CAST & CREDITS

cast:
Dwayne Johnson, Bruce Willis, Channing Tatum, Adrianne Palicki, Jonathan Pryce, Byung-hun Lee, Ray Stevenson

regia:
Jon M. Chu

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
110'

sceneggiatura:
Rhett Reese, Paul Wernick

fotografia:
Stephen F. Windon

scenografie:
Andrew Menzies

montaggio:
Roger Barton, Jim May

costumi:
Louise Mingenbach

musiche:
Henry Jackman

G.I. Joe - La vendetta | Recensione | Ondacinema

G.I. Joe - La vendetta

di Jon M. Chu

azione, Usa (2013)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.5
Poco amato da pubblico e fan, il primo lungometraggio live action dedicato al team di supersoldati "G.I. Joe" sembrava destinato a non avere seguito. La Paramount ha ceduto i diritti dei personaggi alla MgM che impavida ha presto messo in cantiere un sequel: staff tecnico completamente rinnovato (il mestierante Sommers è rimasto in vece di produttore esecutivo), così come il cast (solo cinque attori comparivano nella pellicola precedente), e budget leggermente meno oneroso, in modo da non rischiare troppo. Per andare ancora più sul sicuro, la MgM ha deciso di posticipare l'uscita della pellicola di ben otto mesi (il film era già pronto per uscire lo scorso luglio) in modo da operare una conversione al trend modaiolo della stereoscopia (con esiti francamente nulli), e soprattutto girare delle sequenze ex novo con il divo "del momento", Channing Tatum, il cui ruolo originariamente doveva limitarsi ad un paio di scene (e che non compariva nemmeno nei poster della campagna marketing!).

Se è vero, e quantomeno triste, che ormai i film si realizzano in base a delle indagini di mercato, la strategia della Metro Goldwyn Mayer ha pagato, tant'è che nel weekend d'esordio questo "G.I. Joe - La vendetta" ha registrato incassi record in tutto il globo. Veniamo al film vero e proprio: i collegamenti col primo episodio restano volutamente blandi, e sono riassunti nell'incipit fumettistico. Basti sapere che il presidente degli Usa è stato sostituito da un doppio, terrorista malvagio e mutaforma, che ha intenzione di ricattare i potenti del mondo con un'imminente apocalisse nucleare (uff) in cui a farne le spese per prima è Londra, completamente rasa al suolo (nel primo film era Parigi a venire devastata, ormai l'Europa è il campo da gioco prediletto per i giochi da guerra made in Hollywood); non prima però di aver decimato e dichiarato fuorilegge la squadra di soldati G.I. Joe, suoi acerrimi nemici. I quattro superstiti (del precedente episodio torna solo il ninja muto Snake Eyes, mentre a rubare la scena è l'ex wrestler Dwayne "The Rock" Johnson, con la sua stazza imponente è una scelta di casting azzeccata) devono provare la colpevolezza del "fasullo" comandante in capo, e si mettono in cerca del membro originario del loro team, il generale Joe Colton (interpretato con composta autoironia dal solito Bruce Willis). La sceneggiatura di Rhett Reese e Paul Wernick (già autori di "Benvenuti da Zombieland") non offre molto di più, non c'è nessuna sfumatura, la fascinazione per armi e bellicismo è sin troppo ambigua, e tutto è all'altezza intellettuale di un dodicenne: ma se si sta al gioco, c'è rischio di divertirsi.
 
La regia di Jon M. Chu, regista di due episodi della serie danzereccia "Step Up", è attenta quanto basta a coreografare con professionalità la lunga serie di sequenze pirotecniche e action: l'utilizzo di CGI è decisamente limitato rispetto al film precedente, e si punta maggiormente su un azione "fisica" e ironica, imparentata con il recente revival macho de "I Mercenari" di Stallone. E almeno una sequenza, quella del lungo combattimento in montagna, "sospeso" nel vuoto, tra i ninja delle diverse fazioni, lascia il segno, sfrutta a dovere il 3D e riporta alla mente la mai dimenticata tradizione wuxia. Tra una scazzottata tra The Rock e il nerboruto Ray Stevenson e una resa dei conti finale bombarola quanto basta, i fan dell'action duri e puri non potranno dirsi delusi, anche se in altre circostanze il tentativo di contaminare i generi con l'estetica post-moderna dei "Transformers" di Michael Bay (la fuga di Cobra Commander -non più interpretato da Joseph-Gordon Levitt- dalla prigione di massima sicurezza, l'attacco delle lucciole-bomba) appare piuttosto goffa e forzata.

Non che si possa aggiungere molto altro all'analisi di un prodotto di questo tipo: non è cinema, ma un giocattolo, che diverte, moderatamente, fintanto che dura, e si dimentica immediatamente dopo.