CAST & CREDITS

cast:
Roisin Grieco, Amine Slimane

regia:
Attilio Azzola

distribuzione:
Fuoricampo

durata:
90'

produzione:
Fuoricampo

sceneggiatura:
Attilio Azzola, Mario Nuzzo, Beba Slijepcevic

fotografia:
Valerio Ferrario, Selene De Rui

scenografie:
Riccardo Pirovano

montaggio:
Massimo Sbaraccani, Attilio Azzola

musiche:
Mario Buttafava, Gipo Gurrado, Mell Morcone

Diari | Recensione | Ondacinema

Diari

di Attilio Azzola

commedia, Italia (2008)

di Claudio Zito

Voto: 6.0
Bisognerebbe essere più tolleranti con chi realizza film con pochi mezzi finanziari a disposizione. Prendiamo questo "Diari", ad esempio. Sarebbe facile accanirsi, da critici inflessibili e spietati (e un po' repressi), contro un'opera che sconta una recitazione relativamente (sperando che gli autori non si offendano) dilettantesca.
Data non tanto l'impossibilità di scritturare attori professionisti, quanto la volontà di coinvolgere giovani studenti, sin dalle primissime fasi ideative e realizzative, in un progetto ben preciso, la produzione fa virtù della necessità che i protagonisti siano ragazzini e sceglie interpreti improvvisati, che il regista debuttante non ha il polso per dirigere. Certo, forti della penna che si impugna, un film simile si può agevolmente massacrare; ma si può anche optare per un approccio più costruttivo, volto a evidenziarne i piccoli e grandi meriti.

Tre episodi: Leo è una ragazza spensierata, finché suo padre "desaparecido" decide di far ritorno nella sua vita; Alì è un talentuoso e intraprendente disegnatore di manga, Michele un professore in pensione, appassionato di ballo liscio e orfano del suo antico amore.
La materia è plasmata mettendo in campo una grande sincerità, l'ottimismo di dare per scontata l'integrazione (gli stranieri parlano italiano anche in casa, episodi di diffidenza e intolleranza razziale sono sostanzialmente assenti), passione e garbo.

Presentato a Cannes 2008 con poche pretese, nel silenzio-dissenso dei mass-media, se ne è tornato a casa con in mano il "Grand Prix Ecrans Junior" per il miglior film.
Non è poi difficile capire le motivazioni della giuria: se si evita di caricare "Diari" di aspettative, si soprassiede alle ingenuità di molti dialoghi, si può entrare in empatia con i personaggi e apprezzare la tenue poesia insita nelle loro vicissitudini sentimentali. L'applauso scrosciante in sala udito da chi scrive ne è la palese dimostrazione.