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recensione di Carlo Cerofolini
6.5/10

Dopo aver denunciato l’omertà della chiesa francese in un film di cruda attualità come "Grazie a Dio" François Ozon continua a indagare i recessi dell’animo umano con una storia in cui il regista torna a parlarci in prima persona dei temi che lo riguardano da vicino. "Été 85", infatti, prende in considerazione l'adolescenza nel momento della sua massima manifestazione, ovvero nell'esplosione dei sensi intesa come "conoscenza" dell'altro. Dunque non sorprende la scelta dell’autore francese di collocarne la storia all’interno di una sospensione temporale, ovvero di una vacanza da sé e dal mondo volte a favorire  naturalezza e spontaneità rivelatrici della vera natura dei personaggi. In questi termini l'ambientazione di "Été 85" lo è per antonomasia poiché gli avvenimenti che vi sono narrati si svolgono nella stagione estiva che, per un sedicenne come Alexis, equivale alla fine della scuola e dunque all’essere padroni del proprio tempo. E con il paesaggio naturale e in particolare il mare della Normandia chiamato nella sua funzione catartica e psicanalitica ad accompagnare le trasformazioni dei personaggi. 

Ciò detto, a sottolineare l'eccezionalità del contesto e la potenza immaginifica che ne caratterizza le manifestazioni, ci pensa il regista a partire dalla sequenza relativa al primo incontro tra i due protagonisti: la compostezza visiva in cui si verifica l'apparizione di David a bordo della barca con cui si appresta a salvare Alexis dal possibile naufragio appare infatti più sognata che reale. Calmo e sicuro di sé, quella di David è una presenza salvifica adatta a scatenare l'immaginario di chi come Alexis sta cercando qualcosa o qualcuno che lo aiuti a fuggire dalla propria esistenza. 
Se il passaggio dalla riconoscenza all'innamoramento è la naturale conseguenza della predisposizione sentimentale delle parti in causa in "Été 85" a creare il pathos non è tanto la scoperta dell'amore quanto piuttosto ciò che lo minaccia poiché Ozon ricostruisce a ritroso i fatti iniziando a raccontarli dopo la morte di David e nell'istante in cui Alexis è
chiamato a risponderne alle autorità.

Come in un noir hollywoodiano, e nella fattispecie in "Viale del tramonto", anche "Été 85" sin dal principio non fa mistero della sorte dei protagonisti, con ciò lasciando intendere che la soluzione dell'intrigo non consista nel capire che cosa o chi abbia provocato la morte del ragazzo ma quale significato assuma nell’ambito della storia. 
Da autore di razza e amante dei generi sul piano formale, Ozon architetta le mosse dei personaggi facendone le pedine di un mélo classico, con passioni, gelosie e tradimenti chiamati in causa quando si tratta di scombinare l’idillio dei due amanti. In questo senso "Été 85", filmato in Normandia con luce naturale, facce inedite e spontaneità da nouvelle vaugue, sembra una versione in nero di un film di Erich Rohmer. 

Che poi la trama si arricchisca di riferimenti e sottotesti destinati a non cambiare di molto l’ordine delle cose è un’altra storia. D’altro canto, è pur vero che il fascino di un film come questo consiste anche nella capacità di essere altro da sé e dunque di tradire in qualche modo le regole del genere per aprirsi a suggestioni di tipo letterario come lo è quella di associare l’esperienza dei due ragazzi alla relazione tra Rimbaud e Verlaine. Oppure di ragionare sui meccanismi dell’arte a cominciare dalla funzione terapeutica e taumaturgica della scrittura segnalata dall’espediente di assegnare alla pagina scritta il compito di enunciare verità che non possono esser dette. Se, come dice Ozon attraverso Alexis, "inventiamo sempre le persone che amiamo" e che farlo ci consente di fuggire da noi stessi, a farsi strada è la conferma della natura fantasmatica dell’amore e ancora la confessione di un’artista che continua a raccontarsi attraverso le relazioni dei suoi personaggi. Nel caso di "Été 85" lo fa con una fantasia meno fervida di altre volte ma con la malinconia e la tenerezza suscitate dal ricordo delle fragilità della (propria) gioventù.


21/10/2020

Cast e credits

cast:
Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Valeria Bruni Tedeschi, Melvil Poupaud:


regia:
François Ozon


distribuzione:
Academy Two


durata:
100'


produzione:
Mandarin Productions, Scope Pictures


sceneggiatura:
François Ozon


fotografia:
Hichame Alaouie


montaggio:
Laure Gardette


costumi:
Pascaline Chavanne


musiche:
Jean-Benoît Dunckel


Trama
Pe Alexis è David l'estate dell'85 è di quelle che non si possono dimenticare