CAST & CREDITS

cast:
Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Luca Argentero, Romolo Guerreri, Flavio Insinna, Cecilia Dazzi, Eugenio Franceschini

regia:
Giacomo Campiotti

distribuzione:
01 Distribution

durata:
102'

produzione:
Lux Vide

sceneggiatura:
Alessandro D'Avenia, Fabio Bonifacci

fotografia:
Fabrizio Lucci

scenografie:
Paola Bizzarri

montaggio:
Alessio Doglione

musiche:
Andrea Guerra, Modà

Bianca come il latte, rossa come il sangue | Recensione | Ondacinema

Bianca come il latte, rossa come il sangue

di Giacomo Campiotti

drammatico, Italia (2013)

di Mirko Salvini

Voto: 5.5

Dopo anni di successi sul piccolo schermo, ottenuti principalmente realizzando fiction di argomento biblico, la Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei decide di lanciarsi nell'avventura cinematografica. Il soggetto scelto è solo in apparenza lontano dalle loro consuetudini. Infatti, il best seller di Alessandro D'Avenia "Bianca come il latte, rossa come il sangue", pur raccontando la vicenda di alcuni ragazzi che maturano grazie alle prove della vita, contiene molti riferimenti alla fede - pur se sapientemente dissimulati e resi catchy - e le dinamiche di questi ragazzini che pensano continuamente all'amore ma è già tanto se arrivano ad un bacio, sicuramente otterrebbero l'approvazione di tutte le parrocchie d'Italia. Comunque l'intenzione è soprattutto quella di intercettare i gusti degli spettatori più giovani e per farlo i produttori e il regista Giacomo Campiotti (nel suo curriculum "Corsa di primavera", "Come due coccodrilli", "Il tempo dell'amore", oltre a tanti lavori televisivi) hanno deciso di puntare sulle canzoni dei Modà (tre loro brani si alternano alle musiche di Andrea Guerra) e su volti nuovi o comunque emergenti. A cominciare da Filippo Scicchitano che, dopo il successo di "Scialla!", torna a mettere simpatia ed energia a servizio di uno studente non proprio brillante ma con un cuore grande così. Leo, sedicenne romano trapiantato a Torino, è la croce & delizia dei genitori (Flavio Insinna e Cecilia Dazzi), degli insegnanti e dei compagni di classe. Non ha grandi aspirazioni nella vita, a parte quella di tinteggiare spesso le pareti della sua camera (con scelte cromatiche spesso discutibili) e di conquistare Beatrice, la ragazza di quarta di cui è innamoratissimo. C'è però un problema: un po' come Charlie Brown, lui alla sua ragazza dai capelli rossi non riesce manco a rivolgere la parola...ma grazie ai buoni consigli dell'amica Silvia (Aurora Ruffino, quasi una Anne Hathaway italiana), neanche troppo segretamente innamorata di lui, e all'arrivo di un nuovo insegnante di italiano, le cose sono destinate a cambiare. Interpretato da Luca Argentero, il professore-sognatore del libro, personaggio che è facile immaginare come un alter ego dell'autore D'Avenia (anche insegnante, oltre che scrittore e sceneggiatore, firma l'adattamento del suo libro insieme a Fabio Bonifacci), si presenta un po' come un fighetto. Spiega Dante più o meno come Martina Colombari nei "Cesaroni" spiegava Montale ma è sicuro di sé e nella curiosa combinazione insegnamento-sport da contatto, che talvolta al cinema capita di vedere, risulta probabilmente più credibile lui come pugile di quanto non lo fosse, ad esempio, Michelle Pfeiffer come karateka in "Dangerous Minds".

Leo alla fine arriva a diventare amico di Beatrice ma le cose sono destinate a prendere una brutta piega: la ragazza infatti è molto malata; la leucemia le spezzerà tutti i sogni e le ambizioni a meno che non si trovi un donatore di midollo osseo compatibile. L'irresponsabile Leo, messo di fronte a questa situazione drammatica, rivelerà una forza d'animo notevole, stando accanto alla ragazza (interpreta nella chiave giusta da Gaia Weiss, quasi debuttante attrice francese) e cercando di confortarla il più possibile, cambiando quello che sembrava essere un nuovo "Tre metri sopra il cielo" in qualcosa di più vicino al recente "Colpa delle stelle" di John Green, apprezzato libro che tra l'altro attende un suo adattamento cinematografico. Anche se non si parla mai apertamente di "dolcestilnovo" o di "donne angelo", D'Avenia ha comunque immaginato la sua Beatrice (nome quanto mai appropriato) come una ragazza che vorrebbe tornare a credere; senza portare i parallelismi all'esasperazione, Leo, che scherza tra l'altro sul fatto di poter essere la reincarnazione di Dante, durante i mesi in cui le è vicino forse cambia le sue convinzioni materialiste ("Dio non esiste" afferma a inizio film al sacerdote che insegna religione, anche se a conferma di tale convinzione porta il fatto che la parola "Dio" non sia presente nel dizionario del T9, dove diventa "fin"). Ancora una volta le parrocchie d'Italia apprezzerebbero...

Naturalmente fa piacere che un film italiano parli di scuola, di donazioni all'Admo e di energia pulita (Enel ha partecipato ai finanziamenti), però se da una parte l'alternanza del registro comico e di quello drammatico sembra una scelta saggia, lo sviluppo della storia risulta talvolta meccanico e non troppo credibile e il momento più riuscito resta la parodia della recente "Cenerentola" televisiva (altra produzione Lux) con Filippo-Leo e Gaia-Beatrice al posto degli originali Flavio Parenti e Vanessa Hessler. Nonostante questo, "Bianca come il latte, rossa come il sangue" troverà probabilmente un suo pubblico, specie tra chi ha amato il libro. Per la gioia dei suoi giovani interpreti che, c'è da scommetterlo, rivedremo presto.