CAST & CREDITS

cast:
Mohammed Bakri, Mohamed Zouaoui, Ertem Eser, Morjana Alaoui

regia:
Fariborz Kamkari

distribuzione:
Medusa

durata:
118'

produzione:
RSI/SRG SSR, FILAS, Regione Lazio, RAI Cinema, Regione autonoma del Kurdistan

sceneggiatura:
Naseh Kamkari

fotografia:
Marco Carosi

scenografie:
Malakdjahan Khazai

montaggio:
Marco Spoletini

costumi:
Malakdjahan Khazai, Simona Marra

musiche:
Orchestra di Piazza Vittorio

I fiori di Kirkuk | Recensione | Ondacinema

I fiori di Kirkuk

di Fariborz Kamkari

drammatico, Italia/Svizzera/Iraq (2010)

di Claudio Zito

Voto: 4.0
Una sorta di Schindler araba irachena, dall'Italia dove ha studiato medicina e si è fidanzata con un connazionale curdo, torna al suo paese nel 1988 per salvare il suo amato dalla persecuzione di Saddam. Mossa da sensi di colpa stile Lady Macbeth, si sposta tra villaggi di etnie divese superando i posti di blocco con semplicità irrisoria, esce di prigione appena entrata, un attimo dopo è nel personale medico dell'esercito, incontra ovunque gente di sua conoscenza (arabi smaccatamente di regime, curdi iperconsapevoli di quanto sta loro accadendo), ottiene infine lo scopo prefisso con il proprio estremo sacrificio.

Un regista nato in Iran ma nefastamente formatosi in Europa dirige in maniera imbarazzante il plateale cast arabo buono per ogni coproduzione internazionale e gira con tecnica dilettantesca e stile al di sotto della media dei prodotti Rai Cinema (che ci mette lo zampino) facendo venire il mal di mare coi suoi movimenti di macchina. E mentre cede al poeticismo più facile (bambole di pezza schiacciate da autoveicoli militari, banali metafore intorno ai fiori) si allinea - ma non troppo - alla propaganda dell'imperialismo statunitense. Due ore di immeritata sofferenza per il povero spettatore.