Ondacinema

recensione di Antonio Pettierre
5.0/10

Drew Pearce è un giovane sceneggiatore statunitense scrittore di "Iron Man 3" e "Mission Impossible – Rogue Nation" e dell'ultimo episodio di "Fast & Furious – Hobbs & Shaw". È anche l'autore della serie televisiva "No Heroics" che racconta di una società in cui i supereroi vivono alla luce del sole con piccoli e grandi poteri e sono descritti come persone alle prese con una quotidianità "normale".

Pearce è un professionista introdotto all’interno del cinema mainstream di questi ultimi anni che ha lavorato a prodotti seriali dell’industria dello spettacolo americano. "Hotel Artemis" è il suo primo film da lui diretto (oltre ad averlo scritto) che rientra in questo retaggio di genere, dove il thriller converge con la fantascienza “debole”, ambientando la vicenda in una Los Angeles a dieci anni nel futuro da oggi.

La storia di una clinica clandestina per criminali – l’Hotel Artemis del titolo – diretta da l’Infermiera (Jodie Foster) rappresenta un microcosmo in cui si muovono pochi e precisi personaggi che si ritrovano all’interno dell’edificio, mentre nella città è in corso una rivolta per la liberalizzazione dell’acqua. Da un lato, “Hotel Artemis” vuole essere una riscrittura di tematiche care a certo cinema degli anni 80 (pensiamo a John Carpenter oppure a George Romero) in cui il genere si fa portatore di istanze del malessere sociale: la violenza diffusa; l’acqua che da bene pubblico primario diventa un prodotto privato gestito da un’azienda e a cui possono accedere solo i ricchi; la polizia come strumento in mano al potere che, invece di proteggere i cittadini e la legge, è trasformata in un’anonima organizzazione in difesa degli interessi privati. Su tutto e tutti appare evidente come ci sia una sovrastruttura sociale governata da bande criminali che sono in lotta tra loro.

Dall’altro lato, i protagonisti sono caratterizzati come degli sconfitti dalla vita. Così, l’infermiera è tormentata dal ricordo del figlio morto; il giovane rapinatore di banche (Sterling K. Brown), che si rifugia nella clinica, è legato per affetto familiare a un fratello drogato e incapace; la Killer professionista (Sofia Boutella) sta aspettando l’arrivo del capo dell’organizzazione criminale di Los Angeles, il re Lupo (Jeff Goldblum), per eliminarlo; un trafficante d’armi vuole fuggire da Los Angeles; l’Operatore sanitario (Dave Bautista), aiuto dell’Infermiera, ha un legame genitoriale con la donna che lo ha salvato quando era bambino. I personaggi prendono il nome delle stanze dell’hotel rispettando il proprio anonimato e questa scelta, così come l’ambientazione, è un elemento fumettistico del film che richiama le pellicole a cui Pearce ha lavorato in precedenza, trasformandoli in maschere piuttosto che in essere umani.

Un altro elemento evidente è la dicotomia tra interno (Hotel Artemis) e l’esterno (Los Angeles) molto carpenteriana, in una rappresentazione non solo dell’assedio subito dai personaggi, ma della paura di ciò che è fuori dalle proprie mura domestiche rinforzando l’idea nell’agorafobia di cui soffre l’Infermiera che diventa icona della sopravvivenza contro i mali del mondo. Questo aspetto però è fin troppo sbilanciato sull’interno rispetto all’esterno. Ciò che succede fuori è forse più interessante di ciò che accade all’interno della clinica, ma Pearce lo suggerisce non facendolo quasi vedere e senza traslarlo mai metaforicamente dentro alle dinamiche narrative che coinvolgono i personaggi della storia.

“Hotel Artemis” ha dalla sua un’interpretazione degna di nota di Jodie Foster (invecchiata ad arte per il ruolo) sempre in affanno e con una camminata a piccoli passi, come se corresse, che la recitazione dell’attrice riesce a caratterizzare in modo particolare. Così come le scenografie barocche e decadenti e la fotografia, che predilige i toni scuri, creano un’atmosfera di un mondo sull’orlo del crollo imminente e sono elementi profilmici frutto di alta professionalità.

Ma “Hotel Artemis” è sprovvisto del respiro e originalità che dovrebbe sopperire a una pellicola di questo tenore, basandosi su elementi derivativi anche recenti. Tutti gli elementi della società criminale, così come la clinica, somigliano fin troppo al mondo di “John Wick” priva della sua dinamicità. Gli scontri finali di cui sono protagonisti la Killer e l’Operatore sanitario, all’interno degli stretti corridoi dell’Hotel, sono molto influenzati da “Old Boy” e dallo stile di Park Chan-wook prima maniera, ma risultando solo come singolo elemento spettacolare per rimpolpare le sequenze con alcune scene di azioni.

Nel suo complesso “Hotel Artemis” soffre poi di un cast in cui gli altri attori non riescono a tenere il passo di Jodie Foster (lasciando perdere il cameo di Goldblum) dando la sensazione allo spettatore di una disarmonia recitativa molto marcata che inficia anche il ritmo della storia che risulta piatta e telefonata per gran parte del suo metraggio. In particolare, ciò che è carente nel lavoro di Drew Pearce è l’intensità della visione che può rapire lo sguardo dello spettatore: sia la recitazione che la messa in scena appaiono spesso una semplice registrazione di un cinema da camera, dove le scene non sono nemmeno quadri teatrali ma tavole di un fumetto bidimensionale.

“Hotel Artemis” risulta un’operazione citazionista poco convincente in cui il regista è travolto dall’amore per le sue passioni senza effettuarne alcuna nuova rielaborazione. Pearce ambisce a essere autoriale, ma nella difficoltà di gestire i diversi registri non riesce nemmeno a confezionare un prodotto di semplice divertimento.


03/08/2019

Cast e credits

cast:
Jodie Foster, Dave Bautista, Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Brian Tyree Henry, Charlie Day, Zachary Quinto, Jeff Goldblum


regia:
Drew Pearce


titolo originale:
Hotel Artemis


distribuzione:
01 Distribution


durata:
94'


produzione:
The Ink Factory, 127 Wall, Marc Platt Productions


sceneggiatura:
Drew Pearce


fotografia:
Chung Chung-hoon


scenografie:
Ramsey Avery


montaggio:
Paul Zucker, Gardner Gould


costumi:
Lisa Lovaas


musiche:
Cliff Martinez


Trama
Los Angeles 21 giugno 2028. Due fratelli, dopo essere stati feriti in una rapina, si rifugiano all’Hotel Artemis, clinica clandestina che cura i criminali e diretta dall’Infermiera con l’aiuto di Everest. All’interno ci sono un trafficante di armi e una killer francese che attende l’arrivo dell’uomo che deve eliminare. Mentre fuori la città è messa a ferro e fuoco dalla rivolta per la liberalizzazione dell’acqua, all’interno della clinica inizia un conto alla rovescia che porterà alla risoluzione di molti conti in sospeso per i suoi ospiti.
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