Competencia Oficial | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Luca Sottimano
7.5/10

"Competencia Oficial" segna il ritorno alla regia della coppia di registi argentini Mariano Cohn e Gastón Duprat, nuovamente in Concorso alla Mostra di Venezia, dove cinque anni fa presentavano "Il cittadino illustre", con cui il protagonista Oscar Martinez ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile. Alla ricerca di riconoscimento e prestigio sociale, un uomo d’affari miliardario decide di produrre un film, per cui assume la famosa regista Lola Cuevas (Penelope Cruz) e due affermati attori, Félix Rivero (Antonio Banderas) e Iván Torres (Oscar Martinez). Tre artisti accomunati dall’ego smisurato e differenti in tutto il resto: Lola è un'autrice d'avanguardia, altezzosa e narcisista; Felix un attore hollywoodiano, capriccioso e dedito alla bella vita; Ivan infine un illustre interprete del teatro radicale, a cui si dedica con rigore. Cohn-Duprat tratteggiano con occhio sardonico queste figure piene di sé e vanagloriose, che non esitano a manifestare principi e sentenze senza accorgersi della loro assurdità.

Tolto l’antefatto e il finale, tutta la trama ruota attorno alle prove prima delle riprese a cui la regista, dai metodi a dir poco estremi, sottopone la coppia di attori. Il film nel film è tratto da un romanzo che narra della rivalità tra due fratelli, tra crimini, colpe, passione e tradimenti. Le dinamiche sono da soap opera, ma i protagonisti puntano indefessi al capolavoro, le risorse economiche messe a loro disposizione sono ingenti, gli spazi opulenti e alla moda. Da questa evidente contraddizione si innestano i toni grotteschi che pervadono tutta la vicenda, in cui si susseguono una serie di situazioni comiche e surreali. L’occasione fornisce ai due attori la libertà di gigioneggiare e entrare in una perenne diatriba che finisce per rispecchiare quelle del film che stanno girando e poi a confondersi con essa. Del resto, per loro è impossibile scindere la propria immagine "autentica" da quella mediata, come evidenziano i tanti specchi e schermi che sovente vediamo rifletterne il volto. La "competizione ufficiale" del titolo è quella che questi mettono in campo per mostrarsi migliore interprete dell’altro, cercando di ingannarsi a vicenda attraverso il potere persuasivo della recitazione. Ed è proprio la questione del trasmettere emozioni e di conseguenza la relazione con lo spettatore a divenire fulcro del loro dibattito: Felix, in quanto star, è sempre attento alle reazioni del pubblico, che cerca di compiacere anche tramite il ricorso massiccio ai social; Iván sentenzia di disprezzare questo e tutta l’industria commerciale. Tratto in comune col personaggio interpretato sempre da Martinez ne "il cittadino illustre", il premio Nobel che, ritornato nella natia Salas, guardava smaliziato e sprezzante i comportamenti ingenui dei suoi compaesani.

La satira sul mondo del cinema si allarga nel finale anche al settore dei giornalisti: durante la conferenza stampa un inviato chiede a Lola se nel suo lavoro è possibile rintracciare l’ideologia femminista, ipotesi rigettata con ironia da questa, rifiutandosi che si debba considerare ogni opera un manifesto di qualche istanza. Sequenza che ricorda quella celebre de "La dolce vita", in cui la prima domanda che veniva posta alla diva interpretata da Anita Ekberg era inerente alla presunta fine della fase neorealista del nostro Cinema. Ma la componente metatestuale, sottotraccia, si amplia per riguardare lo stesso spettatore, che diventa vittima dell’inganno, senza riuscire più a distinguere quando i personaggi stanno recitando. Ma anche a livello ulteriore: all'inizio, Lola racconta al committente la trama del romanzo ma,quando sta per arriivare al finale, la macchina da presa arretra, impedendoci di sentirlo. Esplicitazione della mano di Cohn-Duprat, che nel beffardo finale ricorrono ad un'esplicita rivendicazione del loro ruolo di supremi demiurghi della diegesi di "Competencia Oficial". Che, in definitiva, si rivela, un gioco di scatole cinesi dietro la satira graffiante, un film teoricissimo dietro le tante risate.


05/09/2021

Cast e credits

cast:
Nagore Aranburu, José Luis Gómez, Oscar Martínez, Antonio Banderas, Penélope Cruz


regia:
Mariano Cohn, Gastón Duprat


durata:
114'


produzione:
The Mediapro Studio, RTVE, TV3, Orange España


sceneggiatura:
Andrés Duprat, Gastón Duprat, Mariano Cohn


fotografia:
Arnau Valls Colomer


scenografie:
Alain Bainée


montaggio:
Alberto Del Campo


costumi:
Wanda Morales


Trama

Alla ricerca di riconoscimento e prestigio sociale, un uomo d’affari miliardario decide di fare un film che lasci il segno. Per riuscirci, assume i migliori: un cast stellare formato dalla famosa regista Lola Cuevas e da due rinomati attori, entrambi di enorme talento, ma con un ego ancora più grande: Félix Rivero, attore hollywoodiano, e Iván Torres, illustre interprete del teatro radicale. Entrambi delle leggende, ma non proprio in buoni rapporti.