Recensioni

Cosmonauta

di Susanna Nicchiarelli

commedia, Italia (2008)

CAST & CREDITS

cast:
Miriana Raschillà, Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Pietro Del Giudice, Valentino Campitelli, Susanna Nicchiarelli

regia:
Susanna Nicchiarelli

distribuzione:
Fandango

durata:
85'

produzione:
Michela Rossi, Domenico Procacci

sceneggiatura:
Teresa Ciabatti, Susanna Nicchiarelli

fotografia:
Gherardo Gossi

scenografie:
Alessandro Vannucci

montaggio:
Stefano Cravero

costumi:
Francesca Casciello

musiche:
Gatto Ciliegia

Cosmonauta | Recensione | Ondacinema

Cosmonauta

di Susanna Nicchiarelli

commedia, Italia (2008)

di Giuseppe Gangi

Voto: 6.0
La regista Susanna Nicchiarelli ha in queste settimane promosso il suo film etichettandolo divertita come un "musicarello sui comunisti". Fortunatamente il film esula dagli schemi narrativi del genere che ci ha "regalato" lavori come "Fatti mandare dalla mamma" e "Cuore matto...matto da legare", e si va inscrivere nella più classica commedia dai toni nostalgici.

La musica ha comunque un ruolo fondamentale per lo svolgersi del film, abile nel provocare il tuffo nel passato grazie alle rielaborazioni di pezzi d'epoca da parte di Max Casacci (dei Subsonica) e alle composizioni strumentali dei Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo: rimane sicuramente impressa la sequenza di Luciana bambina che, col suo vestito da prima comunione, scappa dalla Chiesa, torna a casa, si chiude in bagno e proclama il dissenso alla cerimonia "perché è comunista!", il tutto sulle note di "Nessuno mi può giudicare".

Ma "Cosmonauta" è soprattutto un racconto di formazione su una ragazza che cresce in un piccolo ambiente, reso ancor più piccolo dallo schieramento politico, e che si barcamena tra una famiglia che non le piace (la madre vedova si è risposata con "un fascista"), un partito ancora chiuso alle idee delle donne, un fratello epilettico con cui sognare il cosmo, i primi incidenti sentimentali.

Lo sguardo della Nicchiarelli ha il pregio di non essere troppo indulgente nei confronti della propria protagonista: Luciana non è "bella", ma piuttosto "un tipo", è sempre infagottata in abiti grandi e vecchi (anche per l'epoca), è intelligente ma non l'ascolta nessuno, sa essere odiosa, vendicativa e portare rancore. E' un'adolescente che vive appieno la sua età, non una figurina idealizzata, e di questo dobbiamo dare atto alla regista. Il film smette però di funzionare quando vuole spiccare il volo, fare un salto di qualità, farsi ritratto di un'intera società: le idee ci sono, ma mancano gli spazi, manca l'ampio respiro (anche produttivo) per crescere e diventare grande. La fotografia quasi televisiva e la regia angusta affossano una rielaborazione visiva pressoché assente. Così "Cosmonauta" rimane nel limbo dei film dalle buone speranze non mantenute. E la cosa sorprendente è che nonostante il risultato non esaltante il film sia stato premiato a Venezia (sezione "Controcampo italiano") e salutato da molti come il gradito ritorno della commedia all'italiana: insomma, siamo abituati talmente male che basta così poco per accendersi?

Davvero riuscito è invece l'iniziale cortometraggio d'animazione stop-motion, "Sputnik 5", con protagonisti animali di plastilina. Introduce il tema della conquista dello spazio, che proseguirà all'interno della vicenda attraverso immagini di repertorio, visualizzando le tappe del grande scontro fra comunisti e capitalisti fino all'allunaggio del 20 Luglio 1969, giorno della fine dei sogni sovietici. Storia di una sconfitta (non ancora) annunciata che serve a contrappuntare la narrazione centrale, quella di una lenta disillusione al tempo delle grandi ideologie.