CAST & CREDITS

cast:
Meryl Streep, Frances de la Tour, Billy Magnussen, Mackenzie Mauzy, Tammy Blanchard, Lucy Punch, Tracey Ullman, Christine Baranski, Lilla Crawford, Chris Pine, Daniel Huttlestone, Anna Kendrick, James Corden, Emily Blunt, Johnny Depp

regia:
Rob Marshall

distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures

durata:
125'

produzione:
Walt Disney Pictures, Marc Platt Productions, Lucamar Productions

sceneggiatura:
James Lapine

fotografia:
Dion Beebe

scenografie:
Dennis Gassner

costumi:
Colleen Atwood

musiche:
Stephen Sondheim

Into the Woods | Recensione | Ondacinema

Into the Woods

di Rob Marshall

musical, Usa/Gran Bretagna/Canada (2014)

di Stefano Guerini Rocco

Voto: 4.5

Nel 2002 il coreografo teatrale Rob Marshall ha esordito dietro la macchina da presa con "Chicago", uno dei musical più accattivanti e infiammati degli ultimi decenni. Da allora sembra procedere imperterrito nella missione personale di adattare per il grande schermo alcuni dei più prestigiosi spettacoli di Broadway (per lo più sconosciuti in Italia). Non fa eccezione il suo ultimo "Into the Woods", tratto dall'omonima commedia musicale di Stephen Sondheim e James Lapine, attraverso il quale conferma pregi e difetti della sua filmografia.

Si tratta di un irriverente pastiche di alcune delle più celebri fiabe dei fratelli Grimm e di Charles Perrault. Nello stesso villaggio, a ridosso di un bosco misterioso, vivono infatti Cenerentola, Raperonzolo, Cappuccetto Rosso e molti altri personaggi più o meno incantati che, complice il rovinoso precipitare degli eventi, dovranno imparare a conoscersi, scontrarsi, sostenersi e confrontarsi. "Into the Woods" presenta infatti una struttura nettamente bipartita: se nella prima ora le vicende di orchi e principesse procedono serene e parallele, solo sfiorandosi di tanto in tanto, verso il finale lieto e scontato che tutte le fiabe esigono, nella seconda parte, assai più cupa, i personaggi saranno costretti a sconfinare l'uno nella storia dell'altra per fronteggiare una minaccia più grande (è il caso di dirlo) di loro. Si entra così in un mondo capovolto in cui i principi tradiscono le proprie amate, le streghe si rivelano sorprendentemente emotive, Cenerentola dà sfogo a rigurgiti di emancipazione e la salvezza è affidata a una sorta di famiglia allargata decisamente inedita per il mondo delle fiabe.

Sviluppi che conferiscono un tocco di perfida leggerezza e sarcastica insolenza a un musical intricato e fastoso, al pari di alcuni dettagli grottescamente ironici come gli uccellini di Cenerentola che, per vendetta, accecano le malefiche sorellastre o il sadico passatempo di far morire (inaspettatamente e gratuitamente) tutte le madri della storia.

Purtroppo la regia senza guizzi di Rob Marshall, statica e magniloquente, non riesce a valorizzare queste sfumature ciniche e ammiccanti, finendo per appesantire tremendamente il risultato finale. Che fine hanno fatto l'energia e il fascino intrigante di "Chicago"? L'esplosiva sensualità delle coreografie indiavolate? L'estremo dinamismo della macchina da presa? La vitalità del montaggio sincopato?
"Into the Woods" non ha niente di tutto ciò. Si rivela, al contrario, un macchinone roboante e un po' pacchiano, a metà strada tra un divertissement in stile burtoniano e una costosissima recita oratoriale.

Rimane comunque lo spettacolo degli attori: un divertito cast all star su cui giganteggia Meryl Streep, che fa grande sfoggio delle sue (notevoli) doti di soprano. Alla sua Strega severa e vanitosa, spietata e materna allo stesso tempo, è stata tributata (forse fin troppo generosamente) una candidatura all'Oscar, anche se la migliore del gruppo è la spigliata Emily Blunt, presenza luminosa e gaia, capace di toccare con disinvoltura e briosa grazia registri diversi. Non pervenuto il cameo cantante di Johnny Depp, ormai ridotto a parodiare se stesso nei panni di un Lupo dandy, maliardo e sopra le righe.

In un susseguirsi ininterrotto di numeri musicali sempre più maestosi e solenni, il film insegna che bisogna stare attenti a ciò che si desidera, perché si corre il rischio di ritrovarsi orfani, indigenti, in un villaggio semidistrutto... per sempre felici e contenti.