Il segreto | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Stefano Guerini Rocco
4.0/10

Mentre un volenteroso psichiatra la interroga per riesaminare il suo caso, l'anziana Rose ripercorre in un lungo, doloroso, tormentato flashback gli eventi luttuosi che l'hanno portata a essere rinchiusa in un manicomio criminale per oltre quarant'anni. I suoi ricordi si confondono con le fantasie di una donna provata dal tempo e dalle sofferenze. Fortunatamente e provvidenzialmente, la verità troppo a lungo ignorata è affidata alle pagine del "libro di Rose", una Bibbia sulla quale la donna, nel corso dei decenni di reclusione, ha diligentemente annotato le sue memorie e il suo inconfessabile, sconvolgente segreto.

Dopo "Philomena" e lo straziante "Magdalene", arriva in sala un nuovo film sulle caritatevoli imprese della Chiesa Cattolica nell'Irlanda del Secondo Dopoguerra. Al timone del progetto c'è il veterano Jim Sheridan, che con opere iconiche come "Nel nome del padre", "Il mio piede sinistro" e "In America - Il sogno che non c'era" ha fatto del melodramma d'impegno civile la cifra stilistica di un'intera carriera.

Tratto (con più di una licenza poetica) dal romanzo omonimo di Sebastian Barry, anche "Il segreto" presenta, almeno in superficie, tutti gli ingredienti per rientrare con coerenza e continuità nel percorso registico del cineasta irlandese: il ritratto di un'eroina caparbia e risoluta, il racconto di un amore passionale e contrastato, la denuncia dei soprusi dei potenti, la cronaca minuta delle vite degli ultimi e degli sconfitti. Fascino altero e lingua svelta, Rose è infatti l'incolpevole vittima dei pregiudizi vessatori e delle invidie maliziose della società, condannata doppiamente (e a prezzo assai caro) per la propria bellezza e la propria indipendenza.

Eppure, nonostante il pedigree autoriale e la confezione curatissima e patinata, "Il segreto" ha la fattura grossolana e dozzinale di un feuilleton televisivo. Con inoltre l'aggravante di prendersi tremendamente sul serio, a differenza delle evasioni romantiche formato piccolo schermo del ciclo Rosamunde Pilcher. Dopo un incipit promettentemente teso e solido, affidato soprattutto al talento cangiante della sempreverde Vanessa Redgrave e alle atmosfere efficacemente lugubri e claustrofobiche, il film di Sheridan rimane vittima di una regia inutilmente estetizzante e, soprattutto, di una sceneggiatura di grana grossa, costruita sulla rincorsa al colpo di scena, che sembra fare il verso a "La lettera scarlatta" e che arriva a trasformare la Seconda Guerra Mondiale in una scaramuccia di risentimento campanilista.

Sprecatissimo il prestigioso cast, vero fiore all'occhiello dell'intera operazione. Nei panni di un'eroina tanto orgogliosamente anticonformista quanto passivamente arrendevole, la diafana Rooney Mara, occhi sgranati e zigomo fiero, recita esclusivamente in due versioni: con le spalle curve o con la schiena retta. E, avvilentemente, dà fondo al più trito e sconfortante repertorio "da pazza" appena le fanno indossare un camice d'ospedale. Un ruolo più complesso e sfaccettato spetta invece al bel tenebroso Theo James, sguardo conturbante e intensità da fotoromanzo, cui purtroppo difetta la finezza interpretativa per restituire con efficacia empatica lo struggimento interiore di un uomo accecato dalla gelosia che, condannando la donna che ama, condanna anche se stesso. Non pervenuti, infine, Eric Bana e Jack Reynor, ridotti entrambi a particine che definire accessorie sarebbe eufemistico.

Soltanto la magistrale Vanessa Redgrave, negli sparuti momenti di grazia che la sceneggiatura le concede, ricorda a tutti l'attrice maiuscola che è sempre stata. Ancora straordinariamente attiva, tanto al cinema quanto in televisione, sebbene spesso relegata a piccoli cameo o apparizioni onorifiche, Redgrave ritrova finalmente il rilievo da protagonista che le spetta. Ahinoi, un'opera così ordinariamente piatta, volgare e monocorde come "Il segreto" non sa che farsene del suo sorriso commovente e dei suoi occhi pieni di luce. Una ben misera occasione per rendere giustizia al talento da fuoriclasse dell'indimenticata interprete di "Isadora", "Julia", "I diavoli", "Casa Howard" e molti, molti altri ancora.


01/04/2017

Cast e credits

cast:
Rooney Mara, Vanessa Redgrave, Theo James, Eric Bana, Jack Reynor, Susan Lynch


regia:
Jim Sheridan


titolo originale:
The Secret Scripture


distribuzione:
Lucky Red


durata:
110'


produzione:
Irish Film Board, Apollo Media, Ferndale Films


sceneggiatura:
Jim Sheridan, Johnny Ferguson


fotografia:
Mikhail Krichman


montaggio:
Dermot Diskin


musiche:
Brian Byrne


Trama
Mentre un volenteroso psichiatra la interroga per riesaminare il suo caso, l’anziana Rose ripercorre in un lungo, doloroso, tormentato flashback gli eventi luttuosi che l’hanno portata a essere rinchiusa in un manicomio criminale per oltre quarant’anni.
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