CAST & CREDITS

cast:
Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Cloris Leachman, Clark Duke

regia:
Kirk De Micco, Chris Sanders

distribuzione:
20th Century Fox

durata:
98'

sceneggiatura:
Chris Sanders, Kirk De Micco

fotografia:
Yong Duk Jhun

scenografie:
Christophe Lautrette

montaggio:
Eric Dapkewicz, Darren T. Holmes

musiche:
Alan Silvesrtri

I Croods | Recensione | Ondacinema

I Croods

di Kirk De Micco, Chris Sanders

animazione, avventura, Usa (2013)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.0
La Dreamworks animation tenta il rilancio dopo il sonoro flop del fantasy "Le 5 Leggende" (spiace, uno dei loro prodotti più convincenti), per la prima volta si fa distribuire dalla 20th Century Fox e torna ad affidarsi alle mani capaci di Chris Sanders, già regista di "Dragon Trainer", ad oggi il film più riuscito, epico e toccante della principale concorrente della Pixar. "I Croods" poggia su un'idea accarezzata per quasi dieci anni, che doveva essere realizzata assieme alla Aardman (come per "Galline in Fuga" e "Giù per il tubo"), ma poi continuamente rinviata.

I temi alla base di questo colosso dell'animazione (135 milioni di budget) non si distanziano poi molto da quelli di "Dragon Trainer": anche qui il protagonista è un adolescente (una ragazza però) in rotta con i rigidi dettami del pater familias, che vorrebbe scoprire il proprio posto nel mondo. I Croods sono infatti uomini dell'età della pietra, cavernicoli rozzi ma di buon cuore, che non hanno mai messo il naso fuori dalla grotta in cui sono costretti ad una forzata, scomoda, convivenza. Per il capo famiglia Grug (doppiato in originale da Nicolas Cage, e da noi, molto bene, da Francesco Pannofino) l'unica via per la sopravvivenza in un mondo selvaggio e pericoloso, è la mancanza di curiosità, il privilegio del "non sapere", cullandosi in una beata, sicura, ignoranza in cui le giornate si susseguono identiche, tra la ricerca del cibo e la fuga dall'oscurità incombente della notte. La scheggia impazzita della famiglia è rappresentata dalla ribelle Eep (Emma Stone nella versione originale, Rosalia Misseri da noi, con esiti non del tutto soddisfacenti), che vorrebbe conoscere ed esplorare il mondo al di là della caverna. L'occasione arriva ben presto, poiché un tremendo terremoto (causato dallo spostamento dei continenti, stesso espediente dell'ultimo episodio, pessimo, de "L'era glaciale") devasta l'abitazione e le placide sicurezze della famiglia, costringendola ad unirsi all'"illuminato" e timido Guy (Ryan Reynolds) alla ricerca di una nuova "casa".

Esauriti i riferimenti al platonico mito della caverna, il film di Sanders si trasforma nell'ennesimo "Alla ricerca della valle incantata", contaminato con mille riferimenti visivi ad "Avatar", in cui i protagonisti si trovano alle prese con una natura fiammeggiante e incontaminata, popolata da creature immaginifiche e bizzarre, e in cui dovranno affrontare le loro paure e insicurezze. Il tema "politico" (non è giusto rifugiarsi nell'ignoranza e nell'oscurantismo) è condivisibile, ma lascia ben presto posto ad un più risaputo messaggio pro-familista, dove ancora una volta, è l'unione dei propri cari a fare la forza. La sceneggiatura de "I Croods" ci pare insomma leggermente fuori fuoco e derivativa, nonché infarcita da troppi elementi buonisti che vorrebbero conciliare qualsiasi ambiguità (nel finale anche i presunti "cattivi" si redimono e diventano cuccioloni addomesticati). Nonostante ciò, il divertimento resta immutato, così come la meraviglia dello sguardo.

Da un punto di vista prettamente visivo il film di Sanders rappresenta lo stato dell'arte dell'animazione contemporanea, e lascia basiti per la qualità fotorealistica delle scenografie (il supervisore alla fotografia è il "solito" mago Roger Deakins), per l'abilità nella costruzione delle sequenze dinamiche (il lungo piano sequenza iniziale della "caccia" all'uovo) per la sfrenata fantasia con cui è stata ricreata un'età della "pietra" popolata da creature incredibili e coloratissime (resta nella memoria la gigantesca tigre dai denti a sciabola, così come lo sciame di pennuti killer), e anche l'ormai abusatissimo 3D è sfruttato a dovere. Il ritmo delle gag lascia poco spazio alla noia, e il più delle volte è difficile non sorridere davanti all'anacronismo di alcune trovate narrative (la creazione di pop corn ante litteram, le istantanee), che strizzano l'occhio all'altra celebre famiglia di cavernicoli del cinema d'animazione, "I Flintstones".

Benché lontano dai vertici qualitativi dei prodotti Dreamworks più ambiziosi, "I Croods" sa farsi voler bene: finché dura diverte e incanta grandi e piccoli, il che, oggigiorno, non è poco.