CAST & CREDITS

cast:
Jay Baruchel, Cate Blanchett, Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera, Jonah Hill, Christopher Mintz-Plasse

regia:
Dean DeBlois

distribuzione:
20th Century Fox

durata:
102'

sceneggiatura:
Dean DeBlois

montaggio:
John K. Carr

musiche:
John Powell

Dragon Trainer 2 | Recensione | Ondacinema

Dragon Trainer 2

di Dean DeBlois

animazione, avventura, fantasy, Usa (2014)

di Alex Poltronieri

Voto: 6.0
Capitolo centrale di un'annunciata trilogia, "Dragon Trainer 2" coerentemente porta ad un gradino successivo i temi affrontati nella precedente (bellissima) pellicola, consolidandone le fondamenta. Se il primo capitolo affrontava fanciullescamente il tema dell'incontro con il "diverso", e della crescita, che passa quasi sempre attraverso la perdita (in quel caso, coraggiosamente, si trattava, letteralmente, della perdita di sé stessi: il protagonista umano perdeva un arto), questo sequel verte attorno all'accettazione delle proprie responsabilità, alla difficoltà dell'entrare a far parte del mondo degli adulti. Difatti, il tono è decisamente più cupo rispetto al film che l'ha preceduto, con abbondanza di sequenze di battaglia e scontri all'ultimo sangue, senza la consapevolezza ironica che alleggeriva la prima avventura.

Il giovane vichingo Hiccup è cresciuto, ha portato la pace tra uomini e draghi, e ora tutti nel suo villaggio convivono con una delle creature volanti, accudendole come animali domestici. Ma il destino incombe, e se da un lato il padre Stoick vorrebbe affidargli le redini del potere, dall'altro un'oscura minaccia incombe all'orizzonte: un misterioso cacciatore di draghi, che piega al proprio volere le creature alate e utilizza il loro potere per depredare e conquistare i villaggi vicini. Durante il suo difficile percorso di crescita Hiccup si scontrerà ancora una volta contro delle dure lezioni morali: perderà una persona da lui amata, imparerà che non sempre è possibile ragionare con gli essere umani, e la guerra talvolta è inevitabile. La sceneggiatura del film firmata dallo stesso regista Dean DeBlois, per quanto alzi le ambizioni, non possiede la miracolosa leggerezza del prototipo, e il ritmo stenta a decollare. C'è una certa problematicità nel creare un climax emozionale, troppi personaggi inediti entrano in scena nello stesso momento, senza avere il tempo di essere sviluppati a dovere. DeBlois, che nel primo film aveva avuto l'audacia di rinunciare ad un vero e proprio villain, stavolta sembra quasi costretto a rispettare canonicamente certi topoi del genere, a partire da un cattivo monodimensionale, mai davvero inquietante, e una lunghissima battaglia finale in cui il numero di draghi è centuplicato rispetto a quella della precedente pellicola.

Se i più piccoli continuano a divertirsi, l'impressione, per chi aveva applaudito la chiave inedita del primo capitolo, è di un sequel che mira ad un pubblico più ampio, inglobando elementi universali (non manca nemmeno un momento musical) e per certi versi "obbligati" nel cinema d'animazione hollywoodiano. Inutile cercare di celare un pizzico di delusione. Fermo restando che ci troviamo di fronte ad un prodotto più che dignitoso, impreziosito da un comparto visivo davvero superlativo. Il direttore della fotografia Roger Deakins è ancora una volta chiamato in causa in veste di "supervisore visivo", e le immagini lasciano effettivamente senza fiato. I lunghi volteggi dei draghi sopra i villaggi vichinghi o gli enormi specchi d'acqua, sono restituiti con la stessa grazia ed epicità del primo capitolo, riuscendo a far provare al pubblico l'ebrezza del volo e tutta l'adrenalina della caduta libera. L'aumento dei draghi e la sempre maggiore spettacolarità delle sequenze di battaglia stavolta porta l'immagine ad un sovraccarico non distante dai patchwork à la "Transformers", in cui diventa arduo seguire e capire tutto ciò che sta accadendo sullo schermo, rilanciando ancora una volta gli standard del genere.

L'ottimo cast vocale (questa volta c'è anche Cate Blanchett) ben restituito nella versione italiana, e l'emozionante colonna sonora di John Powell, contribuiscono alla riuscita di un kolossal professionalmente ineccepibile, che senza dubbio non lascerà scontente le platee, pur non possedendo il coraggio e la poesia del primo capitolo. Il terzo, ed ultimo episodio è già stato annunciato per l'estate 2016.