CAST & CREDITS

cast:
George Clooney, Meryl Streep, Jason Schwartzman, Bill Murray, Michael Gambon, Willem Dafoe, Eric Chase Anderson

regia:
Wes Anderson

distribuzione:
20th Century Fox

durata:
87'

sceneggiatura:
Wes Anderson, Noah Baumbach

fotografia:
Tristan Oliver

scenografie:
Nelson Lowry

montaggio:
Andrew Weisblum

musiche:
Alexandre Desplat

Fantastic Mr. Fox | Recensione | Ondacinema

Fantastic Mr. Fox

di Wes Anderson

commedia, animazione, Usa/Gran Bretagna (2009)

di Alex Poltronieri

Voto: 8.0
"Nel paese delle creature selvagge" e ora "Fantastic Mr. Fox" sono il segnale di un rinnovato ritorno all'infanzia per i giovani autori americani. Il primo ispirato al libro illustrato di Maurice Sendak, il secondo tratto dall'omonimo racconto di Road Dahl, entrambi portati sullo schermo da due enfant prodige del cinema underground Usa. Ritorno all'infanzia si era detto. Ma filtrato attraverso un'ottica adulta e nevrotica, che potrebbe spiazzare e lasciare sconcertati il pubblico dei più piccoli. Ma se (a parere di chi scrive) il live action di Spike Jonze, benché mosso da ambiziosissimi intenti (frammentare la personalità del protagonista in tanti problematici personaggi) falliva clamorosamente a livello emozionale - narrativo, incartandosi in una sceneggiatura eccessivamente cupa, cerebrale e ripetitiva, il "Mr. Fox" di Anderson è un piccolo grande miracolo.

Se la scelta del stop motion è di per sé azzeccata poiché riporta il cinema d'animazione al piacere artigianale degli albori della settima arte (e poi che meraviglia di colori e particolari), essa è anche motivata da una precisa scelta tematica. I Tenenbaum, così come Steve Zissou o i tre fratelli de "Il treno per il Darjeeling", con il loro corollario di oggetti su misura, abiti sgargianti e tic semiseri, sono a tutti gli effetti personaggi da cartoon o fumetto, e non si discostano affatto dai pupazzi di plastilina come Mr. Fox e la sua combriccola. "Fantastic Mr. Fox" non pare affatto un'anomalia (o una concessione al mainstream per famiglie) nel percorso di Anderson, ma il passo logico successivo della sua opera. E il perfetto cast di voci (che ne sarà con il doppiaggio italiano?), affidato ad alcuni degli attori feticcio del regista di "Rushmore" (Schwartman, Murray, Wilson, Brody, Dafoe, con le eccellenti new entry Clooney e Streep) non fa che rafforzare il parallelo tra umani e pupazzi. Coadiuvato in sceneggiatura dall'amico Noah Baumbach ("Il calamaro e la balena", "Il matrimonio di mia sorella"), esperto in famiglie allo sfascio e rapporti disfunzionali, Anderson, al contrario di Jonze, non sacrifica proprio nulla del piacere della visione: una vera meraviglia per gli occhi, "Fantastic Mr. Fox" è una sequela di momenti spassosi, gag visive (l'assalto ai pennuti nell'incipit che si snoda attraverso un carrello laterale simile a quello utilizzato per descrivere i vari "strati" del sottomarino di Zissou) e verbali, personaggi indimenticabili (Kylie l'opossum imbranato, il Ratto psicopatico, Kristofferson, il prodigioso nipote di Mr. Fox), un ritmo che non da tregua per ottantasette minuti, infarcito di citazioni a catena e trovate gustose. E' il film di Anderson più gioiosamente fantasioso dai tempi di "Rushmore": ci sono duelli degni di uno spaghetti western, narrazione spezzata in capitoli, in colonna sonora si mescolano Rolling Stones (mai avremmo pensato di sentire "Street Fighting Man" in un film tratto da Road Dahl), Beach Boys, Georges Delerue e Jarvis Cocker (da la voce allo sgherro canterino Petey), momenti di elegiaca, spiazzante commozione (l'incontro con il lupo, la morte del ratto).

E in filigrana affiora il tema portante della filmografia del regista, l'implosione e la forza della famiglia, contrapposte all'intelligenza individuale: lo scaltro Mr. Fox non può reprimere i suoi istinti da cacciatore ("sono un animale selvatico") e, scatenando l'ira di tre spietati allevatori, mette in pericolo i suoi cari e l'intero regno animale, ma al contempo è in difficoltà nel mantenere saldo il suo nucleo affettivo. Ash, figlio "diverso" e incompreso, si vede preferire il nipote Kristofferson, imbattibile in ogni campo e pure rubacuori. La moglie di Fox è all'oscuro delle losche incursioni notturne del marito e sospira "non avrei dovuto sposarti". Insomma, un variegato insieme di nevrosi e "umanità" che non ha nulla da invidiare al mondo reale. E forse è proprio questo che vuole dirci Anderson: nonostante migliaia di anni di evoluzione, non siamo più complicati di una volpe e della sua scombussolata famiglia.