CAST & CREDITS

cast:
Colin Firth, Reese Witherspoon

regia:
Atom Egoyan

distribuzione:
Notorious Pictures

durata:
114'

produzione:
WorldView

sceneggiatura:
Scot Derrickson

fotografia:
Paul Sarossy

Devil's Knot - Fino a prova contraria | Recensione | Ondacinema

Devil's Knot - Fino a prova contraria

di Atom Egoyan

legal thriller, Usa (2014)

di Alberto Mazzoni

Voto: 5.0

Il caso dei "West Memphis Three" è abbastanza noto a coloro che alla fine degli anni 90 erano appassionati di musica metal o comunque "alternativa" (così la chiamavamo). Tre ragazzi vengono condannati per l'omicidio di tre bambini, avendo come principale prova a loro carico quella di essere vagamente appassionati di occultismo metal e affini.

Atom Egoyan ricostruisce questa vicenda dedicando il primo terzo del film all'omicidio dei bambini e il resto alla fase processuale quindi siamo dalle parti del legal thriller. Purtroppo questo genere si basa sul carisma degli avvocati e degli attori che li impersonano ma su questo versante il film fallisce totalmente. L'investigatore privato interpretato da Colin Firth dovrebbe adempiere al ruolo narrativo dell'avvocato che si dedica alla causa persa spinto da motivi morali, ma alla fine del film il personaggio e le sue inquietudini non lasciano traccia alcuna. Egoyan non riesce a farci empatizzare neanche con la madre che ha perso il figlio (Reese Whiterspoon). Gli ultimi film avevano già segnalato la discesa del regista verso la mestizia del prodotto su commissione con piccoli inserti inquietanti "d'autore", e "Devil's Knot" non fa che confermare questa deriva. In questo caso gli inserti sono i sogni dei due personaggi summenzionati, uniche occasioni in cui Egoyan gioca timidamente con le luci e il montaggio. Alla fine sono due le sequenze interessanti - il ritrovamento dei cadaveri, che mescola tensione horror e pudore, e l'uscita dal tribunale in cui le urla dei fondamentalisti cristiani tutti Elvis e apple pie sono accostate al metal ascoltato dagli accusati.

Il grande assente alla fine è proprio la cultura metal - occultistica, che avrebbe fornito sulla carta un ottimo spunto cinematografico. In particolar modo essere riusciti a rendere non interessante un personaggio come Damien Echols (il principale accusato) deve essere stato non semplice dati i diversi livelli di lettura (dal disagio sociale, alla follia, all'intellettualismo) con cui poteva essere affrontata la sua vicenda umana. Sarebbe forse bastato assegnare il ruolo alla stella in ascesa Dane DeHaan invece di relegarlo inspiegabilmente in un ruolo minore. Ma Egoyan non persegue neanche la strada del film di critica sociale: alle gravissime colpe della polizia o all'oppressione religiosa nella Bible belt viene dedicato il minimo tempo possibile. Insomma questi fatti sono successi senza contesto, senza significato, quasi verrebbe da dire senza conseguenze, e il punto di vista da cui vengono guardate è quello della lettura del verbale. Forse Egoyan si è fatto bloccare dal timore di dire qualcosa di improprio in una vicenda che aveva già causato tanto dolore nella realtà?

Notare come il trailer sia volutamente ambiguo, dato che i) fa vedere DeHaan in manette (così suggerendo sia uno degli imputati, quindi uno dei protagonisti), ii) si basa in buona parte sui sogni in modo da tale da far credere che si tratti di un horror quando invece è un legal thriller e pure piuttosto piatto.