CAST & CREDITS

cast:
Edward Norton, Tim Blake Nelson, Keri Russel, Susan Sarandon, Richard Dreyfuss

regia:
Tim Blake Nelson

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
105'

produzione:
Class 5 Films

sceneggiatura:
Tim Blake Nelson

fotografia:
Roberto Schaefer

scenografie:
Maria Nay

montaggio:
Michelle Botticelli

costumi:
Caroline Eselin

musiche:
Jeff Danna

Fratelli in erba | Recensione | Ondacinema

Fratelli in erba

di Tim Blake Nelson

commedia, drammatico, Usa (2009)

di Magda Di Genova

Voto: 7.5

Mi approccio dubbiosa a "Fratelli in Erba". Perché io adoro Edward Norton, solo a pensarlo gli occhi mi si fanno grandi grandi e a forma di cuore. ... Effetto che si annulla appena ripenso alle sue incursioni nella commedia perché, ammettiamolo, non c'è film degno di essere particolarmente ricordato.
A stemperare il mio nervosismo, c'è la consapevolezza che Norton tenga a questo film: la casa di produzione, la Class 5 Films, appartiene a lui; ne è anche produttore; e ha accettato una paga al di sotto della metà del suo solito compenso per girare questo film. Impossibile crederci più di così. Però poi penso che probabilmente teneva tanto anche a "Tentazioni d'Amore" perché ne era il protagonista, ma anche il regista e, comunque, non mi è piaciuto da impazzire. Nonostante la presenza di Lisa Edelstein.
Quindi ora me ne sto qui, seduta al cinema aspettando che il film inizi domandomi come sarà, guardando il programma, chiedendomi quanto dura e se riesco a essere in casa per I Simpson.
Poi il film comincia e bastano le poche battute iniziali per avere tutto: Edward Norton, gli occhi grandi grandi a forma di cuore e la consapevolezza che questo sarà un film favoloso.

Bill Kincaid (il bel Norton) è un docente di Filosofia Classica che, appena ha potuto, ha preso irrimediabilmente le distanze dalle proprie origini.
Suo gemello è Brady Kincaid (il meraviglioso Norton. Roba che quando me l'hanno inquadrato in versione "simpatico zoticone", gli occhi a forma di cuore si sono fatti talmente grandi che gli spettatori seduti dietro di me hanno dovuto cambiar posto), piccolo spacciatore di provincia indebitato con persone non molto raccomandabili.
Quando Bill riceve la notizia dell'uccisione del fratello per un affare di droga andato male, torna nel rurale paesino dell'Oklahoma per poi scoprire che le condizioni di salute del fratello gli erano state riportate in maniera un tantino enfatizzate. A questo punto basta poco perché Bill si ritrovi coinvolto in uno dei macchinosi piani perché Brady riesca a "sistemare" un paio di faccende.
La storia si dipana in modo comicamente poco lineare dando al film un ritmo sempre sostenuto che tiene lo spettatore piacevolmente attento.

Belli gli effetti speciali che danno la possibilità a Bill e Brady di interagire tra loro, di essere vicinissimi, di toccarsi, di sostenere una conversazione con tempi credibili e non artefatti. Lo spettatore non si accontenta più di un semplice campo e contro-campo quando vede un attore impersonare due personaggi e qui non rimarrà deluso.

Perfettamente in ruolo in entrambe le parti (la faccia che fa Bill quando la studentessa gli recita Catullo e le risatine di Brady sono da manuale!), Norton è supportato da colleghi assolutamente prefetti. A bilanciare sia l'entusiasmo di Brady che l'idiosincrasia di Bill, ci sono: Daisy (a cui Susan Sarandon dona un'interpretazione semplice e controllata), madre dei gemelli che per sfuggire alle piccole complicanze della vita si rifugia anzitempo in una casa di riposo per anziani; Janet (Keri Russell), donna colta che ha abbandonato la strutturata vita cittadina per quella di campagna, dove può lasciare che la vita si svolga in maniera più libera; e Bolger (un bel ruolo che il regista e sceneggiatore ha pensato comprensibilmente di tenere per sé), devoto amico di Brady, al quale deve la vita.
Splendido il cameo di Richard Dreyfuss. Lui, ebreo sul serio, che si diverte tantissimo a interpretare un ebreo stereotipato.

Fratelli in Erba è un film riuscitissimo, una commedia noir che piacerà ai fan dei fratelli Coen e che non disdegna scene quasi tarantiniane. Un film in cui si citano le droghe più disparate, pregiudizi religiosi e culturali, Whitman e Socrate; in bilico tra filosofia classica, spacciatori di provincia, la perenne ricerca della felicità e quella dell'equilibrio tra caos e spontaneità (così come c'è il giusto equilibrio in questo film tra commedia e tragedia).