Ben is Back | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Mirko Salvini
7.0/10

Quando si fece conoscere nei primi anni novanta, grazie alla sceneggiatura (ricavata da un suo romanzo) di "Buon compleanno, Mr. Grape", diretto da Lasse Hallstrom, con Johnny Depp e uno straordinario Leonardo Di Caprio, Peter Hedges dimostrò subito di avere una certa sensibilità per i gruppi familiari, diciamo così, sui generis. Dopo la nomination all’Oscar ricevuta per l’adattamento di "About a Boy" di Nick Hornby, realizzato dai fratelli Weitz, Hedges è passato anche alla regia, continuando a raccontare storie di famiglie, se non disfunzionali, in evidenti difficoltà. Non fa eccezione il suo nuovo lavoro, “Ben is Back”, presentato in anteprima all’ultimo festival di Toronto e in uscita da noi per le feste, confidando sicuramente nell’appeal della star Julia Roberts. La sempre amatissima “Pretty Woman”, a cinquant’anni appare in gran forma in un personaggio di madre coraggio un po’ tagliato con l’accetta che però le calza benissimo. Holly Burns ha una bella casa, un secondo marito amabile (Courtney B. Vance, vincitore di un Emmy grazie al suo ruolo nella prima stagione di "American Crime Story"), un simpatico cagnolino e quattro figli (due nati dal primo matrimonio, due dal secondo) che sono la sua vita. Ma questa “modern family” ha una croce da portare: il primogenito, Ben (Lucas Hedges, nella vita figlio del regista e già noto per "Manchester by the Sea", "Ladybird" e "Boy Erased"), da anni lotta con la tossicodipendenza e alla vigilia di Natale pensa bene di lasciare la comunità per fare un’improvvisata a casa alla maniera del figliol prodigo. I suoi cari sono felici (soprattutto la mamma e i fratelli più piccoli), ma anche comprensibilmente perplessi (il patrigno e la sorella adolescente, interpretata dall’emergente Kathryn Newton, la ragazza uccisa nell’acclamato "Tre manifesti a Ebbing, Missouri" di Martin McDonagh, dove lei e Hedges già interpretavano due fratelli, anche se qui hanno maggior tempo scenico insieme), memori dei precedenti Natali rovinati da Ben. Julia/Holly non è un’ingenua come potrebbe apparentemente sembrare ma la gioia di riavere il figlio vicino è tanta e quindi si stabilisce con lui un patto: Ben trascorrerà un giorno intero coi propri cari, fra chiesa (viene dichiarato che ci vanno una volta l’anno), shopping e banchetti a base di alimenti bio, ma non dovrà fare sciocchezze (leggasi non potrà drogarsi) e poi sarà riaccompagnato in comunità. Ma anche se i Burns vivono in una piccola città le tentazioni sono tante e Ben deve affrontare non solo il problema delle ricadute (durante una seduta di terapia di gruppo si dichiara “pulito” da settantasette giorni, un record per lui, che non ha praticamente mai raggiunto un periodo così lungo senza che ne sopraggiungesse una) ma anche le varie persone che gli presentano vecchi conti rimasti in sospeso. Ecco che la seconda parte del film diventa per madre e figlio (che per la sua dipendenza in passato ha rubato, spacciato e si è pure prostituito) un “viaggio al termine della notte” che ha le ambizioni di un’escursione in gironi infernali in cui, fra malavitosi poco raccomandabili e traffici illegali, ragazzi e ragazze dell’età di Ben bruciano in poco tempo le loro esistenze. Salvarli è impossibile, dice con amarezza la madre di una ragazza morta per overdose alla protagonista, ma si cerca di aiutarli soprattutto per evitare troppi sensi di colpa ma se non li si aiuta ci odieremo. 

Hedges non manca di portare l’attenzione sul passato familiare del ragazzo, fra un padre assente e una madre con la mania del controllo, ma tiene soprattutto a puntare il dito verso una società in cui si tende all’abuso di sostanze chimiche, anche per compensare le proprie carenze non solo personali (in una delle sequenze più incisive la Roberts ricorda ad un anziano medico come sia stato lui a prescrivere con troppa leggerezza al figlio i medicinali che lo resero un tossicomane). Per quanto ci sia un’apertura (parzialmente) positiva nel finale, “Ben is Back” è un film sostanzialmente amarissimo, quindi non deve stupire se in America gli incassi sono stati poco soddisfacenti (destino in comune con un altro film con al centro la figura di un giovane tossicomane, "Beautiful Boy", interpretato dal Timothée Chalamet di "Chiamami col tuo nome"). La solarità di Julia Roberts per il momento non ha convinto i suoi connazionali (ma sommando gli introiti ottenuti all’estero la situazione potrebbe sicuramente migliorare), però il successo di "Wonder" lo scorso anno dimostra che è ancora fra le attrici hollywoodiane più care al grande pubblico (ammirevole anche la sua prova nella recente serie Amazon "Homecoming") e il giovane Hedges, col suo volto da bravo ragazzo, è una scelta interessante per il personaggio del giovane perduto, poiché si è portati ad empatizzare con lui nonostante i numerosi sbagli che continua a commettere. 

Nonostante il regista possa contare sul contributo alla fotografia del neozelandese Stuart Dryburgh, noto per il suo sodalizio con Jane Campion, "Ben is Back" si presenta come un film sostanzialmente convenzionale, sorretto più dagli attori e dai dialoghi che non dai pregi figurativi (anche se va detto che il film ha avuto un’accoglienza critica discreta). Visivamente la discesa all’inferno di Holly e del figlio non riesce mai ad assumere la potenza visiva che aveva un’opera come il peraltro controverso "Requiem for a Dream" di Aronofsky. Certamente Holly avrà abbastanza forza d’animo per non uscire sopraffatta dalla serie di vicissitudini che le si presentano tutte in una notte (anche se la quasi dimenticata commedia di Landis qui c’entra poco) ma niente lascia pensare che il pur amatissimo figlio non continuerà a rovinare a lei e agli altri suoi congiunti il Natale. 


23/12/2018

Cast e credits

cast:
Julia Roberts, Lucas Hedges, Courtney B. Vance, Kathryn Newton, Alexandra Park, Rachel Bay Jones, Michael Esper, David Zaldivar


regia:
Peter Hedges


distribuzione:
Notorious Pictures


durata:
103'


produzione:
Black Bear Pictures


sceneggiatura:
Peter Hedges


fotografia:
Stuart Dryburgh


scenografie:
Ford Wheeler


montaggio:
Ian Blume


costumi:
Melissa Toth


musiche:
Dickon Hinchliffe


Trama
Il giovane tossicomane Ben si presenta senza preavviso a casa dei suoi (che lo credevano ancora in comunità) alla vigilia di Natale
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