nella speranza di trovare un nuovo successo planetario. A volte l'operazione si dimostra fortunata ("Hunger Games"), spesso meno ("Io sono il numero quattro"). L'ultimo frutto di questa ricerca è "Beautiful Creatures - la sedicesima luna" che come prodotto non ha niente da invidiare ai film tratti dalla saga di Stephanie Meyers. Gli incassi, per il momento, non sono paragonabili a quelli racimolati dalla ragazza che piaceva a vampiri e licantropi ma il film vanta un cast prestigioso, la fotografia del grande Philippe Rousselotrisultato ed effetti speciali riusciti.

La serie "Beautiful Creatures" è opera della coppia Kami Garcia e Margareth Stohl e, come si può immaginare, in America è andata forte. Della trasposizione cinematografica si è occupato il regista-sceneggiatore Richard La Gravenese, un signore che i bei film è più abituato a scriverli ("La leggenda del re pescatore", "Erin Brockovich", "Beloved") che non a dirigerli (l'opera prima "Kiss", con Holly Hunter, del 1998, resta il suo miglior lavoro dietro la macchina da presa). La storia presenta gli ingredienti tipici del genere: un Lui e una Lei si piacciono tanto ma non dovrebbero stare insieme perché uno dei due ha qualcosa di "speciale"...naturalmente il loro legame è talmente forte che niente o nessuno potrà avere la meglio...anche perché poi si scopre che i due non sono poi così diversi. Nello specifico il Lui si chiama Ethan ed è un giovanotto che vive in una cittadina del Sud Carolina, chiamata Gaitlin, luogo buono giusto per i nostalgici della guerra di secessione, che in effetti non vede l'ora di lasciare, specie da quando ha perso la madre (il padre, chiuso in una forma radicale di lutto, non esce dalla sua stanza e durante il film è giusto rammentato). Ma l'interesse per il proprio luogo d'origine subirà una decisa impennata con l'arrivo della Lei, la nuova ragazza in città che, guarda caso, somiglia molto quella che Ethan sogna tutte le notti. C'è solo un problema: Lena Duchannes (così si chiama) è una strega, pardon...una maga. Ma, in tutta sincerità, in un film fantastico, può questo essere un ostacolo insormontabile? Certo che no...il fatto che qui si parla di magia fa capire che si strizzi l'occhio anche quell'altra serie ormai conclusa, popolarissima fra i giovanissimi.

Grazie ad una presenza non banale come Alice Englert, figlia della grandissima regista Jane Campion, Lena si guadagna presto anche le simpatie dello spettatore, anche se nella nuova scuola non riceve propriamente un caloroso benvenuto. Incurante di cosa pensano i suoi concittadini, Ethan (Alden Ehrenreich, già visto nei recenti film di Coppola, "Legami di famiglia" e "Twixt", un po' Di Caprio, un po' il giovane Orson Welles) comincia a corteggiare la ragazza, anche se al compimento del sedicesimo compleanno (prevedibilmente vicino) lei potrebbe essere "reclamata" dalle forze del male e diventare una strega...pardon di nuovo, una maga cattiva. Ovviamente è possibile scongiurare il pericolo ma per farlo bisogna trovare un incantesimo particolare e fare ricerche nel passato che permetterà ai due giovani di scoprire che pure due loro antenati si erano amati moltissimo, anche se fecero una brutta fine.

La trama del libro è stata notevolmente snellita e se questo solitamente è malvisto dai fan della serie (ricordate le lamentele di quelli del maghetto con gli occhiali quando se solo un paio di righe scritte dalla Rowling non venivano prese in considerazione dall'adattamento sembrava che l'intera operazione fosse per questo snaturata) ha comunque reso il film più godibile. Poi alcuni cambiamenti sono decisamente apprezzabili, come i due ragazzi che scoprono di essere legati anche dall'amore per i libri, piuttosto che da misteriose canzoni che risuonano in testa come avviene sulla pagina scritta. Non siamo francamente abituati a giovani protagonisti che leggono Vonnegut e Bukowski e anche se la cosa sembra credibile fino ad un certo punto non è proprio negativa.

A movimentare la storia poi ci pensano le parenti cattive di Lena: la cugina Emmy Rossum, "sirena" che soggioga i ragazzi con le sue capacità ammaliatrici e soprattutto la mamma, capace di cambiare le apparenze, che si nasconde dietro quelle di una signora bigotta di Gaitlin, impersonata da una Emma Thompson che sembra divertirsi un mondo. Ma per LaGravenese le vere figure negative non sono loro, bensì l'intera comunità di Gaitlin, bacchettona, chiusa, piena di pregiudizi e sospettosa di tutto, dei nuovi arrivati come della grande letteratura. Non è un caso che il confronto più importante del film, quello tra la mamma e lo zio protettore di Lena (Jeremy Irons che incarna bene una certa eccentrica aristocrazia sudista) avviene in una chiesa e per di più l'antagonista fa parte della comunità (anche se poi paragona tranquillamente la fede religiosa ad una massa di superstizioni). A fare da contraltare alla chiesa c'è la biblioteca diretta dall'appassionata di voodoo Viola Davis (sfortunatamente sprecata anche se in suo onore sono stati fusi insieme due personaggi del libro) dove sono custoditi libri segreti di magia ma anche copie del "Giovane Holden", del "Buio dietro la siepe" e tutti le altre grandi opere invise nella cittadina.

Il finale del film è aperto nella speranza di un sequel che al momento non è stato confermato ma se ci fosse speriamo che conservi quella componente blasfema e quell'attacco al moralismo bigotto non scontato che è stato così piacevole trovare in questo primo episodio.