CAST & CREDITS

cast:
Ian McKellen, Laura Linney, Milo Parker, Hiroyuki Sanada, Hattie Morahan, Patrick Kennedy, Roger Allam, Phil Davis, Frances de la Tour

regia:
Bill Condon

distribuzione:
Videa

durata:
104'

produzione:
AI Film

sceneggiatura:
Jeffrey Hatcher

fotografia:
Tobias A. Schliessler

scenografie:
Martin Childs

montaggio:
Viriginia Katz

costumi:
Keith Madden

musiche:
Carter Burwell

Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto | Recensione | Ondacinema

Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto

di Bill Condon

giallo, Regno Unito/Stati Uniti (2015)

di Mirko Salvini

Voto: 6.0

Se un regista dovesse essere giudicato esclusivamente dai soggetti che sceglie, allora ci sarebbero buoni motivi per considerare il newyorkese Bill Condon fra i più interessanti. Infatti, se si eccettua il capitolo finale diviso in due parti di "Twilight" e, almeno sulla carta, la prossima disneyana "Bella e la Bestia" versione live fiction, nei suoi film ha raccontato la vita di un grande e dimenticato regista della Hollywood classica come James Whale, le vicissitudini del sessuologo Alfred Kinsey e le polemiche intorno allo scandalo WikiLeaks e al suo fondatore, Julian Assange. Personaggi e vicende per varie ragioni ritenuti scomodi e quindi degni di attenzione. Purtroppo però il soggetto non fa il film o almeno non lo fa del tutto e quindi quando ci si trova davanti ad un suo lavoro non si può fare a meno di notare che se la scelta del soggetto è, come si diceva prima, spesso ineccepibile, la maniera di raccontarlo lascia talvolta molto a desiderare.

Intendiamoci, non è che Condon sia un incapace. Nei suoi film la direzione degli attori è sempre inappuntabile e la confezione è senza dubbio curata. Il ritmo però latita e storie che dovrebbero risultare intriganti si seguono a fatica e, a film finito, resta un senso di noia e insoddisfazione. Non fa eccezione questo nuovo "Mr. Holmes", che racconta un'avventura tardiva del più famoso detective letterario, immaginato ultranovantenne a vivere in campagna, ad allevare api e a combattere la drammatica battaglia con la malattia che gli sta portando via a poco a poco le facoltà mentali che tanto lo hanno reso celebre. Il famoso inquilino di Baker Street, tornato negli ultimi anni in auge grazie ai film con Robert Downey Jr. e alla serie BBC con Benedict Cumberbatch, è impersonato dal superlativo Ian McKellen che torna a lavorare con Condon sedici anni dopo "Uomini & Dei", film grazie al quale all'epoca sfiorò l'Oscar, e in effetti la presenza del grande attore shakespeariano varrebbe da sola la visione del film. Carismatico come sempre, l'ex interprete di Gandalf riesce comunque ad infondere in questo uomo al tramonto la personalità che lo spettatore si attende senza però tralasciare un accenno di fragilità che rende questa figura molto umana, contribuendo in modo determinante al momento più emozionante della vicenda. Il film, come gli ultimi Holmes visti, non è ricavato da una storia di Conan Doyle, bensì dal libro di Mitch Cullin "Un impercettibile trucco della mente" (in Italia pubblicato dalle edizioni Giano). Il dottor Watson viene mostrato velocemente e sempre sfocato, la Signora Hudson è idealmente sostituita dalla sempre deliziosa Laura Linney, vedova di guerra con figlioletto alquanto vispo (Milo Parker che si rivela una spalla efficacissima per il protagonista) e Mycroft Holmes fa una fugace apparizione nel prefinale; di Irene Adler, Moriarty e Lestrade neanche l'ombra ma qualche mistero da svelare c'è, sia per nel presente, la morte misteriosa delle amate api, sia collegato al passato, come il caso irrisolto cui allude il titolo italiano, una donna deceduta in circostanze poco chiare. A complicare il quadro contribuisce anche un uomo giapponese (Hiroyuki Sanada) che rimprovera Holmes di essere stato responsabile della scomparsa anni prima del proprio padre. E' dai tempi di "Vita privata di Sherlock Holmes" che siamo abituati ad avere a che fare con versioni alternative e anche se McKellen pronuncia battute che probabilmente non faranno piacere agli ammiratori di Basil Rathbone in realtà non ci si trova di fronte a niente che non si sia già visto prima. Semmai il problema è che nessuno di questi misteri si rivela poi così appassionante e il cuore del film è costituito dagli sforzi del detective di recuperare i ricordi che per questioni anagrafiche stanno sempre più sparendo dalla sua mente.

L'interpretazione di Ian McKellen non ha niente da invidiare a quelle che fra qualche mese si contenderanno tutti i trofei della stagione dei premi e Condon disegna personaggi amabili, sbrigando il suo compito con la competenza che ormai gli può essere riconosciuta, in questo aiutato anche dallo scenografo Premio Oscar Martin Childs, dal costumista Keith Madden e dal direttore della fotografia Tobias A. Schiliessler. Da ricordare anche le musiche di Carter Burwell, oltre al prezioso contributo del reparto trucco che compiono un lavoro egregio nell'invecchiare McKellen di quasi vent'anni. Sfortunatamente al regista manca l'abilità di rendere questa storia appassionante come forse ci aspetteremmo da quella che in fondo resta una "detective story" (per quanto ovviamente il film non voglia essere soltanto questo) e il film in diversi momenti procede più per inerzia che per suspense. Al punto che neanche il prodigo lavoro di Virginia Katz al montaggio, coi suoi andirivieni temporali, riesce ad infondere a "Mr. Holmes" quella vivacità invano attesa.