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7.0/10
Ispirato a un’antica leggenda tratta dallo "Zhuangzi", capolavoro della letteratura Daoista, e a due sogni degli autori, "Big Fish & Begonia" è una fiaba che unisce ai temi cardinali della cultura cinese classica una visualità dirompente e incantatrice. La realizzazione, in sapiente equilibrio fra CGI e disegno tradizionale, ha richiesto più di dodici anni, coinvolgendo in corso d’opera più di 4000 persone tramite crowdfunding. La lunga attesa è stata ripagata con il plauso unanime di pubblico e critica nel paese di produzione, raggiungendo il terzo posto tra i film d’animazione più visti di tutti i tempi.

Protagonista è la sedicenne Chun (che significa "Begonia"), che in un mondo parallelo abitato dagli "Altri" (entità spirituali, né umani né dei) custodisce il mondo umano e le leggi naturali che lo governano. Secondo le regole, Chun deve intraprendere un rito di passaggio in cui visiterà il mondo umano sotto forma di delfino, al fine di conoscerlo per poterlo meglio amministrare. Senonché, durante il viaggio la ragazza rimane intrappolata in una rete da pesca, e un giovane pescatore affoga per salvarla. Da quando ritorna nel mondo degli "Altri", Chun ha un solo scopo: resuscitare il giovane pescatore. Tuttavia, violare il confine che separa vita e morte ha conseguenze catastrofiche... Così, in un paesaggio incontaminato, popolato da una fauna di personaggi eccentrici e sinistri, Chun ottiene l’anima del ragazzo trasmigrata in un piccolo pesce, Kun, che dovrà essere protetto fino a quando, divenuto un "big fish", potrà tornare alla vita nel mondo umano. Traspare oltre la narrazione una precisa visione del mondo, interpretato come totalità dinamica di cicli e relazioni. Il rapporto tra individuo e natura, così come individuo e comunità, esprime con leggerezza le millenarie certezze della filosofia cinese: la mutua dipendenza di mondo umano e naturale, la fondazione del sentimento etico nel rispetto e nell’adempienza dei ruoli familiari e sociali, la fondamentale impermanenza di tutte le cose.

Questo ampio spettro di temi e suggestioni sorge sullo sfondo di un’estetica spettacolare, ammaliante, che evoca in vertiginose carrellate panoramiche l’incanto dei paesaggi della Cina meridionale, tra laghi e alture, foreste e pinnacoli di roccia. La variegata profusione di creature e spiriti grotteschi richiama, ça va sans dire, lo "Spirited Away" di Miyazaki; per toni e atmosfere, il lungometraggio cinese è senz’altro debitore alla poetica dello Studio Ghibli. Ma una più prisca, illustre influenza è forse da rintracciare nelle "Metamorfosi" ovidiane. I concetti trasmigrazione, trasmutazione ed evoluzione permeano l’intera storia, alludendo all’instabilità del presente e alla stabilità del divenire: ragazze si mutano in delfini, anime in pesci, patriarchi in alberi, gatti in spiriti, e così via. La trama stessa è soggetta a tante e tali torsioni da renderla intrigante e imprevedibile, ma anche, a tratti, liquida e disgiunta; pregi e difetti complementari. 

Se si perdonano alcuni eccessi di lirismo, che danno luogo talvolta a scene vagamente stucchevoli, "Big Fish & Begonia" può considerarsi una fiaba adatta a ogni età. La complementarietà di amore e sacrificio, morte ed esistenza si affermano con garbo poetico come temi principali di un film d’animazione che spicca per estro e freschezza.


Cast e credits

regia:
Liang Xuan, Zhang Chun


distribuzione:
Draka Distribution


durata:
100'


produzione:
Beijing Enlight Media, Biantian Media


sceneggiatura:
Seth Be


musiche:
Kiyoshi Yoshida


Trama
La giovane Chun, spirito di un mondo ultraterreno, si innamora di un giovane pescatore che muore per salvarla. Sfiderà le leggi della natura per riportarlo in vita...
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