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Contraband

di Baltasar Kormákur

azione, thriller, Usa/Gb (2012)

CAST & CREDITS

cast:
Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi, J.K. Simmons

regia:
Baltasar Kormákur

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
109'

produzione:
Universal Pictures, Blueeyes Productions, Farraday Films, Working Title Films

sceneggiatura:
Aaron Guzikowski

fotografia:
Barry Ackroyd

scenografie:
Tony Fanning

montaggio:
Elísabet Ronaldsdóttir

musiche:
Clinton Shorter

Contraband | Recensione | Ondacinema

Contraband

di Baltasar Kormákur

azione, thriller, Usa/Gb (2012)

di Giancarlo Usai

Voto: 8.0

Adrenalinico, coinvolgente, vibrante, vivo. Scegliete l'aggettivo che vi pare fra quelli disponibili, ma tutti vanno bene per "Contraband", autentica sorpresa di questa estate cinematografica povera e priva di spunti interessanti. Già, perché le qualità positive di questo thriller d'azione, ambientato un po' a New Orleans e un po' a Panama, hanno una caratteristica in comune: la genuinità. La pellicola che segna l'esordio a Hollywood dell'islandese Baltasar Kormakur, infatti, è un film che si basa su poche e semplici certezze: una storia divisa fra tensione e giallo, un ritmo intenso che non cala mai nell'ora e mezzo abbondante di durata, un cast in forma smagliante che non rinuncia, solo perché si tratta di un film di genere, a dare il meglio nelle maschere in cui vengono calati dalla sceneggiatura.

Se a questo sommiamo un montaggio alternato che sovrappone due storie che si sviluppano in parallelo (quella delle peripezie del protagonista interpretato da Mark Whalberg e quella delle sventure che, nel frattempo, affliggono sua moglie Kate Beckinsale e i pargoli) e una scelta nella fotografia particolarmente felice che dona all'opera quell'aspetto sporco che ricorda alcuni momenti di cinema d'azione manniano o, più semplicemente, delle riprese documentaristiche particolarmente reali, ecco che un film d'azione diventa una pellicola solida e degna di tutte le attenzioni del caso.

Partendo dal soggetto di un thriller islandese in cui aveva recitato da protagonista, Kormakur imbastisce una vicenda a incastro che, nonostante la leggerezza e la linearità dello script, non rinuncia a una certa ambizione nell'affastellare tutte insieme, in un crescendo notevole, alcune costanti di più generi cinematografici. Al noir iniziale in cui il personaggio di Whalberg deve porre rimedio a un pasticcio combinato dal cognato e deve dunque tornare a fare i conti con il suo passato da malavitoso contrabbandiere, si affiancano subito il vero film d'azione fatto di inseguimenti e momenti carichi di tensione (tutta la parte ambientata in mezzo ai falsari di Panama è assolutamente degna di nota) e il thriller familiare fatto di graduali rivelazioni che portano a dei lenti, ma credibili colpi di scena.

Fino al capovolgimento finale in cui, una volta risolti tutti gli intrighi via via disseminati lungo il cammino, il copione porta i personaggi a diventare protagonisti di un giallo "à la Stangata", in cui le vittime diventano imbroglioni nonché protagonisti del classico "grande colpo".

Certo, tutto è facile, tutto è ampiamente già stato detto e messo in scena decine di volte. Ma, ogni tanto, il recensore che deve scrivere di un film, che in altri tempi avremmo definito un "blockbuster movie", tutto sommato deve anche preoccuparsi non solo del grado di originalità dell'opera nel suo complesso, ma anche del suo livello di resa una volta completata. E "Contraband", pur con tutti i limiti di una storia che non tenta mai di intraprendere la strada dell'innovazione, si distingue nel panorama attuale come uno dei migliori action-movie prodotti dall'industria hollywoodiana. Il voto, poi, è sempre questione ardua; potrebbe rispondere a una miriade infinita di criteri. Ci limitiamo solo a svelarne uno, in questo frangente: un punto in più l'opera di Kormakur se lo merita per aver inseguito l'onestà di un cinema di genere che si fa vedere con gusto per la sua stessa semplicità.