CAST & CREDITS

cast:
Jim Parsons, Rihanna , Jennifer Lopez, Steve Martin

regia:
Tim Johnson

distribuzione:
20th Century Fox

durata:
94'

produzione:
DreamWorks Animation

sceneggiatura:
Tom J. Astle, Matt Ember

montaggio:
Jessica Ambinder-Rojas, Alexander Berner

musiche:
Joel McNeely, Rihanna

Home - A casa | Recensione | Ondacinema

Home - A casa

di Tim Johnson

animazione, Usa (2015)

di Matteo De Simei

Voto: 5.0

È proprio il caso di dirlo,  la nuova avventura animata targata Dreamworks è approdata sulla terra. Storia di una stramba invasione aliena, "Home - A casa" focalizza l'attenzione su un simpatico extraterrestre di nome Oh, pronto a trasferirsi e invadere pacificamente il nostro pianeta insieme ai suoi simili, i Boov, per sfuggire dalle grinfie dei Gorg, loro acerrimi nemici. L'interazione inevitabile tra umani e alieni si materializza con l'incontro tra Oh e la giovanissima Tip. Il confronto tra i due e la costruzione, mattone su mattone, del loro rapporto diviene, di fatto, l'essenza di un film che pone l'accento sull'eterno legame sociale dell'amicizia, ostacolata da diversità culturali e morfologiche, finanche sociali, perché sia la ragazzina (che è originaria dell'Honduras), sia l'invadente alieno sono emarginati dai loro simili e soffrono la mancanza di una persona al proprio fianco che sappia comprenderli. Oh (la nascita del suo nome è tutto un dire), nonostante i suoi sforzi persuasivi, non ha successo con gli altri Boov e per quanto riguarda Tip, che poteva contare sull'unico appoggio della madre, la solitudine rappresenterà un banco di prova per la sua crescita. Comincia così un on the road intercontinentale che vedrà i due sorvolare America, Europa e Australia su di un automobile volante progettata dall'alieno.

Per quanto sia difficile e in apparenza "mostruoso" evidenziare limiti e difetti di una genuina e variopinta pellicola d'animazione, è per contro facile rilevare in "Home" l'enorme fatica nel trovare un appiglio contingente a quello vissuto dai due protagonisti al di fuori delle manifeste tematiche di amicizia e integrazione. La forza motrice è costituita da un ritmo incalzante che però subisce la continua inconcludenza di una sceneggiatura spoglia e instabile che dapprima slabbra e infine recide il filo conduttore delle singole sequenze. La mancata compattezza disorienta e vanifica in larga parte l'innovativo lavoro sulla computer grafica imperniata sulla tecnologia Apollo (che la Dreamworks ha già sperimentato in "Dragon Trainer 2") che permette di controllare e manipolare i dati in modo più fluido e profondo, permettendo agli animatori di lavorare sui i personaggi direttamente dai loro tablet. Le immagini iridescenti e in continuo movimento sono in tal senso  il trampolino di lancio su cui effettuare le continue evoluzioni della CGI (ne è un esempio il gatto Pig, tanto inutile a livello di sceneggiatura quanto fondamentale per caratterizzarne le peripezie emozionali sul versante grafico).

Anche la funzione pedagogica subisce un'ambigua chiave di lettura. Incentrando il racconto sul genere sci-fi e descrivendo un'immaginaria razza aliena, "Home" non può eludere il concetto di avanguardia tecnologica. Quello che non convince, tuttavia, è che il villaggio globale allestito dalla pellicola rischi di prolungarsi in una sorta di messaggio promozionale nei confronti della società ultra-tecnologica, dissertazione tanto attuale quanto pericolosa, soprattutto per quel che concerne il mondo dei più piccoli. Il bambino 2.0 della Dreamworks, oltre ad avere uno spiccato carattere interrelazionale e un cuore grande così, è dunque un seguace della moda, che balla al ritmo di musica dance/commerciale instillata dalle più celebri icone pop del momento (le interpreti Rihanna e Jennifer Lopez contribuiscono direttamente alla svenevole colonna sonora) e si emancipa dall'infanzia a colpi di touch screen e selfie.

Ci si chiede da anni in che modo la Pixar riesca ancora oggi a detenere il primato dell'animazione cinematografica in termini di completezza. Il film di Tim Johnson (autore dell'oramai preistorico "Z la formica" e dunque non propriamente un pivellino) può in tal senso rispondere al quesito. "Home" sfrutta il marketing derivante dal cast e le più semplici chiavi di fruizione come la demenza comica ("I pinguini di Madagascar" ma anche i Minions della concorrente Illumination Entertainment) senza andare oltre, evitando la profondità e soprattutto l'incisività. Quel che rimane è un gradevole esercizio ludico ma dai tratti ampiamente superficiali. Una vittoria della forma sul contenuto che decreta l'ennesimo passo falso della Dreamworks Animation, ben lontana dalle vette di "Dragon Trainer" e "Galline in fuga".