CAST & CREDITS

cast:
Edward Norton, Tim Roth, Liv Tyler, William Hurt, Tim Blake Nelson

regia:
Louis Leterrier

distribuzione:
Universal

durata:
114'

produzione:
Marvel Studios

sceneggiatura:
Zak Penn

fotografia:
Peter Menzies Jr,

L'incredibile Hulk | Recensione | Ondacinema

L'incredibile Hulk

di Louis Leterrier

azione, Usa (2008)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.0
Nel 2003 la Marvel, sulla scia del trionfo del primo "Spider Man" (400 milioni di dollari solo in patria) pensò di bissarne il successo rispolverando un altro storico personaggio dei propri fumetti, l'incredibile Hulk. Affidato il progetto alle mani del regista del momento Ang Lee (fresco di premio Oscar per "La Tigre e il Dragone"), il successo pareva assicurato. Invece no. 137 milioni di budget e 132 incassati. A chi dare la colpa? Senza dubbio il film del taiwanese non era il tipico prodotto scacciapensieri per teenager: il regista di "Brokeback Mountain" tentò di contaminare la cultura pop con la psicanalisi, in un mix abbastanza inedito di elementi "alti" e "bassi", costruendo un complesso e ambizioso blockbuster tutto incentrato sull'edipico scontro padre-figlio, in cui i personaggi apparivano veri, complessi, anche sgradevoli. Tutto a discapito della leggerezza, dell'ironia, e, soprattutto dell'azione, relegata alle sequenze finali. Tutto sbagliato, tutto da rifare!

A cinque anni da quel "flop", la Marvel decide di "resettare" tutto, ripartendo da zero, e mettendo in cantiere un nuovo "Hulk", più spigliato, più "cool", con molta, molta, più azione. Come dargli torto? Il personaggio è un'icona dei nostri tempi, che si presta ad un infinito, inevitabile, sfruttamento commerciale. Ecco fatto. Arruolato come regista il mercenario Louis Leterrier (uscito dalla scuderia di Luc Besson, per cui ha diretto i tremendi "Danny the Dog" e "The Transporter"), e messi sul libro paga divi come Edward Norton (nel ruolo del protagonista Bruce Banner), Tim Roth, Liv Tyler e William Hurt, le riprese potevano partire. Ma c'è sempre qualcosa che non va per il verso giusto.

Norton è una star capricciosa, che vuol mettere lo zampino in ogni dove, e pure qui ha da ridire sullo script del giovane Zak Penn. Lo ritocca personalmente, aggiungendo dialoghi, intere sequenze, stravolgendo tutto. La Marvel non ci sta, e così dalla versione finale della pellicola vengono tagliati ben settanta (!) minuti (li vedremo su dvd). L'attore si infuria, fa cancellare il proprio nome dai collaboratori alla sceneggiatura, e minaccia di non partecipare alla promozione della pellicola.

Beh, comunque siano andate le cose, "L'incredibile Hulk" (l'aggettivo aggiunto davanti al titolo per rimarcare l'eccezionalità del progetto) è esattamente quello che la Marvel aveva promesso, e che probabilmente si aspettava. Un costoso b movie, dove azione ed effetti visivi regnano sovrani, e personaggi e intreccio narrativo non sono poi così importanti.

Lo spettacolo c'è, e se si stacca il cervello per un paio di ore ci si può pure divertire, ma non è abbastanza per fare di questo nuovo "Hulk" un film riuscito. Le prime sequenze (le origini del personaggio sono riassunte nei titoli di testa) sono incalzanti: l'inseguimento tra l'esercito Usa e Banner, tra le favelas brasiliane, e la successiva prima apparizione dell'imponente creatura verdastra (sempre seminascosta tra ombre e fumo) sono senza dubbio da cardiopalma. Poi, però, i numerosi tagli imposti dalla produzione si fanno sentire (come fa Norton a tornare dal Guatemala agli States? A piedi?!), e l'esilità del plot si palesa davanti agli occhi degli spettatori. Così, fra uno scontro e l'altro tra Hulk e i militari (uno più distruttivo dell'altro) fa capolino pure un po' di noia. In mezzo, una parentesi da road movie con Banner in fuga con l'amata: ma tutto molto superficiale e poco convincente. Tanto che alla fine Norton e Tim Roth (che interpreta la nemesi del protagonista) sembrano lasciare campo libero, con estremo piacere, alle loro controparti digitali, in un confronto faccia a faccia tonitruante e lunghissimo, che pare una versione aggiornata dei vari "Godzilla Vs...".

Le vere intenzioni della Marvel sono chiarissime: fare dei propri film un'appendice della carta stampata, spianando il territorio per un futuro fatto di sequel (il villain della prossima puntata già si scopre nelle sequenze finali) e fantasiosi crossover con altre saghe fumettistiche di successo (c'è pure un cameo del simpatico Robert Downey Jr nel ruolo del Tony Stark di "Iron Man").

Con delle premesse così ciniche è arduo abbandonarsi al piacere della visione, ma forse conviene augurarsi che questo nuovo "Hulk" sia il successo sperato dai produttori, o tra qualche anno ci potremmo ritrovare tra le mani l'ennesimo reboot della saga, questa volta, chi lo sa, in salsa da commedia romantica.