CAST & CREDITS

cast:
Robert Pattinson, Uma Thurman, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci, Holliday Grainger, Colm Meaney, Natalia Tena

regia:
Declan Donnellan, Nick Ormerod

distribuzione:
01 DISTRIBUTION

durata:
102'

produzione:
Uberto Pasolini

sceneggiatura:
Rachel Bennette

fotografia:
Stefano Falivene

scenografie:
Attila Kovács

montaggio:
Gavin Buckley, Masahiro Hirakubo

costumi:
Odile Dicks-Mireaux

musiche:
Rachel Portman, Lakshman Joseph De Saram

Bel Ami - Storia di un seduttore | Recensione | Ondacinema

Bel Ami - Storia di un seduttore

di Declan Donnellan, Nick Ormerod

drammatico, Regno Unito/Francia/Italia (2012)

di Mirko Salvini

Voto: 5.0

Fondatori della compagnia teatrale "Cheek by Jowl", che dagli anni ottanta miete consensi e ottiene riconoscimenti in tutto il mondo per le rappresentazioni di Shakespeare (particolarmente memorabile la loro "Dodicesima Notte" del 1986) e altri autori, Declan Donnellan e Nick Ormerod esordiscono adesso nel mondo del cinema (anche se vent'anni fa avevano già realizzato un cortometraggio intitolato "The Big Fish" interpretato da Fiona Shaw) con questo adattamento del più amato libro di Guy de Maupassant; una coproduzione anglo-franco-italiana, girata in parte a Budapest, che arriva nelle sale dopo essere stata presentata in anteprima al festival di Berlino.

Pubblicato nel 1885, il secondo romanzo del grande scrittore francese (il primo, "Una Vita" è del 1883) racconta l'irresistibile (o quasi) ascesa al successo di Georges Duroy (soprannominato appunto Bel Ami), un ex soldato che nella Parigi di fine secolo sfonda come giornalista grazie ad un impiego nel quotidiano "La Vie Française", ottenuto non tanto per il suo talento di scrittore quanto piuttosto per le sue conoscenze nell'alta società e per la complicità di alcune signore più che pronte a soccombere al suo fascino. Cinico arrampicatore sociale, mosso da un forte desiderio di rivalsa, il personaggio di Bel Ami è molti considerato, almeno in parte, un alter ego dello stesso autore di "Palla di sego". Come molte opere di Maupassant, "Bel Ami" è stato spesso trasposto sul grande e piccolo schermo; questa nuova versione era attesa con una certa curiosità data la presenza, nel ruolo principale, dell'inglese Robert Pattinson, idolo giovanile dopo il successo planetario della saga di "Twilight" dove interpreta un vampiro che stranamente non succhia sangue e che molte adolescenti vorrebbero come fidanzato.
Le aspettative saranno probabilmente deluse, poiché Pattinson è un Bel Ami senza carisma, oltre che senza baffi (particolare non irrisorio per chi conosce il libro). Nessuno pretendeva che reggesse il confronto con George Sanders, interprete dello stesso ruolo nella versione hollywoodiana del 1947 (dove Angela Lansbury era una delle vittime), ma anche il francese Sagamore Stevenin nel film tv del 2005 aveva dato un'interpretazione che andava oltre un'aria malaticcia e un'espressione perennemente inebetita. In compenso Pattinson risulta perfetto come destinatario di battute quali "non avevo idea di quanto fosse profonda la tua vuotezza". Chissà come se la caverà nel film di Cronenberg "Cosmopolis", in uscita nei prossimi mesi...
Essendo questa la "storia di un seduttore", come ci ricorda il sottotitolo che accompagna il film nel nostro paese, un peso importante nella vicenda lo hanno ovviamente le "donne di cuori" che si innamorano all'istante (senza che se ne capisca il motivo) di questo boy toy di fine secolo, fanno di tutto per accaparrarselo, lo aiutano a far carriera e si fanno pure sposare, garantendogli anche una rendita milionaria. Uma Thurman, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci (in gran forma!), Natalia Tena (già vista nel "Trono di spade") e Holliday Grainger (Lucrezia Borgia nel serial di Neil Jordan) hanno tutte avuto occasioni migliori in passato e, c'è da scommetterlo, di migliori ne troveranno in futuro.
A parte il protagonista inadeguato, a danneggiare l'opera prima di Donnellan & Ormerod contribuisce la sceneggiatura di Rachel Bennette che semplifica troppo il plot del libro (forse per questioni di lunghezza?), tralasciando anche episodi importanti (ad esempio il duello tra Bel Ami e un giornalista rivale) o sorvolando su passaggi cruciali (il complotto governativo in Marocco) col risultato di non dare mai un'idea precisa del quadro storico-politico dell'epoca. Non aiuta neanche il montaggio frenetico di Masahiro Hirakubo e Gavin Buckley.
Invece più validi (anche se non eccezionali) sono i contributi del direttore della fotografia italiano Stefano Falivene e della costumista Odile Dicks-Mireaux. La brava Rachel Portman, insieme al compositore cingalese Lakshman Joseph De Saram, si occupa invece delle musiche, alle quali i due neoregisti ricorrono spesso per supplire alla tensione che latita.

Per quanto deludente questo nuovo "Bel Ami" possa essere, resta forse da sperare che agli spettatori più giovani venga almeno la voglia di avvicinarsi al libro di Maupassant, scrittore al quale il cinema è debitore di tanti gioielli, come "Partie de campagne" di Renoir, "Il Piacere" di Ophüls, "Il maschio e la femmina" di Godard, tanto per citare solo alcune opere tratte dai racconti dell'autore di "Le Horla" (anche "Ombre Rosse" di Ford è tratto da un racconto di Ernest Haycox che deve tantissimo al già citato "Palla di sego"). Pellicole che tra l'altro, facendo i debiti paragoni e considerato i diversi periodi in cui sono stati realizzate, riuscivano a risultare più seducenti di questa ennesima e inutile variazione sul tema delle "relazioni pericolose".