Cercasi amore per la fine del mondo | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Vincenzo Lacolla
6.0/10

Dodge e la moglie sono in macchina, fermi accanto a un marciapiede. Lui con lo sguardo fisso nel vuoto, lei silenziosa alla sua destra. L'autoradio è accesa: la voce gracchiante di un giornalista annuncia il definitivo fallimento della missione spaziale "Liberazione", l'ultima speranza per l'umanità di salvarsi dall'imminente collisione con un asteroide. «Penso che abbiamo perso l'uscita» dice Dodge. Partono i Beach Boys. La moglie si sgancia la cintura di sicurezza e scappa via goffamente. Dodge si volta verso di lei, poi torna a fissare il parabrezza.
Questa efficace sequenza d'apertura illustra programmaticamente tempi e criteri narrativi di Lorene Scafaria; stilemi che non era difficile individuare già nel suo script della commedia indie "Nick & Norah: tutto accadde in una notte" che, nata sull'onda del successo di "Juno", ha comunque messo in luce qualche fattore di originalità.

Al suo esordio dietro la macchina da presa, la sceneggiatrice declina a modo suo, non senza personalità, il tema apocalittico, soggetto assai frequente nell'ultimo quinquennio di cinema. Un po' rom-com, un po' road movie, "Cercasi amore per la fine del mondo" procede con la stessa mite e disarmata incredulità di Dodge, l'ordinario assicuratore ammirevolmente interpretato da Steve Carell, che, ritrovatosi solo ad affrontare gli ultimi venti giorni del pianeta Terra, decide di dedicare il tempo che gli resta per ritrovare un amore di gioventù, senza sapere che a salvarlo dalla solitudine sarà invece una bizzarra vicina di casa che deciderà di accompagnarlo nella disperata missione.

Quella di Lorene Scafaria è una commedia agrodolce fatta di brevi ellissi e di tagli rapidi che (s)legano, con buona padronanza dei tempi comici, le tante inquadrature ferme e statiche, riflessi visivi del carattere insieme serafico e attonito del protagonista. Così questa struttura un po' insolita, quasi brachilogica, diventa la cifra stilistica più interessante della pellicola perché riesce a sfuggire a una banale frammentazione narrativa che avrebbe prodotto un inutile effetto-sketch e descrive con intelligenza e garbo il percorso "formativo" del protagonista, compensando e migliorando i tanti passaggi prevedibili che smorzano soprattutto la seconda parte del film.

In fin dei conti, "Seeking A Friend For The End Of The World" (titolo originale che estende il senso di "amore" anche all'amicizia e implicitamente a un ambito sociale più trasversale e universale) è un'opera prima abbastanza ben fatta che riprende e rimescola più o meno consapevolmente tanto cinema indipendente e non (dal pianeta blu di "Melancholia", alla missione spaziale di "Armageddon", ad alcune atmosfere romantico-grottesche di "Eternal Sunshine Of The Spottless Mind", fino al topos sentimentale degli opposti che si attraggono e alla centralità degli interventi musicali che riportano al cinema indie post "Juno"). E se la fusione dei generi riesce solo parzialmente (funziona soprattutto nei primi momenti on the road) e non sempre è incisiva come dovrebbe, l'opera che Scafaria propone allo spettatore è lieve, gradevole e personale anche grazie al fondamentale contributo del duo Carell-Knightley, un'accoppiata simpatica e funzionale, su cui nessuno avrebbe scommesso.


20/01/2013

Cast e credits

cast:
Rob Huebel, Martin Sheen, William Petersen, Keira Knightley, Mark Moses, Nancy Carell, Steve Carell


regia:
Lorene Scafaria


titolo originale:
Seeking A Friend For The End Of The World


distribuzione:
M2 Pictures


durata:
101'


produzione:
Steve Golin, Nicole Brown


sceneggiatura:
Lorene Scafaria


fotografia:
Tim Orr


scenografie:
Chris L. Spellman


montaggio:
Zene Baker


costumi:
Kristin M. Burke


musiche:
Jonathan Sadoff, Rob Simonsen


Trama
A causa di un asteroide che colpirà la terra, la fine del mondo è ormai imminente. Dodge, abbandonato dalla moglie, decide di di rintracciare la fidanzata dei tempi del liceo, accompagnato dall'eccentrica vicina di casa Penny.