CAST & CREDITS

cast:
Sean Faris, Rebecca Da Costa, Casey Durkin

regia:
Lawrence Silverstein

durata:
87'

sceneggiatura:
Matthew Chadwick

fotografia:
Claudio Chea

montaggio:
Marc Jakubowicz

costumi:
Carla Shivener

musiche:
Jerry Deaton

Freerunner - Corri o muori | Recensione | Ondacinema

Freerunner - Corri o muori

di Lawrence Silverstein

azione, Usa (2011)

di Simone Pecetta

Voto: 2.0

Accade puntualmente ogni anno. Il caldo inizia a farsi sentire pesantemente, gli spettatori migrano in spiaggia o quantomeno frequentano sparse rassegne cinefile che all'aperto propongono il meglio della passata stagione cinematografica e le sale rimangono pressappoco deserte. Accade allora puntualmente ogni anno che le case di distribuzione raschiano il viscido fondo del barile e lanciano al cinema il peggio del peggio: a fine luglio 2011 usciva il temutissimo "Bitch Slap - Le superdotate" in questo 2012 non ce la caviamo meglio con "Lo spaventapassere" e "Freerunner - Corri o muori".

Pellicola d'esordio per il regista Lawrence Silverstein, già scrittore del pessimo "The cell 2 - La soglia del terrore" e produttore d'una decina di abomini di celluloide usciti quasi tutti direttamente in homevideo tra i quali vorremmo dimenticare "Make a Wish" e "Bangkok Adrenaline", questo "Freerunner - Corri o muori" è un action movie piuttosto fiacco per spettatori col disperato bisogno d'un'iniezione di testosterone. Prendendo spunti sparsi qua e la in pellicole come "Rollerball" e "Battle royale", ma anche "Hostel" e tanti altri piccoli horror di bassa lega ci racconta la storia di un gruppo di freerunners già inseriti in un circuito clandestino di parkour che devono affrontare una corsa all'ultimo sangue: collare-bomba pronto ad esplodere e un percorso metropolitano da bruciare entro 60 minuti per scampare alla detonazione mortale.

Umorismo spicciolo, thrilling inesistenze, recitazione canina, trovate di pessimo gusto tra razzismo e sessismo bigotto ampiamente elargite insieme a qualche divertente acrobazia e ad un doppiaggio italiano scadente sono gli ingredienti base per questo piccolo B movie che certo non lancia Silverstein nell'olimpo dei più promettenti talenti registici, ma nemmeno in quello dei mediocri. Riprendendo con una camera a mano instancabilmente in movimento, sottolineando i passaggi fondamentali con trovate videoclippare e cercando di contrastare l'horror vacui inserendo un continuo blaterio di sottofondo sembra che la regia schizofrenica di Silverstein voglia far di tutto per risultare odiosa allo spettatore aggirando ogni possibile spunto interessante in cui involontariamente a volte inciampa. Operazione riuscita.