CAST & CREDITS

cast:
Omar Sy, Clémence Poésy, Gloria Colston, Ashley Walters, Antoine Bertrand

regia:
Hugo Gélin

distribuzione:
Lucky Red

durata:
118'

produzione:
Vendôme Production, Mars Films, TF1 Films

sceneggiatura:
Hugo Gélin, Mathieu Oullion

fotografia:
Nicolas Massart

scenografie:
Emmanuelle Duplay

montaggio:
Valentin Feron, Grégoire Sivan

costumi:
Isabelle Mathieu

musiche:
Rob Simonsen

Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse | Recensione | Ondacinema

Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse

di Hugo Gélin

commedia, drammatico, Francia/Gran Bretagna (2016)

di Emanuele Richetti

Voto: 2.0
Sono passati ormai sei anni - cinque, se si considera la data d'uscita italiana - da quando "Quasi amici" sbancò i botteghini di tutto il mondo, trovando un'accoglienza calorosa tanto nel grande pubblico quanto in una fetta non indifferente della critica specializzata. L'eco di quel fortunato film ancora risuona in commedie che, tentando di replicarne il clamoroso successo, finiscono invece spesso col diventarne mediocri riproduzioni. Fra i meriti ascrivibili alla pellicola del 2011, però, non si può negare quello di aver lanciato uno dei più interessanti attori comici francesi: Omar Sy, recentemente approdato anche a Hollywood con "X-Men - Giorni di un futuro passato", "Jurassic World" e "Inferno" (e che Gondry ha voluto per il suo "Mood Indigo"). Era lui il cardine attorno alla cui vis comica ruotava tutta la narrazione di "Quasi amici"; ed è lui il mattatore anche di questo "Demain Tout Commence", remake francese di un film messicano ("No se Aceptan Devoluciones") e opera seconda del regista Hugo Gélin dopo "Comme des Frères".

Samuel (Omar Sy) guida delle imbarcazioni per un villaggio turistico nel sud della Francia, conducendo una vita sregolata tra feste notturne, alcool, bugie e saltuarie relazioni amorose. Questa sua anarchica routine è destinata a spezzarsi quando una mattina trova ad accoglierlo Kristin (Clémence Poésy), una delle tante ex-conquiste, la quale lascia a Samuel una bambina, Gloria (Gloria Colston), nata dal rapporto tra i due. Non volendo prendersi la responsabilità della crescita della piccola, Samuel decide inutilmente di andare a cercare la stessa Kristin a Londra per restituirle la neonata, ma perderà in Inghilterra i documenti e i soldi con cui ritornare in patria. Venendo, a causa dell'ennesima trasgressione, anche licenziato, senza speranza sarà costretto a rivolgersi a Bernie (Antoine Bertrand), produttore cinematografico, che offrirà a Samuel una casa e un lavoro stabile come stuntman. Nel corso degli anni, Samuel imparerà a crescere la propria figlia e si trasformerà in un padre esemplare; almeno fino al ritorno, dopo otto anni, di Kristin, determinata a recuperare il tempo perduto con Gloria.

A una prima parte molto canonica, dove Omar Sy, come era facile prevedere, occupa il centro della quasi totalità delle scene, si affianca una seconda metà - la cui cesura è data dal ritorno del personaggio interpretato da Clémence Poésy - dove ambiziosamente Gélin spazia nei generi cinematografici e nei registri stilistici. Se quindi inizialmente si assiste alla più tradizionale e stereotipata commedia dal sapore televisivo, con il passare del tempo Gélin sembra volere sovvertire le aspettative del pubblico, inanellando una serie di scelte narrative assolutamente incoerenti con il tono dominante del film e inaccettabili per la loro banalità e artificiosità. Prima dell'ellissi temporale che divide la pellicola in due blocchi, il registro comico domina su quello drammatico, in un continuo déjà vu di situazioni e personaggi che, tuttavia, non infastidisce troppo grazie alla spontaneità del protagonista e a una certa sincerità della messa in scena.

Ma "Demain Tout Commence" non si accontenta di essere una mediocre commedia piena di cliché basata sull'estro del suo personaggio principale, e decide così di mostrare tutto l'impianto didascalico alla base dell'opera: i momenti comici, pur sempre presenti, si indeboliscono mano a mano per lasciare lo spazio a momenti più introspettivi. Senza un briciolo di parsimonia, vengono chiamati in causa i temi più disparati e delicati: dalla riflessione sul ruolo del genitore si passa a quella sulla morte, sullo scorrere del tempo, su cosa sia e rappresenti la felicità; peccato, però, come essi siano trattati senza profondità e in modo talmente retorico da sconfinare più volte nel patetico. Gélin decide di mettere di tutto dentro a questo calderone e si assiste così, ad esempio, a sequenze lirico-simboliche (dove si possono notare inquietanti parallelismi con il "Moonlight" di Jenkins, con Omar Sy al posto di Mahershala Ali), a citazioni gratuite completamente fuori contesto (si arriva a omaggiare persino Wong Kar-wai) o, addirittura, a incursioni nel territorio del dramma legale.

Sotto il profilo tecnico sarebbe poi difficile pensare a una produzione più canonica di questa, e che anzi mostra una certa inesperienza soprattutto nell'uso del montaggio, dal sapore naïf e colpevole di lasciare poco respiro ai dialoghi e all'interazione tra i personaggi. Una nota, infine, la meritano proprio quest'ultimi che, privi di originalità, spesso si segnalano per i loro caratteri macchiettistici: su tutti, Bernie, il produttore omosessuale, infastidisce per la grossolanità della sua rappresentazione, che ne esaspera i luoghi comuni e riferisce la maggioranza delle soluzioni comiche alla sfera sessuale.

Il finale stucchevole, con il gigantesco sorriso di Omar Sy, sembra essere il perfetto compendio a quest'opera sconnessa, arrogante eppure tremendamente convenzionale. "Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse" è (e sarà molto probabilmente anche qui in Italia) un grosso trionfo al botteghino, ma ciò non può fuorviare un'analisi prettamente artistica della pellicola in questione. E, da questo punto di vista, quello di Gélin si avvicina molto di più a un enorme pasticcio.