Un fidanzato per mia moglie | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Giancarlo Usai
4.0/10

Prima di ogni stroncatura, come abbiamo già avuto modo di affermare altre volte, ci preme sempre cercare tutte le attenuanti del caso. Stavolta, forse, dobbiamo riferirci all'identità del regista, tale Davide Marengo, napoletano, al suo terzo lungometraggio cinematografico. Prima di questa pallida e anonima commedia romantica distribuita in pompa magna dalla 01, Marengo si è cimentato con un cinema di nicchia, privilegiando i campi "di genere", solitamente meno avvezzi a trionfare nelle sale italiane.

Lo ricordiamo sia dietro la macchina da presa di "Notturno bus", sia al lavoro con "The lithium conspiracy", noir passato solo in qualche festival, adattamento per il grande schermo di uno sfortunato ma affascinante romanzo di Tullio Avoledo. Seppure non è mai riuscito a segnare un punto decisivo nella sua pur breve carriera, il regista campano si è comunque fatto notare per una certa dose di coraggio, sia nella scelta dei soggetti sia nello stile "oscuro" usato per entrambi i suoi film. Forse notato dall'industria della larga distribuzione, per il suo terzo lavoro ha deciso di abbandonare le atmosfere da noir e ha abbracciato la più convenzionale commedia nazional-popolare, affollata di stereotipi e popolata da volti noti della televisione commerciale.

"Un fidanzato per mia moglie" si delinea su un canovaccio poco originale: coppia in crisi, psicoterapia di coppia, equivoci e gelosia a grappoli, il terzo incomodo che altro non è che la nemesi del marito. Ed ecco che il remake di un campione d'incassi argentino di qualche anno fa diventa l'occasione per schierare in campo una squadra di star del cabaret televisivo: Luca e Paolo nel solito doppio ruolo dello scavezzacollo donnaiolo e del posato squinternato e Geppi Cucciari che alterna la sua acidità già sperimentata in diversi programmi tv alla cadenza sarda, buona per "localizzare" geograficamente anche questa pellicola.

Il compito dei protagonisti è arduo: senza alcuno spunto di novità, limitandosi a una riscrittura del film sudamericano originale per poter adattare la storia alla nostra Milano, "Un fidanzato per mia moglie" non aggiunge nulla allo script in fase di regia o di messa in scena. E così tutti i limiti degli interpreti principali vengono amplificati. Ed è soprattutto il tentativo di emulare le commedie leggere più fortunate della Hollywood contemporanea che naufraga senz'appello. Nel passaggio dal registro prettamente comico a quello romantico, l'abilità di cambiare tono di Luca, Paolo e della Cucciari si palesa in tutta la sua inadeguatezza. Peccato, anche perché riconfermiamo la nostra simpatia per tutti loro, già in passato capaci di regalare momenti di brillante divertimento, al cinema o in tv, se accompagnati in spazi e storie a loro più congeniali.

"Un fidanzato per mia moglie", al termine della sua ora e mezza, si palesa con tutti i difetti intrinseci all'operazione stessa: un ennesimo tentativo di nascondere la carenza di commedianti autorevoli del panorama nazionale con un'azione di maquillage fatta con un po' di idee riciclate e chiamando a metterle in pratica una squadra di volti facilmente riconoscibili dal grande pubblico.


05/05/2014

Cast e credits

cast:
Paolo Kessisoglu, Geppi Cucciari, Luca Bizzarri, Dino Abbrescia, Franz


regia:
Davide Marengo


distribuzione:
01 Distribution


durata:
97'


produzione:
IBC Movie con Rai Cinema


sceneggiatura:
Francesco Piccolo e Davide Marengo


scenografie:
Paola Comencini


costumi:
Eva Coen


Trama
Camilla, sarda doc, lascia la sua bella isola e si trasferisce nel capolouogo lombardo per amore di Simone, milanese al 100%. Dopo due anni di convivenza la coppia entra in crisi e decide di separarsi. Alla vigilia dell'appuntamento in tribunale, fanno una seduta di psicoterapia di coppia per valutare una possibile ricucitura prima dello strappo definitivo, scoprendo che le ragioni di fondo del loro amore non sembrano essere state intaccate del tutto... Remake del film argentino del 2008 “Un novio para mi mujer” del regista Juan Taratuto.