CAST & CREDITS

cast:
Michael Fassbender, Brendan Gleeson

regia:
Adam Smith

distribuzione:
Videa

durata:
99'

produzione:
Animal Kingdom

sceneggiatura:
Alastair Siddons

fotografia:
Eduard Grau

musiche:
The Chemical Brothers

Codice criminale | Recensione | Ondacinema

Codice criminale

di Adam Smith

crime, drammatico, Regno Unito (2016)

di Alberto Mazzoni

Voto: 7.0

Chad (Michael Fassbender) è un nomade inglese contemporaneo che vive di furti vari come tutti gli appartenenti alla tribù dei Cutler capitanata dal padre Colby (Brendan Gleeson). Nonostante Chad si diverta e sia bravo in quello che fa, gli inconvenienti e i veri e propri pericoli a cui sono esposti la moglie e i bambini lo inducono a pensare che forse è ora di cambiare vita. Colby, al contrario, ha in mente il gran colpo, quello che trasformerà il figlio e la famiglia tutta in leggenda.

Il giovane regista inglese Adam Smith sceglie per questo suo esordio nel lungometraggio di finzione una interessante via di mezzo tra Ken Loach e Guy Ritchie, stando ben lontano, sia chiaro, da entrambi gli estremi. Delle varie anime del film la più riuscita è senza dubbio quella propriamente criminale. Le scene di inseguimento in macchina - classico banco di prova tecnico di un regista - sono veramente notevoli, incomparabilmente migliori delle stupide corse delle stupide saghe "Fast and Furious" e "Transporter" e più vicine a una versione di periferia di "Ronin".  Dal folle inseguimento in macchina di una lepre nei campi, a delle corse sul marciapede da far impallidire Bourne, queste sequenze da sole valgono a segnalare il regista. Oltre alla fotografia e al montaggio concorrono a creare questo effetto le musiche al solito eccezionali dei Chemical Brothers. La qualità dei loro pezzi e delle loro sonorizzazioni nell'accompagnare efficacemente l'andamento del film genera un singolare contrasto con la musica intradiegetica che è volutamente inascoltabile ("E spegni questa musica di merda!", dice Chad in uno dei suoi tentativi di ribellione al padre).

Come spaccato di vita sociale, invece, il film è più limitato, riproponendo una storia verghiana di impossibilità di uscire dalla propria condizione sociale, che non ci dice molto sui Cutler - ma della refurtiva che se ne fanno? - né sulla società inglese contemporanea - sugli sbirri di provincia dice molto di più "Hot Fuzz". In particolar modo, Michael Fassbender offre una ottima prova, ma è troppo bello per la parte. Ovvero. E' troppo bello per essere credibile come reietto senza dentista e senza acqua corrente. E' invece perfetto come guidatore pazzo ma dal sangue freddo assoluto. La scelta di casting fa quindi pendere il film in una direzione ben precisa. Il personaggio di Fassbender è così letteralmente epico che si concede di essere analfabeta ma di comportarsi intuitivamente secondo uno stratagemma di Ulisse per sfuggire alla polizia. Tutto questo va bene, anzi è funzionale al lato criminale del film, ma fa sì che alla fine istintivamente ci si chieda: ma come mai Chad vuole abbandonare una vita così eccitante da ribelle al sistema? La coolness di Fassbender, in altre parole, fa sfumare il livello drammatico del film. Si rischia di usare i nomadi inglesi come uno sfondo bizzarro esotico per delle avventure, secondo la peggiore tradizione dei film di James Bond. Non arriviamo a questo livello ma neanche tanto lontano, e anche le belle immagini della campagna inglese con cui il regista dà respiro al film sono ambivalenti da questo punto di vista.

Il terzo livello del film è più classico e si poggia completamente sull'interazione tra il bravo Fassbender e Gleeson, che pur rimanendo una garanzia, qui a tratti sfiora la maniera quando spiega la weltanschauung della tribù. Il conflitto nonno/padre per il futuro del nipote è uno standard su cui entrambi gli attori improvvisano bene. Soprattutto Fassbender gioca sul contrasto su un personaggio pronto a tutto e capace di tutto in qualunque situazione non sia l'interazione con suo padre. Chad è così espansivo ed esplosivo nelle rapine e nelle interazioni con gli altri che la sua rabbia trattenuta quando si trova di fronte al padre Colby è molto efficace. Inoltre la sceneggiatura tiene a mostrarci una interazione complessa, in cui ad esempio Colby mostra più pietà di Chad nei confronti del fratello con problemi psichiatrici, ma a sua volta Chad è ostile perché ha paura dell'incolumità dei suoi figli in un equilibrio rispetto al quale è difficile prendere posizione.
Adam Smith se la cava quindi bene e sembra capace di ulteriore crescita con un soggetto più compatto. Se un improvviso temporale vi costringe ad annullare l'uscita nella notte estiva, "Codice Criminale" può essere un'alternativa interessante.