Ondacinema

recensione di Mirko Salvini
7.0/10
Carlo Verdone, erede naturale di Alberto Sordi, è, fra i cosiddetti malincomici che raggiunsero il successo negli ormai lontani anni Ottanta, l'unico per svariate ragioni ancora in pista. "Benedetta follia", uscito nelle nostre sale subito dopo le feste, è il suo ventiseiesimo film da attore-regista (infatti, a differenza di altri campioni della nostra commedia, lui ha sempre preferito dirigersi da solo, limitando a ruoli di fianco e partecipazioni amichevoli le sue escursioni, anche fortunate, sui set altrui) ed è l'ennesima opera che cerca di raccontare pregi e difetti (soprattutto i secondi) dell'Italia borghese, senza dimenticare di farlo divertendo il pubblico, come del resto prevede la lezione del compianto Albertone (e in effetti nel cinema, durante la proiezione, la gente rideva di gusto, soprattutto in alcuni momenti). Una delle ragioni del successo cinematografico di Carlo è quella di saper svecchiare costantemente la formula dei suoi lavori, senza del tutto rivoluzionarla (se si eccettua i primi successi, costruiti sostanzialmente come sommatoria di sketch legati ai personaggi che lo avevano fatto conoscere in tv). In questo è stato fondamentale variare la scelta dei suoi collaboratori in sede di scrittura. Infatti le sceneggiature dei suoi film portano la firma di protagonisti storici della nostra commedia come Benvenuti & DeBernardis, ma anche quella di talenti emersi in seguito, come Francesca Marciano, cui si deve un avvicinamento dell'attore romano a un modello più internazionale. Stavolta invece come co-sceneggiatori ha voluto la coppia composta da Nicola Guaglianone e dal fumettista Menotti, conosciuta per il successo di "Lo chiamavano Jeeg Robot", film evocato anche dalla presenza in qualità di coprotagonista di Ilenia Pastorelli. Guaglianone-Menotti dimostrano una grande reverenza nei confronti della filmografia verdoniana, dato che "Benedetta follia" è ricco di riferimenti a precedenti successi come "Troppo forte", "Gallo cedrone", "Viaggi di nozze", "Io e mia sorella", anche se la citazione più godibile resta quella del "Grande Lebowski" dei fratelli Coen, con Verdone immerso in un sogno lisergico causato dall'ingerimento involontario di un acido (le coreografie sono di Luca Tommassini).

Verdone interpreta Guglielmo Pantalei, un personaggio abbastanza ricorrente nella sua carriera. Ex giovanotto viveur che nel rispetto dei sani principi borghesi ha ripudiato la vita spericolata evocata nella sequenza iniziale in favore di una più tranquilla esistenza fatta di matrimonio e lavoro: gestisce il negozio di paramenti sacri ereditato dal padre. Forse la vecchia moto amorevolmente custodita in garage ci suggerisce che quella lontana giovinezza è un po' rimpianta, ma coi festeggiamenti delle nozze d'argento non c'è spazio per i ripensamenti. Se non che la moglie Lidia, proprio durante una cena che si svolge in un ristorante di gran classe molto frequentato dalla curia romana, gli rivela di avere da tempo una relazione con la commessa del negozio, Silvana, e di voler iniziare con lei una nuova vita. Per Guglielmo è un colpo durissimo da incassare e i mesi dopo l'abbandono passano in maniera sconsolata fino a che non decide, anche spronato dai suoi dipendenti, di assumere una sostituta. Inaspettatamente (ma fino a un certo punto) la scelta finirà per cadere su Luna, una ragazza bella, esuberante e un tantino coatta che viene da Tor Tre Teste (la Pastorelli, indubbiamente molto simpatica anche se non proprio impeccabile nei tempi). Luna cerca di spronare Guglielmo ad aprirsi a nuove possibilità e gli crea un profilo su "Lovit", una app per persone sole in cerca di nuove conoscenze. Parte un carosello di incontri piuttosto sfortunati che però hanno il merito di consolidare il legame fra Guglielmo e Luna, la quale si scoprirà, a dispetto di un approccio alla vita piuttosto easy, avere i suoi problemi, fra creditori poco raccomandabili e un padre facoltoso ma piuttosto assente. Inoltre, il protagonista arriverà anche a conoscere Ornella, un'infermiera dolce e simpatica che forse rappresenterà davvero un nuovo inizio. Ma Guglielmo ha davvero dimenticato l'amata Lidia?

Il regista di "Compagni di scuola" è molto bravo sia nei momenti puramente comici sia quando deve rendere il senso di smarrimento e inadeguatezza di un uomo non più giovane costretto a rimettersi in gioco (e i giovani sceneggiatori non gli risparmiano situazioni in cui il suo Guglielmo esce umiliato e offeso, senza però mai veramente giocarsi la simpatia degli spettatori). Verdone si è sempre fatto un vanto dei buoni risultati raggiunti dirigendo le attrici (si pensi a Ornella Muti, Eleonora Giorgi, Margherita Buy e Asia Argento, giusto per citare le più note) e in questo "Benedetta follia" non fa eccezione. Lucrezia Lante Della Rovere è efficace nel rendere l'insoddisfazione e le insicurezze di Lidia, mentre Maria Pia Calzone è molto amabile nei panni di Ornella. Fa anche piacere vedere coinvolta (sfortunatamente solo per una breve apparizione) una comica genuina come Paola Minaccioni, anche se forse il momento più genuinamente spassoso viene riservato a Francesca Manzini, che interpreta una donna con idee molto singolari sull'utilizzo dei dispositivi elettronici. Il plot non è esente da forzature (il salvataggio di Luna da parte di Guglielmo, la scoperta della vera identità di Ornella), ma il film diverte e senza essere un capolavoro non ha niente da invidiare alle pellicole brillanti che negli ultimi tempi hanno conquistato il nostro pubblico.


Cast e credits

cast:
Francesca Manzini, Elisa Di Eusanio, Federica Fracassi, Paola Minaccioni, Lucrezia Lante della Rovere, Maria Pia Calzone, Ilenia Pastorelli, Carlo Verdone


regia:
Carlo Verdone


distribuzione:
Filmauro


durata:
109'


produzione:
Luigi & Aurelio De Laurentiis


sceneggiatura:
Carlo Verdone, Nicola Guaglianone, Menotti


fotografia:
Arnaldo Catinari


scenografie:
Giuliano Pannuti


montaggio:
Pietro Morana


costumi:
Tatiana Romanoff


musiche:
Lele Marchitelli, Michele Braga, Tommy Caputo


Trama
La vita di Guglielmo Pantalei, commerciante romano di paramenti sacri, subisce un brutto colpo dopo l'abbandono della moglie. Sarà la nuova simpatica commessa ad incoraggiarlo a reagire
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