CAST & CREDITS

cast:
Nicholas Cage, Violante Placido, Ciarán Hinds, Idris Elba, Johnny Whitworth, Fergus Riordan

regia:
Mark Neveldine, Brian Taylor

distribuzione:
Medusa Film

durata:
95'

produzione:
Columbia Pictures, Hyde Park Entertainment, Imagenation Abu Dhabi FZ, Marvel Knights Pictures

sceneggiatura:
Scott M. Gimple & Seth Hoffman, David S. Goyer

fotografia:
Brandon Trost

scenografie:
Kevin Phipps

montaggio:
Brian Berdan

costumi:
Bojana Nikitovic

musiche:
David Sardy

Ghost Rider: Spirito di vendetta | Recensione | Ondacinema

Ghost Rider: Spirito di vendetta

di Mark Neveldine, Brian Taylor

azione, fantastico, Usa/Emirati Arabi Uniti (2012)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 6.0

È primavera, svegliate i cine-comics: tocca a "Ghost Rider - Spirito di Vendetta", pseudo-sequel di "Ghost Rider" (Mark Steven Johnson, 2007) aprire la lunga stagione 2012 di trasposizioni fumettistiche al cinema. Prima dei Vendicatori di Joss Whedon, dello Spider-Man di Marc Webb e dell'ultimo capitolo del Batman di Nolan (senza contare derivati e corollari come "Chronicle" e "Men in Black III"), questo nuovo Ghost Rider scava una nuova nicchia nel genere, giungendo nei territori dell'action estremo meglio di quanto avesse potuto fare il predecessore. Scarto sancito anche dall'egida "Marvel Knights", che, rispecchiando quanto accade nell'omonima collana cartacea, garantisce allo spettatore letture cupe e definitive dei personaggi in cartellone (l'unico predecessore è stato lo sfortunato "Punisher - Zona di Guerra", lanciato nel dimenticatoio del direct-to-video nel 2008).

Anni dopo il suo patto con il Diavolo, il tormentato Johnny Blaze (Nicholas Cage) è ancora in pugno allo spirito della vendetta. Nottetempo si trasforma in Ghost Rider, completo di catene ardenti, teschio infuocato, motocicletta infernale e determinazione nel succhiare le anime a tutti i peccatori. Riluttante, Blaze accetta la missione che il monaco alcolista Monreau (Idris Elba) gli offre bussando alla sua porta: portare in salvo Danny (Fergus Riordan) e la madre Nadya (Violante Placido) dalle grinfie di Carrigan (Johnny Whitworth), assoldato per consegnarli a Roarke (aka Satana, Ciaràn Hinds). Sembra infatti che Belzebù abbia in serbo qualche malefatta...

Cinque anni dopo il goffo e melenso primo episodio di Mark Steven Johnson, le redini passano in mano al duo Marc Neveldine - Brian Taylor, emblemi del cinema d'azione lisergico-spaccamascella dai tempi di "Crank" e "Crank - High Voltage". Un po' come capita spesso di questi tempi (specie se si parla di materiale seriale per natura come questo), squadra che zoppica si cambia: le premesse del personaggio non vengono stravolte, ma rinarrate en passant aggiustando il tiro. Unico superstite Nicholas Cage, cui questa volta è concessa la carta delle proverbiali performance sopra le righe da uno script che lo vede vittima straziata dello spirito che lo infesta. La formula continua a zoppicare, sia chiaro, gambizzata da una sceneggiatura sommaria e prevedibile, portata avanti da personaggi inesistenti (qualche segno di vita dal solo Moreau, portato in carne da un Idris Elba macchietta). Ma la ditta Neveldine-Taylor regala al film una verve acida che mancava non solo al predecessore, appesantito da un'indolenza bonaria e dal disperato tentativo di sprizzare trash da ogni fotogramma, ma al super-eroistico in genere, ancora poco maturo (al cinema) per concedersi l'attitudine che, nei limiti della sua ostentata chiassosità, "Spirito di Vendetta" si è (suo malgrado?) cucito addosso. Rimane un film uscito quasi fuori tempo massimo (lo zeitgeist cospirazionista-clericale ormai è praticamente sopito), sfocato nella resa, ma persino sorprendente rispetto alle premesse. La stagione ha inizio.