CAST & CREDITS

cast:
Robert Downey Jr., Jeff Bridges, Gwyneth Paltrow, Terrence Howard, Leslie Bibb

regia:
Jon Favreau

distribuzione:
Universal Pictures International Italy

durata:
126'

sceneggiatura:
Mark Fergus, Hawk Ostby, Art Marcum, Matt Holloway

fotografia:
Matthew Libatique

Iron Man | Recensione | Ondacinema

Iron Man

di Jon Favreau

azione, Usa (2008)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.0

Creato da Stan Lee e Larry Lieber, Iron Man è l’ultimo supereroe di casa Marvel a fare il salto sul grande schermo, e nonostante sia in circolazione del lontano 1963, è ancora sconosciuto al grande pubblico. Iron Man, l’uomo d’acciaio, è in realtà il miliardario Tony Stark, che ha costruito una fortuna fabbricando e vendendo armi all’esercito Usa. Nei fumetti di Stan Lee, Stark, ferito gravemente da una mina durante il conflitto del Vietnam, e sequestrato da un potente signore della guerra, riusciva a sfuggire e a salvarsi grazie a un’imponente armatura metallica di sua invenzione, che poteva donargli incredibile energia, e mantenere in vita il suo cuore danneggiato. Tornato in patria, Stark decideva di perfezionare la sua creazione e utilizzarla per combattere il crimine, convertendo addirittura la propria industria a produzioni civili.

Alle sue origini era chiaro che il personaggio di “Iron Man” avesse espliciti intenti “anti-comunisti” (provenivano dall’ex Unione Sovietica pure alcuni dei suoi acerrimi nemici, come “la Vedova Nera”), che poi sono, ovviamente, sfumati col passare degli anni. Era inevitabile, perciò, che le origini dell’eroe fossero “aggiornate” per questo suo primo adattamento cinematografico. Stark è infatti rapito da un gruppo terroristico mentre si trova in Afghanistan, e l’avversario con cui dovrà vedersela è il suo ex socio Obadiah Stane (Jeff Bridges), deciso ad appropriarsi dell’impero finanziario di Stark, e intenzionato a utilizzare l’avveniristica armatura d’acciaio come arma militare. La Marvel (recentemente messasi in proprio nella produzione dei film dedicati ai loro fumetti) ha affidato la regia di “Iron Man” a Jon Favreau (che compare nel ruolo dell’autista di Stark), buon mestierante che in passato ha confezionato un paio di discreti film per famiglie (“Elf” e “Zathura”) e messo la firma in un cult assoluto della generazione “X” come “Swingers”, e ha deciso di conferire alla pellicola un tono leggero e “scanzonato”, più da commedia che da action adrenalinico (insomma, dalle parti de “I Fantastici 4”, ma con una sceneggiatura meno sgangherata).

Privo del pathos e del tocco autoriale degli “Spider Man” di Raimi, del fascino tenebroso del “Batman” di Nolan, e lontano anni luce dalla cerebralità dell”Hulk” di Ang Lee, “Iron Man” è un semplice, divertentissimo, pop corn movie, che fila via come un razzo, e in cui tutto pare al proprio posto. Lo script è semplice ed elementare: il canovaccio base non si allontana troppo da quello dei primi episodi cinematografici dedicati ai supereroi, in cui sono sostanzialmente presentati i protagonisti, le scene d’azione sono relegate alle sequenze finali (veramente spettacolari), e tutto pare una lunga introduzione agli episodi successivi (arriveranno, vedrete).

Il casting è perfetto: Robert Downey Jr. è una scelta eccellente per il ruolo di Tony Stark. Tutto il film è sulle sue spalle; Downey Jr. riesce a donare al suo personaggio la giusta distanza ironica, prima improvvisando e giocando nella parte del riccone che fa la bella vita (regalando parecchie risate), e poi calandosi con convinzione in quella dell’eroe in armatura cambiato dalla visione delle atrocità della guerra. E se Bridges è un viscido villain, Gwyneth Paltrow (qui dai capelli rossi) è deliziosa nei panni della fedele (e innamorata) assistente di Stark.

Senza particolari aperture d’ala, ma con tanta voglia di divertire, ecco un film in cui anche lo spettatore più cinico (nell'attesa del quarto “Indiana Jones”) potrà tornare fanciullo per un paio d’ore.