CAST & CREDITS

cast:
Miles Teller, Jamie Bell, Michael B. Jordan, Kate Mara

regia:
Josh Trank

distribuzione:
20th Century fox

durata:
100'

produzione:
Avi Arad

sceneggiatura:
Simon Kinberg

fotografia:
Matthew Jensen

montaggio:
Elliot Greenberg

costumi:
Geoorge L Littel

Fantastic 4 - I Fantastici Quattro | Recensione | Ondacinema

Fantastic 4 - I Fantastici Quattro

di Josh Trank

supereroi, fantascienza, Usa (2015)

di Alberto Mazzoni

Voto: 5.0

Limitiamoci alla Marvel. I Vendicatori sono la potenza strafottente. L'Uomo Ragno l'adolescenza tormentata. Gli X-Men la ribellione degli emarginati. Devil e il Punitore il lato oscuro della città. Ma prima di tutti c'erano i Fantastici Quattro, un fumetto in equilibrio tra lo stupore di mondi fantastici e la sicurezza familiare. In pratica, l'unico basato su temi passati di moda, praticamente non filmabili in questo millennio.

Le notizie positive sono che abbiamo come protagonista Miles Teller e come regista Josh Trank, reduci dalla buone seppur non originali prove di "Whiplash" e "Chronicle", e come spalla il sempre valido Jamie Bell che aveva ruoli di supporto pure in "Snowpiercer" e "Nymphomaniac", due dei film migliori degli ultimi anni. Infatti su queste tre gambe il film riesce ad avanzare per la prima mezzora, mantenendosi su livelli dignitosi del cinema di questo genere e forse persino qualcosa di più.

Presto però diventano evidenti due problemi macroscopici. Primo, il fatto che a guidare il protagonista Reed Richards sia un puro desiderio di conoscenza è l'elemento originale del film, ma allora perchè riempire la sceneggiatura di scemenze parascientifiche che neanche le pistole a neutroni dei film anni '50? E perchè la svolta centrale del film deve essere causata dal fatto che per 10 minuti Richards si comporta come un idiota totale infilando un comportamento assurdo dietro l'altro con tutti che gli danno retta? Secondo problema: le scene d'azione. Il personaggio di Johnny Storm viene introdotto dalla corsa di macchine più loffia mostrata in un film a grosso budget dai tempi di "Batman Begins". E tutte le scene d'azione successive sono probabilmente peggiori. In un film di questo genere, non è accettabile. Dove è finito il Trank che filmava battaglie di adolescenti nei cieli in tempesta? Mistero.

Il colpo di grazia al film e allo spettatore lo dà però lo scontro finale con la nemesi del gruppo Victor Von Doom (inspiegabilmente raffigurato come un no-global). Infatti questo scontro finale in pratica non c'è. Due botti e tutti a dormire. Esattamente come nel caso di "World War Z" pare evidente che l'ultimo terzo del film sia stato fatto una prima volta, scartato dalla produzione e quindi girato di nuovo a budget finito. Il risultato è di una certa mestizia.

Non si può non mettere nel giusto contesto questo esito non disastroso ma senza dubbio deprimente. Macro: prima di essere acquisita dalla Disney, la Marvel aveva venduto i diritti di Uomo Ragno (Sony), X-Men e Fantastici Quattro (Fox). Adesso rivorrebbe tutto indietro. Per farlo la Marvel è arrivata alle impensabili mosse di chiudere il fumetto dei Fantastici Quattro (la testata più longeva della casa editrice) e di far morire Wolverine, il personaggio principale degli X Men, in modo tale da creare terra bruciata attorno ai prossimi film della rivale. Vergogna su Stan Lee che permette che le sue creature siano manipolate in questo modo... I diritti tornano comunque indietro se non vengono fatti film ogni tot anni, e questo spiega sia l'assurdo reboot dell'Uomo Ragno di qualche anno, sia il film che qui recensiamo. Girare film al solo fine di aggirare cavilli legali, non ci sono parole. Micro: pare che Trank abbia litigato con la Fox almeno quanto Whedon ha litigato con la Marvel per gli ultimi Avengers, e entrambi hanno sconfessato il proprio film. Su internet potete trovare i messi della Fox che descrivono Trank come uno psicopatico misogino manesco etc etc, sostanzialmente per rovesciare su di lui la responsabilità del flop. Non so se sia vero, ma non è elegante.

All'inizio di "Birdman" il protagonista chiede se siano disponibili una serie di giovani promettenti e scopre che stanno tutti girando film di supereroi. Per Miles Teller e Josh Trak non è stata una buona idea. Non sempre si deve dire di sì: in fondo, anche se si tratta di un altro campionato, dopo "Le iene" a Quentin Tarantino avevano offerto di dirigere "Speed" e "Men in Black". Non è solo questione di registi in affitto o meno, ma è che si fa presto a finire schiacciati dalle produzioni di questi film che costano quanto ospedali.