CAST & CREDITS

cast:
Bobby Cannavale, Jennifer Garner, Christopher Plummer, Annette Bening, Al Pacino

regia:
Dan Fogelman

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
106'

produzione:
Big Indie Pictures - ShivHans Pictures

sceneggiatura:
Dan Fogelman

fotografia:
Steve Yedlin

montaggio:
Julie Monroe

costumi:
David Swope

musiche:
Ryan Adams - Theodore Shapiro

La canzone della vita - Danny Collins | Recensione | Ondacinema

La canzone della vita - Danny Collins

di Dan Fogelman

commedia, Usa (2015)

di Piero Calò

Voto: 7.0
Una vecchia star sul viale del tramonto vive rassegnata i suoi ultimi spiccioli di fama, successo e vita.
È convinto che non ci saranno più grandi sorprese e che gli oltre settanta anni già vissuti siano stati un dono più che sufficiente.
Il giorno del suo ennesimo compleanno, con la canonica "festa a sorpresa" e la solita folla di leccaculo, riceve un regalo destinato a cambiargli la vita.

"Danny Collins" è un biopic più o meno romanzato di Steve Tilston, un folk-singer inglese della "terra di mezzo": abbastanza noto sul mercato anglosassone e praticamente misconosciuto al resto del mondo.
I suoi panni sono stati vestiti niente meno che da Al Pacino, qui in una interpretazione muscolare (compatibilmente con l’età) e istrionica, come previsto dalla sceneggiatura di Dan Fogelman che del film è anche il regista.
Sesso, droga, villa con gli ascensori, ragazze e ragazzi disseminati per casa e pronti all’uso e una hit "Baby Doll" vero e proprio tormentone che sta a questo attempato signore come la teoria della relatività sta a Einstein: qualsiasi cosa abbiano detto o fatto prima o dopo non conta, saranno sempre ricordati per quello.
Ma arriva la variabile John Lennon, con lo stesso impatto della velocità della luce che fa tremare l’equazione pur a distanza di quarant’anni perché il tempo, si sa, è relativo.
Quaranta anni prima, il beatle aveva scritto al nostro eroe una (succinta) letterina in risposta a un’intervista che il giovane di belle speranze che si chiamava Danny Collins aveva rilasciato a una fanzine. La questione verteva sull’impatto che la fama e i soldi hanno di norma sulla libertà artistica.
Il veggente Colins aveva detto che sarebbe stata devastante. Lennon gli rispose che no e lo invitava a telefonargli per i ragguagli (seguiva numero di casa). Quella lettera arriva nelle mani di Collins quarant’anni dopo.
Ma non è troppo tardi: senza perdere un grano della sua gigioneria, Collins interrompe il tour, si rifugia nel New Jersey, ritrova un figlio e tante altre ragioni per vivere ancora.

Lo scarto tra la prima parte junkie e maledetta e la seconda colpevole e moralizzante è quasi invisibile.
Da New York al Jersey c’è meno traffico, meno tipi bislacchi, più quiete ma una uniforme e assolata primavera West Coast irradia e riscalda l’ambientazione e i personaggi come vuole il canone stesso della commedia.
L’unico elemento in stress perenne è la cinepresa, sempre di corsa a seguire la dinamica di Al Pacino che, prima per la cocaina poi per la nuova vita, si muove con una eccitazione imprevedibile.

Per questo, i momenti migliori, post-visione, nella calma della rilettura del film, sono quelli con il monumentale Christopher Plummer (un grande attore sottovalutato) che interpreta Frank Grubman, il saggio produttore del baraccone "Danny Collins" che è anche il suo miglior amico e a cui si devono degli scambi degni della migliore slapstick comedy.
Altro ruolo rimarchevole è quello di un’altra sottovalutata, Annette Bening, perfettamente a suo agio nel ruolo di Mary Sinclair, una donna di mezza età dalle lunghe gambe, manager che ha sacrificato la sua vita al lavoro, l’Hotel Hilton, mortificata dall’illuminazione artificiale che ne appanna vitalità e bellezza nel mentre, fuori dall’albergo, c’è vita.
"Danny Collins" nel suo schema abbastanza rigido è una commedia perfetta: tanti dialoghi, tanta musica (c’è anche "Imagine" di Lennon ma non disturba), un po’ di dramma e probabilmente un lieto fine.

Per la sua performance, Al Pacino ha ottenuto la nomination ai Golden Globe 2016 come miglior attore.
Nonostante questo, il film non è (ancora?) stato distribuito nelle sale italiane ed è direttamente uscito in DVD il 26 febbraio 2016.
Il Festival SeeYouSound lo ha così presentato in anteprima a Torino sul grande schermo il giorno prima.